Nella puntata di Porta a Porta del 30 marzo scorso l'Università degli Studi di Foggia viene arbitrariamente messa alla gogna e proditoriamente incasellata nella categoria dei furbetti del vaccino dal conduttore che lascia passare la tesi precostituita che all'Ateneo foggiano si sono vaccinati tutti senza averne diritto alcuno.
Bruno Vespa chi? Quello del salotto di seconda serata che ha attraversato indenne cicli e ribaltoni delle prime, seconde e terze repubbliche, tanto che il suo programma è stato ribattezzato la terza Camera dello Stato, che ha raggiunto punte di popolarità mediatica assolute con la firma in diretta del contratto con gli italiani di Silvio Berlusconi, con le interviste ai parenti del padrino del clan dei Casamonica appena defunto, con l'ospitata del secondo figlio del boss dei boss Totò Riina che tanto imbarazzo e disappunto causò tra i vertici di Viale Mazzini, sollevando dure critiche da parte dei familiari delle vittime di mafia. Nel 2019 Bruno Vespa è stato anche deferito al Consiglio di Disciplina del Lazio per l'intervista tutt'altro che corretta a Lucia Panigalli, la donna vittima di un tentativo di omicidio, trattata dal giornalista abruzzese come se fosse lei l'imputata di non si capisce quale reato.
E siamo alla puntata del 30 marzo scorso nella quale l'Università degli Studi di Foggia viene arbitrariamente messa alla gogna e proditoriamente incasellata nella categoria dei furbetti del vaccino dal conduttore che lancia un servizio di rara sciatteria lasciando passare la tesi precostituita che all'Ateneo foggiano si sono vaccinati tutti senza averne diritto alcuno. L'inviato Mauro Giliberti si aggira nel dipartimento di agraria svuotato di docenti, studenti e attività; stessa scena nel dipartimento di archeologia, l'incursione continua con uno stile che simula le messe in scena di Scherzi a Parte e le demenziali gag del Gabibbo o il nonsense di Teo Mammucari. Anche qui tutto vuoto, nessuna traccia di presenza. Poi è la volta del Rettore Pierpaolo Limone che si perita di spiegare al gabibbo/Giliberti che l'Università ha aderito ad un piano vaccinale nazionale autorizzato dalla Asl e che anche in virtù di questa opportunità l'istituzione ha potuto non fermarsi, difendendo non solo il diritto allo studio nelle forme e con le modalità consentite, ma anche dimostrando di presidiare un territorio difficile con la continuità dello svolgimento di attività di studio, di didattica e formazione, culturali.
Limone voleva giustamente porre l'accento sull'importanza di non sguarnire la comunità di un riferimento che apporta crescita e sviluppo, progresso e istruzione, e di avere la certezza di poter garantire tutto questo impegno grazie anche alla copertura dell'immunizzazione, prevista e garantita da una legge dello Stato, anche a docenti e tirocinanti di medicina dell'Università di Foggia. Il discredito che ha senza ragione colpito l'istituzione accademica che sta faticosamente costruendo un percorso virtuoso in direzione di un accreditamento sempre più meritato, ha sollevato sdegno e condanna unanimi nei confronti del pessimo servizio confezionato dalla redazione di Porta a Porta e sui social si sono moltiplicati gli attestati di solidarietà.
Lo stesso Rettore ha affidato alla sua pagina Facebook un suo ulteriore messaggio che chiarisce l'accaduto: Questa sera su Porta a Porta Bruno Vespa ha introdotto un servizio sui %u2018furbetti dei vaccini' e per cercare di dare un po' di pepe alla discussione in studio, che evidentemente stava languendo, ha accomunato chi per senso del dovere ha fatto da cavia in queste settimane per Astra Zeneca come le forze dell'ordine, gli insegnanti e gli universitari con chi con mezzucci vari ha commesso reati per saltare la fila. Ci tengo a chiarire prosegue Limone - che insegnanti e docenti universitari italiani, compresi tutti i colleghi di UNIFG, sono stati vaccinati nel pieno rispetto delle regole, cioè abbiamo semplicemente seguito un piano vaccinale nazionale. Le autorità politiche e sanitarie ci hanno chiesto di farlo, forse perché il nostro vaccino non poteva essere somministrato agli over 65, forse perché rappresentavamo un gruppo sociale facilmente raggiungibile nella logistica della somministrazione di massa o forse perché il CTS e il governo hanno riconosciuto l'importanza strategica di questo comparto per il Paese.
Alle parole di Limone è inutile aggiungere null'altro, solo questo passaggio del giovane coordinatore di Link Foggia Michele Cera che propone la sua sintesi ragionata: Incredibile come una propaganda strisciante stia riuscendo a far ricadere sotto la categoria dei "furbetti del vaccino" anche gli universitari e i tirocinanti di area medica. Stavolta da Vespa, con la solita simpatica retorica antimeridionale che guarda caso ha scelto proprio l'Università di Foggia come esempio. La solita storia per cui all'Università sono tutti baroni, a scuola fanno troppe ferie, nel pubblico sono tutti parassiti ecc. Nella pioggia di commenti a corredo della vicenda artatamente costruita sul nulla cosmico c'è anche qualcuno che propone di boicottare il programma, con una chiosa idiomatica di pronto uso ma sempre efficace: Vespa andasse a zappare, con rispetto per chi zappa!.
Daniela Corfiati
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