Certi primati uno non vorrebbe mai vederli, tanto meno vantarsene, ma sono lì, fissati sulla carta e sui file, scolpiti nella giungla di numeri, tabelle e statistiche della banca dati interforze del dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, poi estratti e scremati dal Sole24 Ore che anche quest’anno ha pubblicato la classifica dell’indice di criminalità delle 106 province italiane, sulla base delle attività svolte da Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Polizia Penitenziaria, Direzione Investigativa Antimafia, Guardia Costiera, polizie municipali e provinciali. Quella di Foggia, in riferimento all’anno 2024, è prima per i furti di auto, terza per gli omicidi, quinta per l’usura, 11esima per le estorsioni, tanto per citare le situazioni peggiori, ovviamente sempre ai vertici della graduatoria regionale e sul podio del sud dietro solo a Napoli e Palermo. Le “performance” sono più o meno le stesse dell’anno scorso, e quindi certificano che poco sia cambiato: i reati denunciati sono stati 22.929 (in lievissimo calo rispetto alle 23.009 del 2023) nel complesso dei 61 Comuni della Capitanata, anche se un terzo del totale è associato al capoluogo, e questo significa che il rapporto è di 3.884 ogni 100 mila abitanti, valevole il 26esimo posto in Italia per indice di insicurezza. Del resto, gli allarmi sono scritti anche nelle relazioni semestrali della Dia che ha censito una ventina di clan criminali attivi sul territorio e sono visibili nella percezione dei cittadini che assistono sempre più diffusamente al dilagare di atti predatori, come soprattutto i furti di auto, ma anche nelle abitazioni e nelle campagne, peraltro a qualsiasi ora del giorno e delle notte. I veicoli spariti sarebbero sicuramente di molto superiori ai 4 mila, sebbene non sia noto il dato ufficiale, ma lo si deduce dalle 709 denunce presentate ogni 100 mila abitanti. Tuttavia, al di là dei numeri, il primato raggiunto per la prima volta nel 2024 rappresenta la conferma definitiva di come la situazione sia fuori controllo, come peraltro sanno molto bene i cittadini di Cerignola che negli ultimi tempi hanno assistito a episodi clamorosi e regolarmente impuniti. E poi basta vedere le altre classifiche settoriali per capire meglio la portata del problema “Foggia” che peraltro fotografano una realtà comunque parziale, perché basata sulle denunce presentate dalle persone, le quali non sempre si rivolgono alle forze dell’ordine. Si fa a meno per sfiducia, pigrizia o peggio ancora ricorrendo a metodi alternativi per riottenere il maltolto: il fenomeno del “cavallo di ritorno” è sempre attuale e riferito solo a bassa voce da chi magari e improvvisamente torna a guidare la propria auto dopo alcuni giorni dalla sua sparizione.
A ogni modo, per i furti in generale la provincia Foggia è 21esima in Italia, 31esima per furti con strappo, 78esima per quelli con destrezza, solo 87esima per i colpi nelle case, ma è evidente che proprio qui mancano parecchie comunicazioni a cui magari viene rinunciato per l’esiguità della merce rubata. Stabile la posizione 32 per le rapine, nello specifico poi diventa il decimo per gli uffici postali e il 25esimo per le banche.
Sul tema della vera e propria violenza, il terzo posto italiano per gli omicidi è anche “migliore” del quarto dell’anno prima, mentre si scende dal quarto al 14esimo per quelli tentati, dal 16esimo al 25esimo per le lesioni colpose e il 44esimo per le aggressioni per strada.
Poi c’è tutto il settore dei “reati spia” che realisticamente nascondono dietro anche ben altro, specie in tema di ricatti e pressioni psicologiche: anche l’11esimo posto relativo alle estorsioni, con sole 25 denunce presentate ogni 100 mila abitanti, e il quinto per l’usura con addirittura sole 6-7 denunce in tutto, sembrano essere poco verosimili, considerata la riluttanza delle presunte vittime nel rivolgersi alle istituzioni.
A questi si aggiungono il 63esimo posto per i danneggiamenti (pure questi in calo dal 47esimo del 2023), e il 12esimo per gli incendi, in discesa dal quarto posto. Le violenze sessuali sono posizionate al 90esimo posto rispetto alla posizione 79 di dodici mesi prima, e lo sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile scendono dal 68 al 38. Le truffe e frodi informatiche sono ufficialmente alla posizione 87, in aumento rispetto alla 93 del 2023.
Infine, uno dei filoni maggiormente estesi per copertura di popolazione, come il traffico di droga che pone la Capitanata al 56esimo posto (scendendo dal 36 del 2023) e il contrabbando che scende dalla 46 alla 42.
E il resto della Puglia come sta messo? Dietro Foggia c’è ovviamente Bari, anche sulla base demografica di una popolazione numericamente maggiore. Il capoluogo regionale è comunque lontano, al 48esimo posto in Italia per denunce presentate, per giunta in calo di quasi il 3%. Il dettaglio delle classifiche riferisce di un 11esimo posto per il contrabbando, 20esimo per i danneggiamenti da incendio, 23esimo per gli incendi, 25esimo per gli stupefacenti e 29esimo per lo sfruttamento della prostituzione e la pornografia minorile.
La vicina Bat, invece, si attesta al 56esimo posto per numero di denunce presentate, peraltro con un calo di oltre 7 punti percentuali rispetto al 2023. In questo territorio, c’è il prevedibile secondo posto dietro Foggia per i furti di auto, e poi il 15esimo per danneggiamenti da incendio, 17esimo per lo spaccio di stupefacenti, 18esimo per le rapine, 22esimo per gli incendi.
Ancora più indietro ci sono rispettivamente Brindisi, Taranto e Lecce, accodate nelle posizioni dalla 83 alla 85 della graduatoria generale, con solo la zona jonica a far emergere un aumento delle denunce superiore al 2%.
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