Dieci dipendenti assunti da Sanitaservice Foggia per il 118 sono stati sospesi in seguito a irregolarità emerse dalle verifiche giudiziarie, fra cui Grazia Romito, sorella del boss mafioso Mario Luciano Romito, ucciso nel 2017. Il caso ha suscitato forte indignazione nel capoluogo e negli ambienti sindacali, che da tempo contestano i criteri di selezione del personale adottati dalla società.
Le sospensioni riguardano anche due soccorritori, un autista e sei ausiliari, tutti assunti tramite l’agenzia interinale Randstad, incaricata delle selezioni e dell’acquisizione delle autocertificazioni sul casellario giudiziale.
L’amministratore unico di Sanitaservice, Angelo Tomaro, ha puntualizzato che le verifiche erano state affidate all’agenzia, la quale aveva dichiarato l’idoneità di tutti i candidati, ma che successivi approfondimenti, avviati dopo richieste alla Procura della Repubblica, hanno portato alla scoperta di dichiarazioni mendaci da parte di alcuni.
Il caso più eclatante è proprio quello di Grazia Romito, destinataria di un’interdittiva antimafia che le aveva impedito anche di gestire la sua agenzia di pompe funebri a Manfredonia. La notizia del suo inserimento nella pianta organica del servizio 118 ha alimentato dubbi sulle procedure e la supervisione delle assunzioni. La sospensione è arrivata oltre un mese dopo l’inizio del contratto a tempo determinato di tre mesi, suscitando domande sull’efficacia e la tempestività dei controlli.
Tomaro ha tuttavia difeso la trasparenza della selezione pubblica e sottolineato che la società ha agito prontamente non appena emerse la discrepanza tra le autocertificazioni e le informazioni ufficiali. Le dieci persone sospese sono state invitate a presentare controdeduzioni, e solo al termine di questa fase si prenderà una decisione definitiva sull’eventuale reintegro o licenziamento.
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