Piattaforma logistica, parte il cantiere. Il sogno dei de Girolamo diventa realtà in zona ASI Incoronata

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Ad oltre due anni di distanza dalle aggiudicazioni delle due distinte gare indette dal Consorzio ASI di Foggia, partono finalmente i lavori della piattaforma logistica ferroviaria integrata di Foggia Incoronata. Un’infrastruttura resa possibile dai 40 milioni di euro, finanziati con il Fondo Sviluppo e Coesione 2014–2020 e con l’Accordo Governo-Regione del 2024. La gestione è affidata a Lotras, in partenariato con progettisti pugliesi e nazionali, e si accompagnerà a un piano occupazionale che prevede almeno 100 nuovi posti di lavoro diretti e indiretti già dal primo anno dopo il collaudo. All’evento inaugurale di ieri pomeriggio folto parterre, istituzionale e politica, ma assente il presidente uscente della Regione Puglia Michele Emiliano, che ha lasciato spazio al proprio vice Raffaele Piemontese, per il quale “la piattaforma è un’infrastruttura che si propone come il cuore di una nuova geografia economica che fa della Capitanata un nodo strategico tra il Mediterraneo e l’Europa, qui si compone un mosaico fatto di connessioni ferroviarie ad Alta Capacità, di servizi alle imprese e di occupazione stabile. Con questa piattaforma, Foggia diventa la porta d’ingresso dell’Italia meridionale alle grandi reti europee”. La piattaforma sorge in posizione baricentrica rispetto agli assi adriatico e tirrenico, lungo il corridoio ferroviario europeo Scandinavo-Mediterraneo, e si configura come il retroporto naturale del Porto alti fondali di Manfredonia, in connessione diretta con la più grande area industriale provinciale, quella dell’ASI di Foggia Incoronata. L’infrastruttura si inserisce in un disegno più ampio che, a Manfredonia, sta vedendo la trasformazione dello scalo in grande porto industriale grazie ad un maxi–investimento PNRR da 121 milioni di euro. Le due opere – porto e piattaforma – saranno connesse da un fascio ferroviario che garantirà l’integrazione tra mare, gomma e ferro, rafforzando la ZES e rendendo più competitivi i sistemi produttivi di Puglia, Molise e Campania. La piattaforma potrà movimentare treni merci fino a 750 metri, secondo gli standard UE, con un aumento stimato di produttività del 25% e della capacità lavorativa del 35%. Disporrà di un fascio di presa e consegna elettrificato con 3 binari da 800 metri e 4 binari interni da 750 metri; un magazzino di 10.000 metri quadrati con capacità fino a 15.000 pallet, le pedane che fanno da base per impilare e trasportare merci in grandi quantità; un hangar manutentivo in grado di effettuare 100 interventi l’anno su locomotive e carri; aree di check-in e gate per camion, zone di consolidamento merci, officina e magazzini di supporto. Il 90% del valore aggiunto delle merci lavorate resterà nel territorio, a beneficio delle piccole e medie imprese pugliesi, molisane e campane. 

Per la sindaca di Foggia Marida Episcopo “anche il Consorzio ASI e per questo territorio, per la borgata di Incoronata, possono vantare oggi un risultato così importante”.

Visibilmente soddisfatto il presidente del Consorzio ASI Agostino De Paolis, che ci ha creduto quando i fondi parevano persi e il destino della piattaforma segnato. “Emiliano ha espresso una visione strategica per nuove opportunità economiche e sociali nella nostra regione. Sono sicuro che tornerà presto a lavorare per la Puglia, lo aspettiamo presto. Quando arrivai come commissario questo Consorzio viveva una realtà sospesa, col serio rischio di perdere questo treno. Bisognava avviare un processo da subito con indicazione delle priorità, tra cui la proposta di partenariato di Lotras. Tra il 2019 e il 2020 fu forte il pericolo di perdere i 40 milioni di fondi UE”, ha ricordato l’ex commissario di polizia. “Ci siamo adoperati per consolidare il percorso progettuale, fino a quel momento c'erano pareri negativi anche per la normativa sugli aiuti di Stato. E’ stato un cammino complesso. Nel 2023 ci furono l'approvazione progetto definitivo e due distinti bandi di gara con procedura aperta. L'intervento prevede un radicale potenziamento e degli standard della piattaforma, la cui estensione è più che raddoppiata. Oggi è già connessa con le principali destinazioni internazionali. Il fascio ferroviario è già stato consegnato, lo inauguriamo oggi insieme alla posa della prima pietra. In più è previsto un sistema di videosorveglianza, un sistema avanzato di telecamere. Questo intervento mira a rendere la piattaforma interoperabile, ci sarà la realizzazione di fabbricati come magazzini per lo smistamento delle merci in attesa di essere caricate. Sì passerà dagli attuali nove binari a ben dodici. Si stimano non meno di cento nuove unità lavorative già dai primi mesi del 2027, quando è atteso il collaudo. Oltre il 90% del valore aggiunto generato rimarrà radicato nel territorio provinciale contribuendo alle filiere locali. Entro il 2031 si prevede un flusso di merci tra il 30% e il 60% in più rispetto ai valori attuali. E’ un’opera che consentirà di fare il tanto atteso salto di qualità anche sul piano sicurezza pubblica”. De Paolis ha poi ricordato l’esistenza di nove agglomerati industriali e l’ampliamento in corso dell’agglomerato di Foggia Incoronata per altri 240 ettari. “E’ un sistema policentrico dovuto alla naturale configurazione del territorio, che prevede il collegamento ferroviario con l’area retroportuale di Manfredonia. Il nostro progetto ha ottenuto 31,5 milioni di euro e favorirà le attività per cui è vocato il nostro territorio, a cominciare dall’agricoltura. Ringrazio la famiglia de Girolamo, cuore pulsante di questa visione industriale”, ha concluso De Paolis ricordando lo scomparso Domenico Pio de Girolamo, figlio di Armando: “Sarà contentissimo che il suo sogno verrà finalmente messo in campo”.

Armando de Girolamo, vicepresidente di Lotras-Fhp group, ha portato i saluti di Umberto Masucci, presidente di Fhp group, “forse il più grande esperto italiano di aree portuali”. “Una squadra coesa vince il campionato, con la forza di fare partecipi tutti noi abbiamo raggiunto grandi risultati”, ha evidenziato il sipontino. “Se siamo riusciti a proporci in maniera concreta lo dobbiamo anche ai nostri consulenti Falcone, Damone, De Michele, Monaco”. Ringraziamenti a RFI, in particolare al gruppo di Bari. “De Paolis è persona fuori dal comune, è diventato un punto di riferimento per me per tutte le azioni e problematiche, ci ha permesso di riprendere un discorso che sembrava ormai perso e concretizzare il tutto. Se c'è il gruppo vai avanti. È una piattaforma unica, non può funzionare se non parte ed arriva tutto insieme. Abbiamo presentato un partenariato pubblico privato. Catalano ci ha aiutato a comprendere e approfondire perché si arrivasse a un progetto credibile che potesse essere approvato, nella massima trasparenza. È così che il progetto è stato apprezzato ai vari livelli, compreso quello comunitario. Un progetto nato da una esigenza che arrivava dal basso, dalle varie attività produttive. Ci saranno treni più lunghi da 750 metri, con capacità superiore. Tutto avverrà nella massima sicurezza, i nostri piazzali non avranno interferenze di alcun genere. L'indice di rottura di carico qui nel nostro terminal è pari a zero, qui nessuno si è mai fatto male. È uno dei tanti valori”, ha continuato il vicepresidente di Lotras-Fhp group, che ha nella Gianni Rotice srl di Manfredonia l’impresa ausiliaria per l’appalto aggiudicato, mentre quello relativo ai lavori vede la sipontina Arca (ex Mucafer) come consorziata locale del consorzio bolognese Integra.

“Nel contempo”, ha concluso de Girolamo, “ci siamo posti un altro problema: cercare un partner con cui condividere in pieno tutte queste proiezioni perché ci potesse essere un futuro, in ottica di ricambio generazionale e di ragionamento in grande. La realtà che volevamo è nei valori di Lotras-Fhp. Piemontese è tra quelli che ci ha creduto, ci ha messo la faccia e non posso non dirgli grazie. Dove si sono sviluppati veri centri logistici si è creata la reale ricchezza”.

“Sono venuto oggi per tre ragioni personali”, ha detto il sanseverese Giuseppe Catalano, capo di gabinetto di Emiliano, ex struttura tecnica del MIT.  “Chi fa il lavoro sporco nel retrobottega ha poi il piacere di vedere che quella fatica si traduce in una cosa bella, con tempi sempre troppo lunghi purtroppo. Due: sono venuto per l'orgoglio foggiano, oggi è una giornata di orgoglio foggiano, nella più difficile parte del territorio. Emiliano mi ha fatto il regalo di farmi tornare per realizzare qualcosa per la mia terra. Se non siamo noi appassionati e orgogliosi della nostra terra siamo senza speranza. Ci sono ulteriori investimenti per collegare col porto e bonificare le aree industriali. E se oggi abbiamo il più importante fondo nazionale che investe, F2i, è un grande regalo fatto dai de Girolamo. Fhp è imprenditoria sana, non assistenzialismo. Il terzo motivo è che dobbiamo essere grati ai visionari, come la famiglia de Girolamo e il suo Domenico che aveva in mano la gestione della piattaforma dal punto di vista tecnologico”.

Paolo Cornetto, amministratore delegato di Fhp, è stato l’ospite d’onore ieri. “F2i è il più grosso fondo di investimenti strutturali nel Paese, sono stati investiti negli scorsi anni quasi 9 miliardi in progetti di infrastrutture, specie porti. Fhp è il primo operatore italiano nel settore merci diffuse”, ha esordito. “F2i ha iniziato anni fa ad investire anche nel settore ferroviario, infine è arrivato il settore intermodale con Lotras. È diventato un gruppo di logistica integrata tra porti e ferrovie, che coinvolge cinque porti, da Molfalcone a Savona. Ora stiamo guardando ad altre opportunità, pure nel Sud e in Puglia. Questa piattaforma logistica rappresenta il trampolino di lanci per collegamenti tra Nord e Sud e la sosteniamo con grande entusiasmo. Spero ci siano tanti imprenditori qui che utilizzeranno questo impianto. Coltiviamo il progetto di una Fhp intermodal per creare un operatore ancora più forte nel Paese”.

“E’ un investimento di oltre 40 milioni, un intervento con cui si costruisce uno scambio tra terra, ferrovia e mare”, ha sottolineato il vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese, in piena campagna elettorale. “Rappresenta davvero il retroporto del Bacino alti fondali di Manfredonia, spero che divenga l'innesco di un processo virtuoso di economia. Abbiamo 120 milioni di euro di investimenti sul porto per trasformarlo in una infrastruttura vera per merci che provengono da varie parti del mondo. Si è iniziato giorni fa a smantellare i nastri trasportatori, emblema dell’investimento fatto solo per spendere soldi, inutile”. Anche Piemontese ha lodato la lungimiranza e le capacità dei de Girolamo: “Sono un gruppo di imprenditori che ha sempre guardato avanti. Già oggi la loro Lotras è un’occasione importante per evitare camion che inquinano e ingolfano le reti stradali, abbassando i costi di trasporto e dando margini notevoli. Si inizia a ragionare nell'ordine di non guardare solo alla cosa piccola, attaccato all'amichetto di quartiere. La nostra terra è in grado di attirare investitori importanti. Noi, che siamo descritti come periferia, riusciamo ad essere locomotiva nella logistica. Agostino De Paolis è stato una scommessa vinta, si è assunto la responsabilità di portare avanti un’opera che può dare maggiore sviluppo al territorio. Così come il professor Pinuccio Catalano: con lui abbiamo potuto valutare un manager pubblico che porta a compimento i dossier. Quanto a Emiliano”, ha concluso il dominus Pd di Capitanata, “su questa terra, davanti a progettualità serie con impatti di sistema, ha detto ‘sì, lavoriamo, investiamo, andiamo avanti’”.

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