"Lo abbiamo detto apertamente in occasione della manifestazione "Libera Foggia", al fianco di Don Ciotti, lo abbiamo ribadito ieri agli Stati generali dell'Antimafia Sociale, che abbiamo convocato con l'intento di condividere un percorso di interventi per il rafforzamento della responsabilità sociale in materia di prevenzione della criminalità : noi non ci faremo intimidire, reagiremo con tutta la forza che abbiamo alla violenza mafiosa e continueremo ad incoraggiare le tantissime realtà del territorio foggiano che giorno per giorno costruiscono percorsi di legalità ", afferma il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano commentando l'ennesimo atto dinamitardo a Foggia, dove la scorsa notte una bomba carta è stata fatta esplodere all'esterno di un centro diurno per anziani, "Il sorriso di Stefano" dell'impresa sanità Più guidata da Luca Vigilante, genero del patron Paolo Telesforo e fratello di Cristian, testimone e parte offesa (in quanto vittima di tentativo di estorsione) nel processo Decimazione, che vede i clan foggiani alla sbarra.
"àˆ necessaria", ha concluso Emiliano, "la mobilitazione di tutti. La criminalità mafiosa stritola la vita delle persone e incute enorme paura alle comunità , paralizzate dalla violenza. Non si può delegare solo alle forze di polizia e alla magistratura la lotta alla mafia. La politica e la società nel suo insieme devono interrogarsi su quello che accade in queste ore a Foggia. E dobbiamo mobilitarci. La Regione Puglia continuerà a stare al fianco e sostenere in tutti i modi possibili gli uomini e le donne che combattono la violenza criminale". Sulla vicenda interviene anche l'europarlamentare di Fratelli d'Italia Raffaele Fitto, candidato presidente del centrodestra alle regionali di primavera.
"La risposta della città , delle associazioni, dei giovani, è stata straordinaria! Foggia, una settimana fa, ha alzato la testa e ha detto no alla mafia. Ma dopo l'attentato della notte scorsa è chiaro che ora tocca allo Stato fare la propria parte mettendo in campo più magistrati e uomini delle forze dell'ordine, ma anche inviando in città reparti speciali di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Così come è stato già fatto 10 anni fa, quando scoppio la guerra di mafia sul Gargano. L'allora Governo, e in modo particolare l'ex sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, testarono il "˜Modello Caserta' sul quel territorio con risultati significativi.
La Squadra Stato è più forte della Mafia"¦ se tutti fanno la propria parte", conclude Fitto.
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