Giovane aggredito in piazzetta Mercato, De Santis: “Foggia è città sana e abitata da persone perbene”

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“Come assessore alla Sicurezza del Comune di Foggia esprimo il mio fortissimo rammarico - la dichiarazione di Giulio De Santis - per quanto accaduto ieri sera (venerdì scorso, ndr) al ragazzo aggredito da un gruppo di giovanissimi. Un episodio grave e inaccettabile, che lascia sgomento e che ci interroga profondamente come comunità. Ho avuto modo di sentire la famiglia del ragazzo aggredito e sono rimasto colpito dalla sensibilità civica e dall’amore che, anche in questa occasione dolorosa, hanno espresso verso la nostra comunità. Ogni ragazzo, ogni donna e ogni uomo di questa città sono con loro, con il loro dolore e con la loro preoccupazione”.

“Foggia è una città sana, abitata da persone perbene, e non lasceremo che episodi come questo restino impuniti. Pertanto chiedo ai genitori degli aggressori di costituirsi immediatamente, accompagnando i propri figli presso le forze di polizia per autodenunciarsi ed iniziare percorsi di recupero che possano cambiare un futuro altrimenti già segnato da violenza e devianza. Allo stesso tempo, invito tutti i cittadini che hanno assistito all’aggressione o che possano fornire elementi utili al riconoscimento dei responsabili a rivolgersi alle forze dell’ordine e denunciare quanto visto. La collaborazione della comunità è fondamentale per restituire sicurezza e fiducia”.

“Siamo certi che le forze dell’ordine e la magistratura faranno tutto quanto in loro potere per individuare i colpevoli, dimostrare la forza inflessibile dello Stato e assicurare alla giustizia questi giovani malviventi, affinché si possa intervenire immediatamente e con fermezza. Chi compie questi atti, se non intende cambiare radicalmente il proprio modo di agire, non è degno di chiamarsi foggiano”.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime “sgomento e sincera vicinanza ad Andrea Tigre, giovane studente e sportivo foggiano, vittima di una violenta aggressione in Piazza Mercato. L’ennesimo episodio di brutalità giovanile che, ancora una volta, ci costringe a riflettere su quanto urgente sia investire nel futuro educativo dei nostri ragazzi”.

“La scuola non può voltarsi dall’altra parte - prosegue Romano Pesavento, presidente CNDDU -. Ogni atto di violenza rappresenta un fallimento collettivo, un segnale che le aule devono accogliere con coraggio e responsabilità. Educare alla pace e al rispetto non è un compito accessorio, ma il cuore stesso della missione educativa”.

“Quando un giovane viene colpito fisicamente e moralmente, non soffre solo lui: si incrina la fiducia reciproca, si smarrisce il senso di comunità, si impoverisce la città tutta. È compito della scuola, insieme alle famiglie e alle istituzioni, riannodare i fili spezzati e restituire ai giovani la capacità di credere nella convivenza civile. Non bastano le condanne formali. Servono laboratori di cittadinanza, spazi di ascolto, occasioni concrete in cui i ragazzi possano scoprire la forza delle parole invece di quella dei pugni, la ricchezza della cooperazione invece della logica del branco”.

“Andrea, con la sua esperienza di atleta, incarna quei valori positivi che il Coordinamento vuole riaffermare: disciplina, rispetto dell’altro, spirito di squadra. A lui rivolgiamo il nostro augurio di pronta guarigione, certi che la sua testimonianza potrà diventare voce di speranza per molti coetanei”.

“Chiediamo che ogni scuola diventi laboratorio di diritti umani, presidio contro l’indifferenza e palestra di solidarietà. Solo così potremo costruire una generazione capace di riconoscere nell’altro un volto, e non un nemico”.

Il CNDDU sottolinea “la necessità di formare i docenti a una didattica che sappia affrontare i conflitti e trasformarli in occasioni di crescita, anziché in ferite insanabili. È indispensabile potenziare l’educazione emotiva, la capacità di ascolto e la costruzione di un linguaggio non ostile, strumenti che prevengono la violenza più di qualunque sanzione. Ogni scuola dovrebbe poter contare su figure professionali di supporto psicologico e mediazione, perché il disagio, se ignorato, diventa terreno fertile per il degrado e la brutalità. La comunità scolastica non è un’isola: ha bisogno del sostegno delle istituzioni locali, delle associazioni, del mondo sportivo e culturale. Solo unendo le forze si può arginare l’ondata di violenza che attraversa le nostre città”.

“Episodi come quello di Foggia non devono rimanere ferite aperte, ma stimolo a costruire percorsi di rinascita sociale. Ogni ragazzo che si perde nella violenza è una sconfitta; ogni ragazzo che ritrova fiducia è una vittoria per tutti”.

Il CNDDU “ribadisce l’impegno a diffondere una cultura della dignità, della non violenza e dell’empatia, affinché episodi come quello di Foggia non siano più la cronaca di una sconfitta, ma il punto di partenza per una rinascita educativa”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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