Le luci d'artista di Baratta per la nuova vita del tempietto di Luigi Oberty

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Le soluzioni di illuminotecnica, sempre più in voga presso le architetture delle grandi città non solo europee ma anche del centro nord italiano, stanno progressivamente conquistando anche gli amministratori nostrani. Le luci di Romano Baratta, lighting designer foggiano tra i più apprezzati nel mondo, hanno fatto breccia anche nella sua città natale.
Le soluzioni di illuminotecnica, sempre più in voga presso le architetture delle grandi città non solo europee ma anche del centro nord italiano, stanno progressivamente conquistando anche gli amministratori nostrani. Le luci di Romano Baratta, lighting designer foggiano tra i più apprezzati nel mondo, hanno fatto breccia anche nella sua città natale.

Dopo il rilancio del grande progetto di illuminazione dell'arco federiciano in piazza Nigri, Baratta ha ricevuto l'incarico da parte del Comune di Foggia di abbellire il superbo tempietto neoclassico collocato all'interno della villa comunale, ma ormai vittima dell'inclemenza del tempo e delle mani dei vandali. Il progetto Urban Lighscape, costato 7.600 euro, prevederà l'installazione di luci dopo il termine del restauro conservativo del monumento realizzato dall'architetto neoclassico Luigi Oberty, disegnatore anche del maestoso pronao della villa comunale intitolata a papa Wojtyla.

Baratta, classe 1979, è stato premiato ed inserito nella lista dei migliori lighting designer under 40 al mondo La sua prima installazione di luce risale al 2001. Si afferma nel 2015 con il "False Sunset", che consiste nel ricreare il riflesso solare del tramonto identico a quello reale dove però non è possibile, ovvero, sulle coste del Mare Adriatico. L'opera è stata eseguita sulla facciata dell'antico lido di Giulianova il Kursaal. Non solo, ha effettuato installazioni alla Biennale di Venezia, ad Artissima a Torino all'Ordine degli Architetti di Varese, alla Design Week di Milano. Oggi è ricercatore e docente di Lighting Design presso l'Accademia di Belle Arti di Novara.

L'armonia delle forme, concetto cardine del neoclassicismo secondo la teorizzazione che ne diede Johann Winckelmann in quella particolare fase della cultura che in Europa vide la Germania fucina di nuovi stili e forme di un rinnovamento che fu prodromico al romanticismo e a quanto venne dopo, può oggi essere riprodotta attraverso la luce. La restituzione alla città di Foggia di un monumento simbolo della bellezza neoclassica di cui furono maestri Antonio Canova e Jacques Louis David, è infatti affidata alle simmetrie create dai fasci luminosi del designer foggiano.

"Il progetto è molto semplice ed è costato circa settemila euro", spiega a l'Attacco Baratta. "Il tempietto neoclassico è un monumento di grande bellezza ma prima di essere illuminato a dovere dovrà essere oggetto di un'opera di restauro già preventivata dall'assessorato alla cultura". "Si è pensato di avviare la realizzazione di un impianto di illuminazione per valorizzare il monumento creato da Oberty, in modo tale da rendere maggiormente futuribile non solo l'opera in sè ma anche il bel paesaggio del boschetto della villa. Successivamente per il monumento verrà creato un impianto di videosorveglianza, per evitare che esso sia ancora vittima dei vandali", prosegue Baratta raccontando di aver presentato altri progetti all'amministrazione comunale.

"Da parte nostra sono state avanzate altre proposte tra cui l'illuminazione di Piazza Cesare Battisti e della facciata del Teatro Umberto Giordano. Avevo pensato anche ad una serie di attività da sottoporre all'assessorato da inserire all'interno delle celebrazioni per l'ottocentenario federiciano. Mi sarebbe piaciuto far riemergere la presenza del palazzo imperiale oggi scomparso, illuminando l'arco, unica traccia della sede regale. Quel progetto è stato rilanciato qualche mese fa ma ad oggi non è stato ancora accolto. Abbiamo riproposto all'assessorato l'avvio della collocazione del primo proiettore, sarebbe interessante farlo esattamente in occasione degli 800 anni dalla venuta di Federico II a Foggia. L'ottocentenario federiciano è una ricorrenza molto importante per la nostra città e per il territorio tutto di Capitanata. Per l'occasione avevo pensato di illustrare all'amministrazione comunale la creazione di un festival su Federico II che possa essere riproposto annualmente, in modo tale da dare la giusta risonanza alla città nel mondo", racconta il designer foggiano.

"Spero comunque che la sistemazione del tempietto neoclassico avvenga in tempi brevi, così come mi è stato assicurato. La nostra progettazione partirà tra poche settimane, ma molto dipenderà dalle tempistiche dettate dall'ente comunale. Mi auguro che in pochi mesi si possa fare tutto. Tempo fa ho creato un concept della cattedrale. Si tratta di un progetto risalente ad otto anni fa, propostomi da Pippo Cavaliere, all'epoca assessore alla cultura. Purtroppo non se ne fece nulla a causa del vincolo sulle risorse imposte dal Patto di stabilità, poi il cambio della giunta portarono all'oblio tale progettazione. Tempo fa ho rilanciato all'attuale assessora Anna Paola Giuliani e al dirigente Carlo Dicesare la proposta progettuale, ma se non viene trovato un accordo tra Comune e Diocesi dubito fortemente che si possa dar avvio al progetto. Credo fortemente nel rilancio dei siti archeologici e dei monumenti attraverso forme non canoniche quali la luce, il solo elemento in grado di conferire un fascino scenografico a bellezze artistiche ormai in stato di abbandono", conclude Baratta.

"Con la mia opera cerco di inculcare negli amministratori una nuova concezione delle città, fruibili anche e soprattutto alla sera, momento in cui la gente è maggiormente disposta a godere della bellezza di una città. Monumenti belli possono tornare a splendere attraverso la luce, metafora di rinascita in questo tempo sospeso".

Claudia Ferrante

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