“Sono contento della mia scelta, rifarei tutto da capo”. A parlare è Domenico Tibollo, in arte Mimì, nato nel lontano 1936 a Candela, il quale da oltre 60 anni svolge l’attività di elettrauto nella propria officina di via Fiume a Foggia. Una piccola “bottega” delle macchine, a due passi dalla stazione, tanta passione, gentilezza e voglia di lavorare. Nei suoi occhi tanta gioia, le sue mani “sporche” di grasso e di olio motore, ma fiere.
Una vita vissuta a studiare e a riparare i sempre più complicati congegni di migliaia di automobili che sono passate di lì. “Un chirurgo delle auto” così come soprannominato da qualche passante, quella di Domenico Tibollo è davvero una storia che merita di essere raccontata. Una storia di sacrifici e soddisfazioni che lo hanno portato negli anni a metter su famiglia e a diventare un punto di riferimento per i foggiani di zona.
“Ho iniziato questo lavoro a maggio del 1950 – racconta a l’Attacco – quando questa zona era tutta campagna, non c’erano palazzi, né attività. Cominciai con Francesco Paolo Galiani con cui stetti per qualche tempo prima di andar via. All’epoca- confida – entrare in officina era considerata una fortuna, c’erano tantissime mamme che giravano per le botteghe a pregare i “mastri” affinché insegnassero il mestiere ai propri figli. Sono stato molti mesi senza percepire una lira, cercando di apprendere quanto più possibile: all’epoca non ci si poteva lamentare, dovevamo rispettare alla lettera ciò che ci veniva chiesto di fare, senza considerare nemmeno l’orologio. Erano altri tempi e gli elettrauti erano considerati dei veri e propri artisti, si occupavano un po’ di tutto. Tante le riparazioni che facevamo”. Da tutti conosciuto, l’elettrauto è la figura professionale che indentifica lo specialista per auto nell'installazione di congegni o apparecchi elettrici o elettronici, la individuazione di guasti anche nelle centraline e la riparazione. Appartenente alla “famiglia” dei vecchi mestieri, ha saputo nel tempo rinnovarsi e reinventarsi, anche grazie ad un’industria di automobili oggi sempre più votata all’elettronica.
“Proprio come una lampada che dopo tante ore di utilizzo si brucia, anche le componenti elettroniche sono destinate a cessare la propria vita – spiega – certamente la differenza si nota: le auto di una volta erano molto più meccaniche e meno elettriche, avevano carrozzerie indistruttibili, insomma erano concepite per durare. Oggi, invece, tutto deve avere una durata predeterminata, un po’ come accade per la tecnologia. Pensate ai telefonini che dopo qualche anno siamo costretti a gettare via a causa di batterie rotte o perché incapaci di sostenere i normali processi di ammodernamento. Certo l’auto moderna ha i suoi vantaggi, l’elettronica dà dei benefici: se un motore consuma di più ci sono delle apposite sonde-lampade che avvisano la centralina che bisogna diminuire la mandata di benzina; se, invece, è troppo secca dicono di inviare più aria. Tutte cose utili ma che possiamo tranquillamente catalogare in beni usa e getta, non destinati cioè ad avere una lunga durata. Provate a toccare con mano le vecchie automobili, erano d’acciaio, avevano spessore. Oggi è tutta plastica e fili elettrici. Insomma una bella fregatura” – scherza.
Oltre 60 anni di attività a Foggia. Mimì fa un salto nei ricordi del passato. “Mi mancano quei giorni, mi manca l’educazione che c’era prima da parte dei clienti. Una volta salutavano, chiedevano: oggi è tutto più freddo. La vita è cambiata, ma dappertutto. Guardate cosa accade nelle scuole, non c’è più rispetto nei confronti degli insegnanti. Ai miei tempi ci radunavano nel cortile in fila ed entravamo in classe solo dopo l’appello della maestra. E dovevamo dire buongiorno. Il mondo scolastico odierno è tutto un caos”.
“Beato chi impara il mestiere”, la frase ricorrente di Mimì che sulla sua professione aggiunge: “L’elettrauto non può mai morire, sarebbe come fermare il mondo. Devo molto a questo lavoro, mi ha consentito di metter su famiglia, di avere una casa e di aprire una autofficina mia. Ringrazio Dio per questa scelta e per la serena gioventù che mi ha donato. Ora penso alla vecchiaia. Mi auguro che il mondo, specialmente quello scolastico, aiuti tutti quei ragazzi che sono portati a studiare, e sappia indirizzarli verso il mestiere, ad avere una vita bella, sana e felice” – conclude stringendo la mano.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).