Omicidio al "Gran Ghetto", le riflessioni della Cgil Flai

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Omicidio al "Gran ghetto", le riflessioni della CGIL-FLAI. "Questa notte è scomparso un altro invisibile, nell'ennesimo litigio sfociato in una
drammatica conclusione, con la morte di un giovane ventenne della Guinea, si chiamava
Bah Algassimou, cosi ci racconta un amico del ghetto. E'avvenuto nel cosi detto "Grande Ghetto"- "Ghetto di Rignano", dove vivono
attualmente circa mille persone di cui 400 nei moduli abitativi messi a disposizione dalla
Prefettura e Regione Puglia a seguito dell'ultimo incendio, e i restanti continuano ad abitare
nell'insediamento spontaneo, proprio dove è accaduto il fatto. Oramai consapevoli che le politiche di integrazione della Capitanata sono ancora lontane
dall'essere considerate reali, chiediamo che questi lavoratori vengano trattati con dignità ,
in una visione umana delle loro vite.
Chiediamo poche cose:
"¢ L'intervento immediato per mettere in sicurezza gli insediamenti spontanei.
"¢ Il potenziamento degli stessi, sino a delle politiche di integrazione vere, in questi
luoghi servono dei moduli abitativi per tutti, acqua e bagni, basta baracche.Nessuno deve essere sgomberato, nessuno deve essere lasciato solo.
"¢ Una regia netta e chiara della sezione Territoriale della Rete Agricola di qualità , in
stretta collaborazione con la Prefettura di Foggia.
"¢ Un sistema di trasporti efficace tra gli insediamenti e le aziende agricole,
"¢ Il coinvolgimento vero di tutte le associazioni di volontariato e dei sindacati, la
formalizzazione di presidi stabili interni, coordinati dalla prefettura e dalla ASL.
"¢ L'assunzione di responsabilità  del mondo agricolo, per l'applicazione del Salario
contrattuale e del corretto orario di lavoro.
"¢ Una sanatoria che permetta agli INVISIBILI, attraverso un rapporto di lavoro di avere
i documenti necessari per lavorare e curarsi.
Poche cose, se applicate cambierebbero il mercato del lavoro in modo radicale, portando
tutti i lavoratori verso una condizione di autodeterminazione reale, condizione che indirettamente riporterebbe molti lavoratori Italiani nelle campagne ed insieme
rafforzerebbero il sistema agricoltura di Capitanata.
All'agricoltura Foggiana, non servono braccia, ma servono uomini e donne a prescindere
dall'etnia, o dal colore.
A loro serve una Provincia capace di riconoscergli la giusta dignità  che meritano, in fondo
chiedono poche cose, anzi una sola.
Dignità ".

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testatina dillo al direttore WEB

 



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