La settimana scorsa, ad Accadia, si è svolta una Summer School dedicata al tema della Restanza, che ha riunito studiosi, amministratori e giovani ricercatori con l’obiettivo di analizzare le condizioni dei piccoli centri e di individuare strumenti operativi per affrontare le trasformazioni in corso. L’iniziativa, promossa dal Comune insieme ad altri enti e università, ha posto al centro i Monti Dauni, area interna caratterizzata da spopolamento e fragilità strutturali ma anche da prospettive di rilancio. La scelta di organizzare il percorso formativo in questo territorio ha rappresentato un’occasione di approfondimento sulle criticità delle aree interne, con attenzione alle politiche pubbliche, ai servizi e alle opportunità di sviluppo. I lavori si sono sviluppati attraverso relazioni accademiche e discussioni collettive, alternando momenti di analisi teorica a confronti pratici. Il metodo adottato ha favorito la costruzione di un quadro condiviso delle problematiche e ha permesso di elaborare ipotesi di azione concreta. I temi affrontati hanno spaziato dalla questione demografica alle sfide ambientali, fino alle relazioni con le politiche europee, considerate elementi decisivi per valutare il futuro dei territori interni. Le riflessioni sono state raccolte in gruppi di lavoro che hanno sistematizzato le proposte emerse, trasformandole in tracce operative. La Summer School ha così offerto uno spazio di elaborazione utile sia alla ricerca sia alla programmazione amministrativa, con l’obiettivo di fornire strumenti a disposizione di comunità e istituzioni locali. Per alcuni giorni Accadia si è dunque trasformata in un laboratorio a cielo aperto, in cui il tema della Restanza è stato declinato come prospettiva di ricerca ma anche come campo di applicazione concreta. Le condizioni dei Monti Dauni sono state analizzate in chiave scientifica, con uno sguardo rivolto alla pianificazione di politiche future e a nuove modalità di intervento capaci di incidere realmente sulle dinamiche locali. Raggiunto da l’Attacco, il sindaco di Accadia, Agostino De Paolis, ha commentato positivamente l’esperienza.
“Quella della Summer School è stata un’operazione assolutamente riuscita. Ha creato delle importanti vie di collaborazione tra associazioni, università ed enti locali. È una strada che va perseguita ulteriormente. Per esempio, creando dei corsi specialistici che servano soprattutto alle imprese”. Il primo cittadino ha insistito sulla necessità di legare la Restanza alla dimensione occupazionale, sottolineando come il futuro delle aree interne non possa prescindere da occasioni di lavoro concrete e stabili. “La Restanza passa innanzitutto attraverso la creazione di posti di lavoro. Occorre orientare la formazione nella direzione di un collegamento diretto con le imprese. È vero che bisogna puntare anche su settori nuovi, perché il territorio ha queste potenzialità. Infatti, il progetto del nostro Rione Fossi si chiama appunto Future in the past, per guardare al futuro tenendo fede al passato. Chiaramente non si deve trattare di una zavorra. Non dobbiamo essere necessariamente vincolati alle tradizioni, ma dobbiamo comunque tenerne conto”.
In questa prospettiva, De Paolis ha richiamato l’attenzione anche sulle vocazioni agricole del territorio, che rappresentano un patrimonio da valorizzare non soltanto in termini di produzione, ma anche di attrattività. “Bisogna puntare sui settori particolari dell’agricoltura, specifici. Penso alla produzione di uve particolarmente pregiate. In altre zone d’Italia ne hanno fatto una fortuna. Noi abbiamo queste possibilità. Potrebbe essere un discorso attrattivo per rimanere, coinvolgendo gli operatori del settore, che di conseguenza creerebbero indotto e posti di lavoro”.
Il ragionamento tocca dunque la questione cruciale dello spopolamento, problema che da anni caratterizza i Monti Dauni e che viene affrontato anche attraverso strategie innovative di integrazione. “Sul problema dello spopolamento è molto importante l’attrazione dei flussi migratori. Si parla sempre di Monteleone, ma anche Accadia sta lavorando in questa direzione. Noi abbiamo, per esempio, il Centro di accoglienza per minori non accompagnati. Minori che studiano e che crescono in paese. Che si stanno integrando, imparando la lingua, e che magari potranno vivere qui”.
Secondo De Paolis i risultati di queste politiche cominciano già a farsi notare. “Accadia questi segnali li ha colti, e infatti è in controtendenza rispetto alla questione dello spopolamento. Cresciamo di 80 unità all’anno, che su una popolazione di 2.200 abitanti rappresentano il 4%. Vuol dire che i segnali che sono stati lanciati sono stati recepiti. Poi, naturalmente, bisogna vedere i riscontri del nostro lavoro negli anni a venire. Non basta crescere un anno. Bisogna crescere costantemente. Rendere strutturale questo percorso di crescita”.
La riflessione non si ferma ai confini comunali ma si allarga all’intero comprensorio dei Monti Dauni, un’area che più di altre sta pagando il prezzo della marginalità, con servizi ridotti e opportunità limitate. De Paolis ha rilanciato un’idea di sviluppo che vada oltre i campanilismi e sappia mettere insieme le risorse di tutti. “Devono crescere anche gli altri comuni dei Monti Dauni, per cui bisogna essere bravi a fare rete. I Monti Dauni devono tornare ad essere un traino per la provincia, come lo sono stati nel secolo scorso insieme al Gargano. Anche per il capoluogo. Non devono essere solo un rimorchio, in attesa che Foggia li trascini. Se c’è lavoro in città, chi lavora lì può vivere ad Accadia e sui Monti Dauni”.
L’esperienza della Summer School ha dunque rappresentato un banco di prova importante. Il confronto tra studiosi, amministratori, giovani ricercatori e cittadini ha permesso di delineare prospettive concrete e non soltanto riflessioni teoriche. La Restanza, in questa cornice, si mostra come una categoria viva e aperta, capace di tradursi in politiche reali che riguardano il lavoro, l’integrazione, la formazione, l’innovazione in agricoltura e la capacità di costruire reti territoriali solide. Il messaggio che emerge da Accadia è quello di un’area che non vuole arrendersi alla logica dello spopolamento e dell’abbandono, ma che intende costruire nuove strade per trattenere le persone e attirarne di nuove. La sfida è alta e richiede tempo, risorse e un impegno costante, ma può segnare la differenza tra il subire i cambiamenti e il provare a guidarli.
In definitiva, la Summer School di Accadia ha mostrato come la Restanza possa diventare non soltanto una categoria di studio, ma anche un orizzonte di politiche concrete e condivise. Per i Monti Dauni il percorso che si apre è quello di una trasformazione possibile, in cui l’analisi diventa azione, le idee si traducono in progetti e le sperimentazioni si consolidano in percorsi stabili. Un cammino che non è privo di ostacoli ma che, se intrapreso collettivamente, può ridare centralità a un territorio che ha ancora molto da offrire.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).