Durante il dibattito di Monteleone è emerso anche il riferimento a una delle esperienze più discusse degli ultimi anni in tema di accoglienza: il cosiddetto modello Riace, legato all’esperienza amministrativa dell’ex Sindaco calabrese, oggi europarlamentare, Mimmo Lucano. A richiamarlo è stato il consigliere regionale Giulio Scapato, che ha indicato proprio in quella vicenda un possibile punto di riferimento anche per i territori della Capitanata.
“Sono sicuro che si possa ripetere l’esperienza di Lucano a Riace anche qui”, ha affermato Scapato, sottolineando come le aree interne della provincia di Foggia condividano con molti borghi calabresi lo stesso problema demografico. Per il consigliere regionale, infatti, l’immigrazione può rappresentare una risposta concreta alla crisi demografica che interessa i piccoli comuni dell’Appennino dauno. “Accogliere queste persone è una risorsa, una ricchezza. Abbiamo un tasso di denatalità altissimo e un problema di spopolamento di questi luoghi”.
La chiave, secondo Scapato, sta nella capacità di trasformare l’accoglienza in integrazione reale all’interno delle comunità locali. “Una volta ben accolti e ben integrati, diventano lavoratori utili anche per le imprese del posto e danno un contributo importante alla crescita del territorio”. Il riferimento a Riace, ha spiegato il consigliere regionale, riguarda proprio la capacità di tenere insieme politiche sociali e rilancio dei borghi. “È quello che ha voluto e che è riuscito a fare Mimmo Lucano in Calabria”, ha osservato.
“A Riace è riuscito a trattenere nella comunità oltre 500 immigrati, che si sono integrati e hanno vissuto in un paese di circa 1.800 abitanti”. Secondo Scapato, quell’esperienza dimostra come l’arrivo di nuovi residenti possa contribuire a invertire la tendenza allo spopolamento. “Si sono anche riprodotti e hanno incrementato una comunità che era in via di svuotamento e che oggi è un paese vivo”.
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