Inizialmente ritenuto incapace di intendere e di volere, il soggetto aveva accettato di essere ricoverato presso il reparto di Psichiatria degli Ospedali Riuniti. Tuttavia, i Carabinieri della Stazione di Carapelle e i colleghi della Sezione Operativa del NORM della Compagnia di Foggia, insospettiti dallo sproposito che per il tentativo di togliersi la vita l'uomo avesse impiegato addirittura sei bombole di G.P.L., avevano voluto andare fino in fondo, scoprendo che l'atto era stato premeditato, al culmine di una serie di atti persecutori posti in essere ai danni dei coinquilini, che per più di un mese erano stati vittime delle sue violenze verbali e minacce di morte, perchè la deflagrazione coinvolgesse tutto lo stabile. L'arrestato, che già nel 1983 era stato condannato a nove anni di carcere per un omicidio commesso al culmine di una lite con altri coinquilini dello stabile di edilizia popolare dove risiedeva, al termine delle operazioni è stato tradotto presso il carcere di Foggia, a disposizione della Procura della Repubblica cittadina, e dovrà rispondere delle accuse per atti persecutori e strage.
Contestualmente al provvedimento restrittivo, il Comune di Carapelle ha provveduto a revocare l'assegnazione dell'appartamento per inadempienze contrattuali.
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