Tira una brutta aria. È l’astensionismo il timore maggiore del centrodestra

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Quella appena conclusasi non è stata una tornata favorevole alle forze che fanno riferimento al centrodestra. Non è affatto un gran momento. C’è confusione, secondo i più; a volte ci si presenta in ordine sparso e nemmeno tutti insieme, fa notare qualcun altro; non sempre ci sono argomenti validi, prima ancora che persone.

Le analisi si sprecano e sono ancora a venire altre, tuttavia non sono tanto i risultati insoddisfacenti registrati dal centrodestra in Capitanata, nelle ultime elezioni amministrative, che potrebbero togliere il sonno ad Adriano Carbone, commissario di Fratelli d’Italia a Manfredonia. Eppure ciò che gli sta dando da pensare è l’astensionismo. Lo ha osservato in altri Comuni della provincia foggiana e teme che Manfredonia possa essere sulla stessa falsariga.

“Mi ha sorpreso un pò il dato politico scaturito a Cerignola, certo, però ho notato altro: ha votato solo il 59% degli aventi diritto. E c’erano anche due giorni per votare, tempo che sarà dimezzato per Manfredonia. Ipotizzo che con un tale andazzo, qui la maggioranza degli elettori non voterà”.

Il contesto che il locale commissario FdI presagisce “è una seria preoccupazione anche per chi si candida. Con un numero inferiore di votanti, non ci saranno più i picchi di preferenze di alcuni candidati consiglieri che sono stati registrati nelle precedenti elezioni. Già raggiungere 2-300 voti potrebbe diventare un traguardo davvero importante”.

Adriano Carbone ripensa a quello che è successo nel primo turno di voto a Cerignola e dice che “ci può stare che sia andata così se prendiamo in considerazione il dato di Forza Italia e teniamo in conto che Antonio Giannatempo è comunque riconducibile a Fratelli d’Italia ed ha ottenuto un 13-14%”.

Del successo conseguito dall’ex primo cittadino Franco Metta, pensa che “quello è un dato che fa scuola”. Aggiunge, per chiarire meglio, che “Metta è impresentabile, però il popolo cerignolano sta con lui. Almeno in questa prima fase. Tuttavia non esito a dire che potrebbe essere il prossimo Sindaco di Cerignola”.

Un segnale, a suo avviso. Un campanello d’allarme. “Penso che sia stata una lezione per tutti. In queste elezioni comunali che si sono svolte nel territorio italiano – sostiene -, la gente ha dichiarato che prima usavano il voto di proposta votando per i cinquestelle, adesso che questi ultimi sono cambiati – analizza ancora Carbone -, il voto di protesta si concretizza sotto forma di astensionismo”.

Ritorna a guardare il prossimo appuntamento e pensa che “nelle prossime elezioni sarà importante, in virtù di quanto detto finora, far andare la gente a votare. Un qualunque Sindaco che fosse eletto da meno della metà degli elettori non si presenterebbe certo bene e avrebbe difficoltà ad operare in simili condizioni”.

La campagna elettorale entra nel vivo, ma Carbone nota “segnali che non sono molto incoraggianti. Qualunque sia il tema che affronta la coalizione a sostegno di Gianni Rotice, partono immediatamente le censure e le critiche di tutti i tipi”.

A questo proposito fa l’esempio delle dichiarazioni di Rotice con le quali ha affermato che, se fosse eletto, rinuncerebbe allo stipendio da Sindaco e, successivamente, ha avanzato una proposta sulle modalità di scelta dei prossimi scrutatori ai seggi elettorali. “Se l’avesse detto qualcun altro, sarebbe stato accolto come un Dio sceso in terra. Se lo dice qualcuno è manna dal cielo, se lo dice qualcun altro viene definito strumentale”.

Comunque, Rotice “ce la sta mettendo tutta e c’è voglia di vincere anche già dal primo turno, se ci sarà una buona affluenza ai seggi. L’epilogo al ballottaggio sarebbe scontato, nel caso di bassa affluenza”.

In una tale ipotetica situazione di secondo turno, più di qualcuno indica Rotice e Prencipe protagonisti della sfida finale, “credo che la partita sarebbe comunque tra le mani di Gianni Rotice. Dovrà darsi da fare e proficuamente. Adesso, comunque, è presto. Poi si vedrà, se servirà il ballottaggio”.

Prima di concludere, Carbone ritorna brevemente sul dialogo che ebbe con l’onorevole Antonio Tasso per valutare un’eventuale unione con AgiAMO prima che la scelta di FdI ricadesse su Rotice. “Avremmo accettato di entrare in coalizione se fosse stato Tasso il candidato Sindaco, però lui rifiutò e non se ne fece niente”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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