Il futuro della divisione Aerostrutture di Leonardo accende il confronto politico e istituzionale in Puglia, con al centro gli stabilimenti strategici di Foggia e Grottaglie. La possibile apertura a un fondo di investimento saudita, infatti, viene letta da molti come un passaggio delicato, che rischia di incidere profondamente sul tessuto industriale e occupazionale del territorio. Negli ultimi giorni il tema è approdato anche in VI Commissione regionale, ma l’assenza dei vertici aziendali ha lasciato spazio a critiche trasversali. A sottolinearlo è stata la consigliera del Partito Democratico Isabella Lettori, che ha parlato di “rammarico” per una mancata partecipazione che “sottrae risposte attese da tempo”. “Il confronto è stato prezioso, ma inevitabilmente parziale”, ha dichiarato Lettori, evidenziando come in una fase così complessa sia indispensabile un dialogo diretto tra azienda, istituzioni e parti sociali. Una posizione condivisa anche da altri esponenti politici, che chiedono maggiore trasparenza sulle reali intenzioni del gruppo. Al centro della discussione vi è l’ipotesi di cessione di quote a un partner finanziario estero. Una prospettiva che, pur potendo portare nuove risorse, solleva interrogativi sulla governance e sulla tutela di un comparto considerato strategico. “È indispensabile vedere le carte”, ha ribadito Lettori, condividendo le preoccupazioni espresse anche dall’assessore regionale allo sviluppo economico Eugenio Di Sciascio. Più netta la posizione del consigliere regionale Cosimo Borraccino, che ha partecipato al tavolo di crisi convocato a Grottaglie. “Leonardo è un’azienda in attivo, con utili consolidati e priva di criticità legate alle commesse. “È un fiore all’occhiello del sistema produttivo pugliese e tale deve rimanere”, ha dichiarato. Borraccino esprime forte preoccupazione per l’eventuale ingresso del fondo saudita: “Il coinvolgimento di un soggetto estero non garantisce, oggettivamente, certezze sul futuro occupazionale e industriale. Le risorse finanziarie non bastano a rassicurare i lavoratori, il cui destino resta incerto”.
Il nodo, secondo il consigliere, è eminentemente politico. “Parliamo di un asset strategico nazionale, che non può essere oggetto di ipotesi di cessione o indebolimento”, ha aggiunto, chiamando in causa anche il Governo centrale, in una fase in cui si avvicina il rinnovo del consiglio di amministrazione dell’azienda.
Le preoccupazioni riguardano in particolare lo stabilimento di Grottaglie, dove operano circa 1700 addetti tra diretti e indotto, e quello di Foggia, anch’esso centrale nella filiera aeronautica. Realtà costruite anche grazie a investimenti pubblici e oggi considerate presidi industriali fondamentali per il Mezzogiorno.
Il consigliere regionale Antonio Tutolo, componente della VI Commissione, ha ribadito con toni diretti la necessità di una mobilitazione compatta: “Tutta la politica dovrebbe essere, senza sé e senza ma, al fianco dei lavoratori”.
Tutolo ha inoltre criticato duramente l’assenza dell’azienda in Commissione: “Leonardo è stata pessima a non partecipare all’audizione. È una questione che va affrontata di petto, perché parliamo di una delle aziende più importanti: non possiamo permetterci di farci spogliare delle ultime cose positive che restano su questo territorio”.
Parole che riflettono un clima di crescente tensione, ma anche la volontà di non arretrare. “Se c’è da lottare, sarò sicuramente al fianco dei lavoratori”, ha concluso.
In questo scenario, emerge con forza la richiesta di un piano industriale chiaro. Per Foggia si invoca il rilancio del comparto civile con nuovi prodotti, mentre per Grottaglie si punta alla diversificazione e al consolidamento delle attività, oggi fortemente legate a specifiche commesse internazionali.
Il timore condiviso è quello di una progressiva perdita di centralità degli stabilimenti pugliesi, con il rischio di una loro trasformazione in poli marginali o logistici. Una prospettiva che le istituzioni regionali intendono contrastare, anche attraverso il lavoro della task force per l’occupazione. La partita resta aperta e si gioca su più livelli: industriale, politico e sociale.
Da un lato, la necessità di rafforzare la competitività di una divisione in difficoltà; dall’altro, la difesa di un patrimonio di competenze e occupazione che rappresenta un pilastro per l’economia regionale.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).