La Summer School di Accadia dedicata al tema della Restanza non si è chiusa come un evento isolato, ma ha aperto una prospettiva di lungo periodo. A dirlo è Salvatore Pece, presidente dell’associazione La Torre dell’Orologio, che ha promosso l’iniziativa insieme al Comune e ad altri enti. “È stata un’operazione molto riuscita”, ha commentato. “In realtà quello che è emerso è una vera e propria visione generale sui beni della Restanza, declinati secondo le varie aree tematiche che facevano parte del programma. Dagli aspetti sociosanitari a quelli economici, dalle energie rinnovabili al governo del territorio, fino allo sviluppo turistico e ambientale”. Secondo Pece, Accadia e i Monti Dauni hanno oggi la possibilità di trasformarsi in un laboratorio permanente. “Quello che abbiamo visto è che esiste la possibilità concreta di fare di questo territorio un punto di riferimento per la ricerca e lo sviluppo, mettendo insieme i saperi accademici e le conoscenze locali. La Summer School ha mostrato che si può creare un luogo di elaborazione collettiva capace di produrre idee e progetti concreti”. Il presidente de La Torre dell’Orologio insiste molto sulla continuità dell’esperienza. “Il bilancio è assolutamente positivo, ma per noi rappresenta soltanto l’inizio. Quello che adesso stiamo strutturando sono una serie di laboratori di ricerca sulle varie aree tematiche. Saranno un lavoro continuativo nel tempo e troveranno sede a Palazzo Maselli, che diventerà un contenitore culturale stabile. Qui ospiteremo università, dottorandi e docenti che guideranno gli studenti iscritti. Vogliamo costruire un percorso duraturo”. L’entusiasmo deriva anche dal riscontro in termini di partecipazione. “Non ci aspettavamo una presenza così ampia”, ha spiegato Pece. “Abbiamo avuto venticinque iscritti fra studenti e dottorandi e circa venti docenti in sei giornate. In sostanza si è creata una vera e propria classe. Per il primo anno abbiamo preferito tenere il numero piuttosto basso per garantire un rapporto diretto nei laboratori, e devo dire che la scelta è stata vincente”.
I momenti di confronto hanno prodotto risultati già tangibili. “I gruppi di lavoro hanno sviluppato numerosi progetti e nell’ultima giornata hanno presentato relazioni con proposte progettuali concrete. Alcune sono fattibili anche nel medio periodo. Penso per esempio agli interventi elaborati sulla chiesa matrice di Rione Fossi, che hanno raggiunto un livello molto avanzato. Poi ci sono altre progettazioni più articolate che naturalmente richiederanno più tempo, ma abbiamo già fissato incontri che si terranno sia a Palazzo Maselli che da remoto per portare avanti il lavoro”. Per Pece, la Summer School ha dimostrato che i Monti Dauni possono essere protagonisti di un’iniziativa di respiro nazionale. “È stato davvero un grande successo, sia per la partecipazione sia per le idee che sono emerse. Abbiamo visto come l’integrazione tra docenti, studenti, amministratori e cittadini possa produrre una ricchezza di spunti che difficilmente si ottiene altrove. Questo ci dà fiducia per il futuro”.
L’intenzione è quella di ampliare il progetto già dalla prossima edizione. “L’anno prossimo allargheremo le iscrizioni perché la richiesta è stata forte. Vogliamo creare una rete sempre più ampia di studenti e ricercatori che scelgano Accadia come luogo di formazione e confronto. Il nostro obiettivo è fare in modo che la Summer School diventi un appuntamento stabile e riconosciuto”. Pece sottolinea anche l’importanza delle collaborazioni istituzionali. “Abbiamo avuto la collaborazione della presidenza dei Monti Dauni e di diversi comuni che hanno partecipato attraverso i loro amministratori locali. Questo è un segnale molto importante, perché significa che c’è consapevolezza della necessità di fare rete e di lavorare insieme. Non possiamo pensare che ogni paese si muova da solo. Solo unendo le forze si possono affrontare le sfide dello spopolamento e delle fragilità”.
La Restanza, nelle parole di Pece, non è un concetto statico ma un approccio pratico. “Quello che è emerso è che la Restanza non è soltanto un’idea legata all’identità o alle radici. È una categoria viva, che può essere declinata in tanti modi diversi. Significa pensare a politiche sociosanitarie adeguate, a nuove forme di economia, a uno sviluppo turistico e ambientale sostenibile. Significa immaginare energie rinnovabili come opportunità di crescita, non solo come tema tecnico. La Restanza deve diventare uno strumento concreto per costruire futuro”. In definitiva, la Summer School è stata per Pece una prova superata e un trampolino verso nuove prospettive. “Siamo andati molto oltre le aspettative”, ha concluso. “Adesso inizia il vero lavoro, quello che porterà le idee a trasformarsi in progetti. Se riusciremo a rendere stabile questo percorso, Accadia e i Monti Dauni potranno diventare un modello per tutte le aree interne che cercano nuove strade di sviluppo. È un cammino che richiede costanza e impegno, ma abbiamo dimostrato che è possibile”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).