Continua il GIO Festival, Carlo Dicesare, il coordinatore della cabina di regia, ha spiegato che è una sfida molto importante per la città, anche a livello organizzativo. “Tutto il festival ha un calendario molto fitto e anche decentrato in alcuni comuni”. Durante l’ultimo appuntamento verrà messo in scena l’ "Andrea Chenier", con allestimenti della Scala, la regia di Mario Martone, l’orchestra del Teatro Petruzzelli, e la direzione di Gianna Fratta. “È l’evento che organizzativamente ci ha impegnato tantissimo, perché abbiamo di fatto costruito un teatro in piazza Cavour”.
Questo festival prevede eventi al chiuso e all’aperto. Dopo la prima in teatro Giordano, si è andati oltre con gli appuntamenti presso Palazzo Dogana e la parentesi jazz, che ha visto coinvolto, tra gli altri, il pianista Danilo Rea.
“La governance del festival è stata particolarmente dura, anche da un punto di vista amministrativo. Dalla visione della direzione artistica si passa poi a coniugare tutto in ambito sia amministrativo e organizzativo Tecnicamente è stato pieno di sorprese, perché mettere insieme tanti tasselli è stata dura. Però, ce l’abbiamo fatta e quindi andiamo avanti così”.
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