Dal cronoprogramma dei lavori alla caserma dei Vigili del Fuoco, dalle compagnie low cost alla soglia dei 200mila passeggeri. Ma soprattutto una domanda che Antonio Vasile ribalta sulla Capitanata: quanto sta facendo il territorio per rendersi attrattivo e sostenere davvero il suo aeroporto? Il presidente di Aeroporti di Puglia, intervistato ai microfoni de l’Attacco, risponde punto per punto alle perplessità sollevate dal Comitato Vola Gino Lisa nella lettera aperta inviata il 24 luglio al presidente della Regione Antonio Decaro. Una missiva nella quale il Comitato, guidato dall’avvocato Maurizio Gargiulo, chiede un incontro e mette sul tavolo una lunga serie di interrogativi: tempi della caserma dei Vigili del Fuoco e dei lavori su aerostazione e piazzali, Protezione Civile, continuità territoriale, limiti della pista, assenza delle low cost e prospettive di uno scalo che il Masterplan dimensiona su 200mila passeggeri al 2035. Vasile parte proprio dai lavori. E mette una data: settembre. “Dal momento in cui è stato firmato il decreto, a metà giugno, avevamo sessanta giorni per partire. Abbiamo semplicemente deciso che i lavori per l’aerostazione e il piazzale partiranno a settembre: sarebbe stato inutile aprire un cantiere ad agosto per poi doverlo rallentare o fermare ad agosto”. Un intervento che non è più soltanto sulla carta. A maggio è stata infatti resa nota l’aggiudicazione dell’appalto integrato per la progettazione esecutiva e la riqualificazione funzionale del terminal passeggeri: circa 12 milioni di euro, finanziati con risorse FSC 2021-2027 e inseriti nel Contratto di Programma ENAC-AdP 2024-2027. Ed è qui che il presidente di AdP invita ad attendere i fatti prima di emettere sentenze. “I lavori pubblici non possono essere interpretati secondo i tempi che ciascuno vorrebbe. Ci sono procedure che devono essere rispettate. La Regione ha fornito tutti gli strumenti necessari per rendere questa infrastruttura al pari delle altre. Una volta tanto riconoscetecelo. Se entro settembre non ci sarà alcun cantiere, allora si potrà tornare sull’argomento”. Una risposta diretta alle preoccupazioni espresse dal Comitato, che già nell’approfondimento pubblicato da l’Attacco aveva descritto uno scalo frenato da criticità infrastrutturali, offerta insufficiente e dipendenza da un solo vettore. Nel 2025, secondo l’analisi di Vola Gino Lisa, lo scalo aveva registrato 68.479 passeggeri commerciali, collocandosi in fondo alla graduatoria degli aeroporti italiani con traffico commerciale regolare. Vasile, però, sposta il punto di osservazione. Il Gino Lisa, ricorda, arriva da una storia completamente diversa rispetto agli altri scali pugliesi. “Parliamo di un aeroporto che è rimasto chiuso per quindici anni e che, grazie all’impegno della Regione Puglia e dell’assessore al ramo Raffaele Piemontese, ha ripreso la propria attività. Tutto deve procedere per gradi. È accaduto anche a Bari, che ha impiegato anni per arrivare al livello attuale”.
Il modello, secondo il presidente, può essere proprio quello dello scalo barese, dove collegamenti nazionali ad alta domanda hanno progressivamente consolidato il mercato. “Oggi Bari ha voli per Milano, Roma, Torino sempre pieni. È una prospettiva che può riguardare anche il Gino Lisa. Ma bisogna cominciare a cambiare narrazione”.
Per Vasile il rilancio dell’aeroporto non può essere delegato esclusivamente alla Regione o ad Aeroporti di Puglia. Serve una strategia comune della Capitanata. “Dobbiamo guardare tutti nella stessa direzione, con gli stessi propositi. Serve una sinergia tra tutti gli attori protagonisti di questa terra. Perché non ci chiediamo anche quanto si stia facendo per riqualificare un territorio che troppo spesso finisce al centro della cronaca per ragioni negative?”. Vasile cita San Severo, Lucera, Manfredonia e i comuni del Gargano, territori che stanno lavorando sulla valorizzazione della propria identità. E poi torna sul capoluogo. “Bisogna riaccendere su Foggia riflettori che non siano soltanto quelli della cronaca. Penso agli eventi culturali, alla promozione turistica, a una narrazione capace di catalizzare l’attenzione del visitatore e invogliarlo a venire qui, sfruttando punti di forza straordinari che questo territorio possiede e dei quali, purtroppo, spesso la sua stessa gente sembra dimenticarsi”.
Una provocazione accompagna il ragionamento: “Mi capita sempre più spesso di partecipare a eventi o manifestazioni sul turismo che parlano anche di Capitanata, ma che non si svolgono nel suo capoluogo di provincia. Perché? La domanda la rivolgo io a chi oggi è pronto a chiedere aiuti all’esterno: forse bisogna cominciare anche a costruire dall’interno”.
Poi c’è il nodo dei 200mila passeggeri, uno dei punti sui quali Vola Gino Lisa concentra le critiche più forti. Il Comitato contesta un Masterplan che parametrerebbe lo sviluppo dell’aerostazione su quella soglia fino al 2035 e si domanda perché non puntare a superarla molto prima. Vasile ne dà una lettura opposta. “Quella soglia ci consente di operare in maniera straordinaria con il sostegno previsto dalla normativa europea. Perché dovremmo rifiutarlo? Quando il Gino Lisa riuscirà a superare i 200mila passeggeri vorrà dire che non avrà più bisogno di aiuti e sarà capace di procedere con le proprie gambe”. Il punto, insiste, è costruire prima le condizioni perché quella crescita sia sostenibile. “L’idea della Regione è semplice: noi riqualifichiamo i nostri aeroporti e realizziamo le infrastrutture necessarie affinché i territori possano incontrare i mercati. Io ti rendo competitivo come aeroporto, ma tu nel frattempo devi costruire le condizioni per essere competitivo come territorio. Non è un aereo, da solo, a renderti attrattivo”. La stessa logica viene applicata alle low cost.
Alla domanda che a Foggia ricorre ormai da anni – perché Ryanair non arriva? – Vasile risponde indicando un passaggio preciso: “Arriverà quando ci sarà la caserma dei Vigili del Fuoco. Anche questo è un adempimento previsto nell’ambito degli interventi che stanno per partire”. Vasile respinge anche l’idea di una Foggia lasciata indietro nel sistema aeroportuale pugliese. “Nessuno si domanda perché Foggia sia partita mentre, per esempio, Taranto non è ancora nelle stesse condizioni. Il provvedimento ottenuto per Foggia in sede europea ha caratteristiche particolari e, invece di tifare affinché si vada più velocemente, assistiamo continuamente a rimproveri e polemiche”. Un esempio, apparentemente marginale ma che il presidente considera emblematico, riguarda persino i servizi all’interno dello scalo. “Il bar dell’aeroporto non lo voleva nessuno. Abbiamo fatto un avviso pubblico e non ha risposto nessuno di Foggia. Alla fine se l’è aggiudicato una società del Veneto”.
Un episodio che Vasile utilizza per rafforzare il suo ragionamento: se si pretende che l’aeroporto diventi motore economico del territorio, il territorio deve essere disposto anche a crederci in prima persona.
Resta infine il tema istituzionale. Vasile premette che la lettera aperta del Comitato “non è mai arrivata alla mia attenzione” e si interroga sulla scelta dell’interlocutore: “Mi chiedo perché scrivere direttamente al presidente della Regione quando sul territorio c’è l’assessore competente, che avrebbe potuto tranquillamente fornire le risposte e chiarire i dubbi posti”.
Il confronto, dunque, resta aperto. Da una parte Vola Gino Lisa rivendica il diritto della Capitanata ad avere uno scalo capace di competere ad armi pari, dall’altra la visione di Vasile secondo cui il decollo del Gino Lisa non dipenderà soltanto da quanti aerei saranno parcheggiati sul piazzale. Dipenderà anche da quante ragioni si sapranno offrire per convincere i passeggeri a salire su un aereo e venire qui.
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