La legalità a teatro. È andato in scena ieri, presso il Teatro del Fuoco di Foggia, lo spettacolo “La stanza di Agnese” di e con Sara Bevilacqua. Dietro le quinte, hanno lavorato: Osvaldo Capraro, drammaturgia; Paolo Mongelli/Marco Oliani, disegno luci; Mimmo Greco, videomaking; Daniele Guarini, organizzazione; Studio Clessidra, illustrazione e grafica; con il supporto di TRAC_ Centro di Residente Teatrale Pugliese.
La rappresentazione teatrale è nata da una lunga e meticolosa ricerca che ha direttamente coinvolto Lucia, Manfredi e Fiammetta Borsellino, i tre figli del magistrato, e Salvatore, suo fratello. Lo spettacolo si è inserito nelle iniziative del maggio della legalità, organizzato dall’Associazione nazionale magistrati del distretto di Bari. Alla rappresentazione teatrale è seguito un conseguente dibattito, a cui hanno preso parte Giuliano Sereno, referente di Libera, il Procuratore di Foggia, Enrico Infante, e Sara Bevilacqua.
Uno spettacolo che ha voluto promuovere la legalità e sensibilizzare sul tema dell’antimafia attraverso la cultura e, più nello specifico, con il teatro. Giudizio condiviso dal Procuratore Infante, che a l’Attacco ha affermato: “È questo l’intento dell’iniziativa patrocinata dalla ANM. E mi piace pensare che sia stato scelto questo spaccato di vita della moglie di Borsellino, Agnese Piraino Leto, proprio perché vuole far emergere uno spaccato di vita di una persona normale, come tutti, di Paolo Borsellino, che con la sua famiglia si è trovato a contrastare con dovere questo fenomeno”.
“La stanza di Agnese”, più che un monologo, è un dialogo incessante tra Agnese Piraino Leto e Paolo Borsellino, che continua tra le pieghe dei ricordi, con toni di tenerezza quando si tratta dei propri figli e di indignazione nei confronti dei traditori dello Stato.
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