Ci sono i primi sviluppi sull’uccisione di Dino Carta, avvenuta a Foggia la sera di lunedì in zona stadio. Il 42enne personal trainer dalla condotta specchiata e dalla fedina penale immacolata è stato freddato con 4 colpi di pistola nei pressi della sua abitazione. L'omicidio avvenuto senza un movente è ancora avvolto nel mistero, come pure ignoto è al momento l'assassino. Sono tuttavia al vaglio degli uomini dell'Arma dei Carabinieri di Foggia guidati dal Pm Mongelli, lo studio dei filmati catturati dalle telecamere di video sorveglianza collocate nelle strade adiacenti il luogo del delitto. Intanto il talk di informazione di Rai 2 “Ore 14”, condotto da Milo Infante, ha mostrato ieri un estratto delle telecamere di sorveglianza che aprono un inquietante squarcio su quanto accaduto. Dagli audio si sente distintamente un alterco tra i due uomini, uno sarebbe l'omicida, l'altro la vittima: al centro della querelle sembrerebbe dalle prime battute un alterco legato al cane, ma successivamente si sente la minaccia chiara con quel “ti ammazzo”, seguito da un “non ti disturbo più” al quale fanno seguito gli spari mortali. Ciò che non si comprende è la presenza di una voce femminile. Quest'ultimo dato sarà certamente attenzionato dagli inquirenti. La notizia della morte del giovane ha colpito profondamente la città, ma ciò che sta destando attenzione da parte della collettività foggiana non è il fatto criminis in sé, quanto piuttosto il bersaglio di un delitto avvenuto senza reali motivazioni. La vittima è unanimemente conosciuta città come una persona mite, un padre e un marito amorevole; insomma un uomo senza macchia alcuna. Da questi presupposti e da questi contorni si muove la macchina inquirente con l'invito alla verità da parte di chi ha visto o sa qualcosa, pronunciato dal Procuratore Enrico Infante, unitamente alla richiesta esplicita fatta alla collettività e agli organi di informazione di abbandonare fake news e dietrologie per consentire alle forze dell'ordine di lavorare con maggiore serenità. “Non ci sono sospettati e non ci sono piste al momento privilegiate. Nulla viene tralasciato o lasciato al caso”. Nelle ultime ore si sono susseguite una serie di ipotesi tese a fare luce sulla vicenda ma al momento nulla è stato confermato.
Si è paventato un collegamento tra l'omicidio di Carta e la morte di un uomo avvenuta nell'ottobre 2023 dalla caduta di un balcone di una palazzina in via Caracciolo, un fatto derubricato all'epoca come accidentale. Si è poi parlato di una persona sentita in Caserma, notizia prontamente smentita dalle forze investigative. Insomma, l'eccezionalità del caso ha portato con sé un interesse mediatico, mi sto a ipotesi della più svariata natura, ma per gli inquirenti in virtù di un'assenza di movente, ogni pista viene battuta, con indagini sulla sfera privata e lavorativa del giovane, il tutto nel più stretto riserbo del segreto istruttorio.
Intanto dal legale difensore della famiglia Carta, l’avvocato Michele Vaira, giunge un comunicato stampa nel quale si invita quanti siano in possesso di informazioni utili a fare luce sulla vicenda a comunicarle quanto prima, ringraziando la comunità foggiana per la solidarietà e l'amore con cui la famiglia è stata circondata dopo la terribile sciagura. L'avvocato foggiano ha poi continuato appellandosi al buon senso degli organi di stampa affinché l'indispensabile azione informativa venga svolta in maniera rispettosa per i congiunti della vittima. Inoltre, a giorni verrà disposta l'autopsia sul corpo della vittima, come fa sapere l'avvocato foggiano ai microfoni de l'Attacco.
“In qualità di difensore della famiglia di Annibale Carta, conosciuto da tutti come Dino, vittima del barbaro omicidio consumatosi il 13 aprile a Foggia, desidero rivolgere, a nome dei familiari, un sentito e commosso ringraziamento a tutti coloro che in queste ore drammatiche hanno manifestato la propria vicinanza”. – ha comunicato Vaira, rimarcando la totale fiducia dei familiari della vittima verso le forze dell'ordine e la Procura di Foggia. “Rivolgo un accorato appello a chiunque sia in possesso di informazioni utili alle indagini, anche apparentemente marginali, affinché si rivolga con fiducia ai Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia o in alternativa a questo studio legale. Ogni contributo può risultare determinante per assicurare alla giustizia l’autore di questo atto criminale e restituire alla famiglia di Dino la verità che merita”.
Intanto il delitto ha riacceso i fari sul tema della legalità da parte di ambienti vicini all'associazionismo dell'antimafia, prima fra tutti Libera e l'associazione “Giovanni Panunzio”, quest'ultima tramite la nuora dell'imprenditore foggiano freddato nel lontano 1992, Giovanna Belluna Panunzio, ha pubblicato una lettera aperta alla città di Foggia nella quale si cerca di riportare a nuova luce una tensione morale verso ogni forma di sopraffazione, ricordando che attraverso la lotta al malaffare si può onorare la memoria di chi alla mafia si è contrapposto pagando con la vita.
“Per le strade di Foggia vi è stato l’ennesimo omicidio e il mio animo soffre di fronte a questa ennesima violenza, feroce e insensata, nella mia città, la città che non ho voluto abbandonare dopo averla vista sopraffatta dalla violenza mafiosa. In tutti questi anni ho visto tanti giovani uccisi e più volte, senza esito, ho chiesto a chiunque sapesse qualcosa di parlare, di denunciare. Non è mai detta l’ultima parola e chiedo nuovamente alla mia comunità foggiana una rivolta morale. Amiche e amici di Foggia, mi rivolgo a tutti voi che mi conoscete, vi auguro di continuare ancora a camminare insieme a noi per lungo tempo per le strade di Foggia, che appartengono a noi e non ai prepotenti, ai violenti e ai mafiosi: io lo potrò fare solo con il vostro affetto e sostegno e solo se tutti saremo vicini e solidali l’uno con all’altro. Noi amiamo Foggia e abbiamo ancora Speranza in una nuova Primavera di dignità, onestà, riscatto e Pace”.
Attraverso una lettera aperta indirizzata al direttore del quotidiano l'Attacco, Michele Del Carmine ha rimarcato la necessità di voltare pagina per un rinnovato tempo di pace. “Basta parole di circostanza e attestati di vicinanza: per Dino serve una reazione vera, visibile, forte. Foggia non può limitarsi al dolore di un giorno e poi tornare al silenzio. È il momento che qualcuno prenda in mano la situazione e organizzi una grande manifestazione in città. Dino era un uomo dello sport, sarebbe un gesto potente che tutte le palestre si unissero in una grande fiaccolata: non per scena, ma per svegliare davvero le coscienze di una città che da troppo tempo sembra assopita. Serve rispetto per Dino, ma serve soprattutto coraggio per Foggia. Adesso”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).