Il rischio corso è valso il risultato che è stato poi conseguito. La criticata scelta di tenere fuori i ‘volti noti’ dalla coalizione a sostegno di Matteo Vocale è stata ripagata dalla vittoria elettorale. In termini piuttosto risicati, è vero, ma il dato non inficia il valore della difficile affermazione al primo turno.
Le divisioni in seno al centrodestra, interne ed esterne, hanno comunque favorito l’elezione di Vocale.
Quelle intestine sono sfociate nella scissione che ha dato vita a Forza Sannicandro, dove hanno trovato spazio i forzisti dissidenti, tra i quali Lorena Di Salvia, Giovanni Villani e Nicola Grifa.
Le divisioni esterne sono quelle che hanno visto due candidati della stessa area concorrere ognuno per conto proprio.
Così è andata a Vincenzo Marinacci e Antonio Berardi. Il ticket avrebbe potuto funzionare se si fosse arrivati al ballottaggio, ma così non è stato ed entrambi hanno perso un’occasione per opporsi alla coalizione antagonista con maggiore forza. E coesione, che è mancata.
Non può essere divisa, invece, la coalizione di Vocale.
Composta da quattro forze, si appresta alla prova del nove: l’attribuzione delle deleghe assessorili e la nomina del presidente del Consiglio comunale.
Al tavolo siedono il Partito Democratico, che ha dalla sua l’elezione di 5 consiglieri comunali sui 10 complessivi della maggioranza; Forza Sannicandro, che ha portato in Consiglio un eletto; il MoVimento 5 Stelle, con i suoi 2 rappresentanti nella massima assise cittadina; Rinascita Sannicandrese, infine, rappresentata da 2 consiglieri.
Il gioco degli equilibri vorrebbe che il ruolo di presidente del Consiglio venga assegnato all’altra componente forte della coalizione vincente: al MoVimento 5 Stelle, quindi.
Se venisse rispettata questa sorta di prassi, alcune voci di corridoio riferiscono che si preferirebbe propendere per una donna. Provando a scorrere i nominativi degli eletti, la prima donna della forza di maggioranza più importante dopo quella del Sindaco è l’eletta consigliera Costanza Lombardi. I suoi 157 voti l’hanno resa la più suffragata tra i pentastellati, una ventina in più rispetto al collega di lista Nicola Corso.
Per quanto concerne gli assessorati veri e propri, che saranno nel numero complessivo di 4, è ancora difficile cogliere segnali che possano indicare le prossime scelte del Sindaco Vocale.
Si può comunque partire dall’osservazione che il PD rappresenta l’esatta metà dei consiglieri comunali di maggioranza, quindi non è forzato pensare che voglia essere rappresentato da un paio di assessori.
Difficile prevedere che il democratico più votato, Gianpaolo D’Antuono con la cifra di 579 voti di preferenza, per esempio, lasci il suo posto in Consiglio per uno, in Giunta, che sarebbe comunque risentibile di sfiducia.
Anche Arcangela Tardio ha riscosso largo consenso, mostratole con 466 voti, però anche per lei può valere quanto detto su D’Antuono.
Ad ogni buon conto, i primi due non eletti PD scalpitano per entrare comunque in Consiglio. Sono Vincenzo Giagnorio e Grazia Pia Palliante.
Tra le altre forze che compongono la coalizione, spiccano i pentastellati.
È noto del forte ruolo di regia e raccordo che ha svolto l’onorevole Marialuisa Faro, così come del diktat che ha chiuso le porte in faccia a ex consiglieri comunali che volevano candidarsi a sostegno di Vocale. Adesso è da vedere quanto peserà, in termini di rappresentanza, nel prossimo governo cittadino.
Riferito dell’ipotesi della presidenza del Consiglio, ci sarebbe comunque posto per un assessore. A questo riguardo, le bocche sono cucite e non si fanno nomi.
Forza Sannicandro è la lista che raccoglie gli ex forzisti e ha eletto un solo consigliere: Costantino Fabrizio Tancredi. Sembra poco, lo è, anche se non si può trascurare che quest’anno non è scesa in campo Lorena Di Salvia. La sua strada sarebbe stata sbarrata in partenza dai veti imposti dai cinquestelle. Qualcosa in più, in termini meramente numerici, l’avrebbe potuto portare alla coalizione, se fosse stata presente in lista.
Rinascita Sannicandrese potrebbe essere determinante, per la composizione della prossima Giunta comunale. La lista ha ottenuto più voti di quella cinquestelle, 1.017 contro 732, perciò dovrà comunque essere soddisfatta. Almeno un assessorato dovrebbe esserci, Diego Nazario Di Leo è dato come una possibile scelta (è stato il più votato dei suoi, con 333 preferenze) ma anche qui mancano certezze.
Ci sono i pezzi del puzzle da mettere a posto. Non ci sono mai certezze nella composizione di una Giunta. Ma il nuovo Sindaco, Matteo Vocale, ne ha una: “Torneremo ad essere una città normale”.
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