Accadia, da borgo fantasma ad attrattore per combattere lo spopolamento. Progetto vale 40 milioni di euro

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Prende forma il progetto che è stato pensato per dare un volto nuovo al Rione Fossi ad Accadia e nel complesso a tutto il centro dei Monti Dauni. Nei tanti cantieri aperti fervono i lavori, altri sono già stati completati, una piccola rivoluzione in corso dal valore di 40 milioni di euro, ambiziosa e visionaria, fortemente voluta dal Sindaco Agostino De Paolis.

“Il primo obiettivo è quello di rispettare i termini del Pnrr – ha illustrato il primo cittadino a l’Attacco, recatosi nel borgo per tastare con mano lo stato d’avanzamento delle progettualità -. Abbiamo degli obiettivi fissati col ministero della cultura e con la Regione Puglia. Stiamo andando avanti e nei termini, siamo uno dei Comuni virtuosi e siamo fortemente decisi a portare in atto le strategie studiate col ministero nei tempi previsti”.

Come detto, il progetto non riguarda solo Rione Fossi, che nel tempo è diventato noto per essere la città fantasma. Ed in effetti il borgo medievale è ormai completamente disabitato da oltre un secolo, dopo il sisma del 1930, dopo il quale, tra le vie e le case, scavate nella roccia il tempo sembra essersi fermato. “La visione è complessiva – ha confermato De Paolis -, rianimare completamente un borgo che era abbandonato, con la creazione di una serie di punti strategici, sia nel settore del turismo che della cultura, che dell'enogastronomia. Il progetto è diviso in più lotti, per esempio, uno dei cantieri più importanti riguarda l’area in cui verrà realizzato l'albergo diffuso e la via delle tipicità enogastronomiche. Abbiamo poi degli interventi sugli attrattori turistici in senso tecnico, mi riferisco al palazzo ducale e alla chiesa matrice”.

Il progetto di palazzo ducale ad esempio è stato affidato a tecnici di caratura internazionale. “In particolare, all’architetto di Saragozza Sergio Sebastián Franco che ha già curato progetti per la realizzazione di interventi in borghi spagnoli importanti, c’è poi anche l'Università di Pescara. Il progetto è pronto per il cantiere e anche quello si aprirà a breve. L'altro intervento riguarda la chiesa matrice che è stata completamente distrutta dal terremoto, e che contiamo di far diventare un attrattore turistico importante”.

L’obiettivo è quello di provare a contrastare lo spopolamento di questo territorio che riguarda tutta la provincia di Foggia ed in generale il Sud dell'Italia. “Il borgo è ormai disabitato, buona parte di proprietà del Comune e quindi ripopolare questo pezzo di centro urbano è il primo obiettivo, ma il ripopolamento del borgo passa per la creazione, come ho detto, di una serie di attrattori, in particolare culturali e turistici. Contiamo di ripopolare tutto il paese, chiaramente, grazie a questo progetto”, l’ambizione del Sindaco.

Un focus particolare di tutto il progetto che riguarda il rilancio di Accadia e che, finanziato anche con fondi del Pnrr, dovrà completarsi entro il 2026, è centrato sulla valorizzazione della cultura e dell'istruzione. In particolare uno specifico intervento, ormai quasi completato ha ridato nuova vita a palazzo Maselli. “L’immobile è praticamente pronto, mancano solo gli allestimenti interni – ha illustrato a l’Attacco l’assessora Anna Eleonora Andreana -. Per quanto riguarda le attività che si andranno a realizzare al suo interno, abbiamo già contatti con l'Università di Foggia e con l'Accademia delle Belle Arti. Questo perchè vogliamo puntare sull'istruzione ma soprattutto dare uno spazio che dia valore alla cultura. Come è noto, l'Accademia ha già eseguito dei lavori nel nostro borgo antico, considerandolo una tela naturale e quindi istallando in quel luogo alcune opere che sono ancora presenti e ammirabili. L’obiettivo è continuare questo discorso all’interno di palazzo Maselli. Per questa amministrazione l'istruzione e la cultura sono e saranno prioritari”.

Con il Sindaco una squadra di amministratori e tecnici a lavoro ormai da mesi per trasformare l’ambizione in realtà tangibile. Così Anna Chinni, attivatrice territoriale, l’esperta reclutata per traslare le idee in piani da attuare. Diverse le zone d’intervento previste, ciascuna con una propria peculiarità: “Oltre al museo allestito a Palazzo De Stefano e la Community Library già terminati e fruibili, abbiamo pensato di destinare una parte degli edifici alla recettività. Prevista anche la via tematica del food, dove ci sarà l'insediamento di pub, ristoranti, esercizi commerciali di vario genere che offriranno prevalentemente cibi locali e quella dell'artigianato, delle arti e dei mestieri. Già operativo e fruibile il museo civico di Accadia che in qualche modo, sia per collocazione che per contenuti, apre le porte di Rione Fossi ai visitatori, un piccolo ma ricco contenitore di reperti antichi e medievali, oltre che di oggetti della tradizione contadina e artigiana accadiese, segnalato come best practice, in particolare per la sua spiccata multimedialità".

Approfondimenti e ulteriori informazioni nell’edizione di oggi del quotidiano l’Attacco.

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