Non riparte la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. Per questo motivo le segreterie nazionali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm hanno indetto altre 8 ore di sciopero nel mese di febbraio.
Nei giorni scorsi, inoltre, le segreterie territoriali delle tre sigle si sono riunite e hanno deciso di proclamare le 8 ore di sciopero per la giornata di oggi, con un sit-in presso lo stabilimento Leonardo di Foggia.
I sindacati, dopo le prime 8 ore di sciopero nel mese di gennaio, tornano alla carica per riaprire il confronto con Federmeccanica e Assistal, che hanno respinto le loro richieste votate dalle lavoratrici e dai lavoratori, prospettando una contro-piattaforma. Fim, Fiom e Uilm puntano a riconquistare il tavolo della trattativa con il blocco dello straordinario e delle flessibilità, e invitano alla mobilitazione i lavoratori in maniera capillare, per mandare un segnale forte alle aziende.
“È il momento di scioperare tutti insieme, per riaprire la trattativa, negoziare le richieste di Fim, Fiom e Uilm, conquistare il rinnovo del Ccnl delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici”, scrivono i sindacati nazionali. “Con la trattativa e con la lotta vogliamo aumentare il salario, contrastare la precarietà, ridurre gli orari, estendere i diritti e le tutele per tutte le lavoratrici e per tutti i lavoratori”, fanno sapere. “Resta lontana l’intesa per rinnovo del contratto”, scrive la Fim.
“È necessaria la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori per portare le aziende al tavolo del negoziato. Dall’incontro dell’11 febbraio, svolto tra i vertici di Federmeccanica Assistal e i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, non è emersa alcuna apertura utile a riaprire il negoziato che si è interrotto lo scorso 12 novembre”, ricorda il sindacato.
“Nonostante le iniziative di sciopero messe in campo tra dicembre e gennaio, è di totale chiusura la posizione delle associazioni datoriali, che hanno ribadito le loro pregiudiziali salariali e il meccanismo della clausola di salvaguardia e del recupero ex post dell’inflazione, mettendo in discussione la determinazione di una cifra economica per l’adeguamento dei minimi tabellari”, spiega.
“È una condizione inaccettabile, che di fatto ha bloccato da tre mesi il negoziato, lasciando i lavoratori metalmeccanici senza contratto, in un contesto nazionale ed europeo di forti incertezze".
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