Senza acqua e fogna, senza wc pubblici e infopoint turistico. E’ la situazione che si vive in Foresta Umbra e che - oltre a rendere poco fruibile l’area protetta simbolo del Parco nazionale del Gargano, sito Unesco per le sue faggete vetuste – sta pesando a livello economico in maniera notevole su quei pochi operatori presenti, su chi ha scelto di investire come l’ingegner Marcello Salvatori. Il foggiano, imprenditore nel settore delle rinnovabili, nel 2019 con una coraggiosa diversificazione, decise di sobbarcarsi l’acquisto e la onerosissima ristrutturazione dello storico Rifugio Albergo per dar vita all’Elda Hotel. Ma lavorare facendo i conti con l’assenza dei servizi elementari si è rivelato più difficile del previsto. “Non c’è un acquedotto: ogni giorno dobbiamo far arrivare 2 o 3 autobotti d’acqua, a nostre spese. Non c’è rete fognaria. Non esistono bagni pubblici. L’infopoint e il museo sono chiusi da anni. Il GiocoBosco è inagibile, la chiesetta abbandonata. Nel frattempo, oltre 300/400 persone ogni giorno si rivolgono a noi per chiedere l’uso del bagno, un punto d’acqua, informazioni sul Parco”, ha denunciato pubblicamente la direttrice di Elda Hotel, Zlatusik Vilshuk, russa di origine e ormai vichese d’adozione. “Facciamo il possibile. Ma non possiamo sempre soddisfare tutti. E quando capita di dover dire “non possiamo”, veniamo attaccati, aggrediti, trattati come responsabili di mancanze che non dipendono da noi. Siamo diventati un punto di riferimento senza alcun supporto, né logistico né umano. E allora lo diciamo con chiarezza: siamo pronti a diventare un infopoint ufficiale, siamo pronti a garantire un servizio WC aperto al pubblico. Ma abbiamo bisogno di un aiuto vero, concreto e strutturale, perché quando ci sono i riconoscimenti Elda Hotel viene sempre citato ma quando ci sono problemi da affrontare restiamo soli. La Foresta Umbra non può reggersi solo sulla buona volontà di chi la ama. Chiediamo agli enti, alle istituzioni, al Parco: mettiamoci attorno a un tavolo, perché la Foresta Umbra merita di essere vissuta e chi la tiene viva merita di essere sostenuto”. “La direttrice dell'albergo ha un contratto di gestione e dunque vede l'andamento dei conti. Tra questi vi è ormai, rilevantissima, la spesa dell'acqua”, commenta a l’Attacco Marcello Salvatori. “Vi è inoltre un problema di natura ecologica legato al continuo movimentarsi di camion cisterna per il trasporto di acqua potabile. Vi era un progetto semplice da realizzare per portare l'acqua in foresta ma non è andato avanti. Gli enti devono mettersi una mano sulla coscienza e aiutare un territorio così importante, che va valorizzato. Devono intervenire non per Elda Hotel, ma per tutti”. Doversi sostituire al pubblico provoca ogni giorno un aggravio dei costi pesantissimo.
“Non sono pentito dell'investimento realizzato, questa scelta non dipese di certo dalla volontà di fare chissà quali guadagni. Sapevo che si trattava di un investimento rischioso. La struttura in questi anni si è mantenuta e ha chiuso i bilanci in pareggio. Sono convinto tuttora di aver fatto una cosa molto bella, che mi auguro duri nel tempo. Ma se si deve pensare alla Foresta Umbra come ad un patrimonio UNESCO, al cuore verde e più significativo dell'area protetta del Parco, non si può lasciarla abbandonata, con un unico presidio privato che è Elda Hotel. Noi non vogliamo vivere con finanziamenti pubblici, vogliamo vivere da privati. Ma i costi aggiuntivi a nostro carico diventano esorbitanti”, continua l’ingegnere.
“Fanno conto su di noi centinaia di turisti tutti i giorni, tutte le guide turistiche si danno appuntamento qui. Abbiamo rilanciato il turismo sostenibile, ospitiamo gratuitamente chi fa lezioni di yoga e si appoggiano a noi quelli di Mooveng. Insomma, abbiamo sempre coltivato in questi anni sinergie perché comprendiamo bene che è un intero sistema che deve reggere per non sfaldarsi e collassare. Ma non basta. Ci rivolgiamo agli enti affinché diano una mano. L'ex presidente del Parco, Pazienza, ha avuto tanti problemi. Ci auguriamo che il nuovo commissario di Mauro possa prestare maggior attenzione e sensibilizzare Acquedotto Pugliese spa, perché siamo convinti che le cose possano cambiare sotto l’egida dell'ente Parco”.
Una soluzione per far arrivare l’acqua già ci sarebbe. “C'è già l'acqua che arriva in Foresta Umbra ma ne beneficiano solo il Ministero della difesa e la caserma forestale, non i privati come noi e gli allevatori presenti. Il problema principale per l'acqua è collegato al raggiungimento delle aree interne, come la Foresta. Ebbene, esiste già una linea di 9 km che porta l'acqua da Vico del Gargano alla sede dell’Aeronautica a Jacotenente e alla caserma forestale. Due anni fa ci fu un incontro con il comandante dell'Aeronautica Di Paola, presente anche Pazienza, presso la sede della direzione AQP a Foggia. Il comandante si disse disponibile a cedere quella linea nel caso AQP avesse voluto rilevarla e condividere poi quell’acqua con gli operatori presenti nella zona. AQP si mostrò possibilista ma aggiunse che bisognava fare prima uno studio per capire quanti fossero gli utenti che ne avrebbero potuto beneficiare. Chi dovrebbe fare questo studio? La questione si arenò”, prosegue Salvatori.
“Noi svolgiamo di fatto un ruolo di servizio pubblico per l'assenza di bagni pubblici e lo facciamo con l'acqua privata che compriamo facendola arrivare tramite autobotti. Un costo anche in termini di pulizia dei nostri servizi igienici. Confidavamo molto nell'acqua piovana, tanto da aver fatto realizzare un sistema molto avanzato, ma con la crisi idrica e la chiusura invernale non è stato sufficiente. Inoltre siamo in una sorta di crocevia territoriale e questo è un altro problema: la nostra struttura si trova in territorio di Monte ma siamo distanti 40 km da quella città, mentre siamo molto più vicini a Vico del Gargano che non è però competente. Per capirci, ci abbiamo messo due anni per risolvere il problema dei rifiuti: noi paghiamo il Comune di Monte Sant'Angelo, che a sua volta rifonde il Comune di Vico dopo aver fatto una convenzione apposita. Questa situazione non fa bene nemmeno all’ambiente, perché il quotidiano trasporto di acqua con autobotti inquina, è una contraddizione soprattutto perché c'è una linea già esistente. Non penso solo a noi, ci sono anche le esigenze degli allevatori che in periodi di siccità hanno problemi gravi col proprio bestiame. Ci sono esigenze pubbliche che meritano servizi adeguati. Siamo pure disposti, se non si vogliono costruire bagni pubblici in Foresta, a continuare a mettere a disposizione i nostri, ma sarebbe giusto stabilire un costo di gestione”.
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