Stasera l’evento conclusivo della campagna elettorale, alle ore 19,00 in piazza Stella, con la partecipazione di tutti i rappresentanti dei partiti e liste civiche che lo sostengono, a cui si andranno ad aggiungere storie e testimonianze di cittadini incontrati nel corso della campagna elettorale stessa.
A due giorni dal voto del ballottaggio, l’Attacco ha posto alcune domande al candidato Sindaco Gianni Rotice, che rappresenta una coalizione ormai allargatasi. Nata nell’alveo del centrodestra – con Forza Italia, Fratelli d’Italia, UdC e due civiche del candidato -, estesasi successivamente anche nell’ambito più civico delle tre liste che avevano sostenuto Raffaele Fatone nel primo turno del voto. Nessun apparentamento, però, piuttosto impegni verbali a sottoscrizione degli accordi politici.
Iniziamo proprio dall’ultimo passaggio: quello che ha visto l’ingresso al suo fianco di Città Protagonista, E885 Manfredonia Ri-nasce e La mia città. Cosa prevede l’accordo fatto con queste ulteriori e nuove forze che la sostengono?
Prevede semplicemente la condivisione del programma, così come era stato per i precedenti membri della coalizione. Non ci sono impegni tra le parti, di tutto il resto se ne discuterà dopo. Posso assicurare già da ora un elemento: sarà data visibilità a tutti. Chi lavora sul programma che abbiamo redatto, dovrà avere visibilità. Dobbiamo metterci la faccia, tutti.
Senza troppi giri di parole, se farà eletto Sindaco chi saranno i suoi prossimi assessori?
Non ci sono nomi. Bisogna dare fiducia al programma e alle persone, e sarà responsabilità di tutti trovare la giusta sintonia. La cosa più bella è che tutti sono proiettati nel desiderio di cambiamento, per risolvere i problemi della gente. Vengo dal mondo del fare e, per me, la stretta di mano e l’impegno valgono più di qualunque accordo o contratto. Sarà responsabilità di tutti trovare le soluzioni più idonee e opportune.
Tra le fila dei suoi candidati in Consiglio comunale ci sono molti professionisti che la sostengono. Preferirebbe una squadra di governo composta da assessori a tempo pieno o lascerà loro la scelta?
Nessun obbligo, per nessuno. Un impegno, piuttosto: l’impegno di risolvere i problemi dei cittadini. Tutti dovranno essere spinti dal desiderio di dedicarsi alla città, per poterla migliorare e far crescere.
Nel caso della sua elezione, quanto tempo bisognerà aspettare prima che venga composta la compagine assessorile?
Sarà veloce. Ci vorrà poco tempo perché non dobbiamo combattere contro nessun sistema. Siamo noi.
Sono numerose le compagini che condividono il suo percorso, ma non sono altrettanto numerosi i posti per gli eventuali assessori. Aumenta gli assessorati?
Il concetto nuovo è che non bisogna pensare necessariamente all’incarico dell’assessore. Ci saranno i consiglieri comunali con specifici compiti, chi rappresenterà l’Amministrazione con il diritto di tribuna. Non si devono tenere in conto le singole figure, così isolate; piuttosto bisogna guardare alla squadra nel suo complesso. Se ho assunto impegni con tutti, è proprio in virtù di questo discorso.
Pare di comprendere che distribuirà tutte le deleghe. Oppure c’è qualche ambito verso il quale vuole riservare la sua attenzione e terrà la relativa delega per sé?
In considerazione dei problemi che stanno emergendo, dello stato attuale di Manfredonia e delle difficoltà esistenti, più persone ci sono a lavorare per l’Amministrazione e meglio è. Resta importante che si crei uno spirito di collaborazione leale, nell’interesse della città. Vengo da un mondo professionale nel quale si lavora tanto con le deleghe, ma deve esserci sempre fiducia reciproca e lealtà.
Secondo lei, come si porranno in Consiglio e cosa si aspetta da Giulia Fresca, Raffaele Fatone per il MoVimento 5 Stelle e Maria Teresa Valente di CON Manfredonia, cioè da chi non si è schierato con nessuno dei due candidati ancora in campo?
Tutti dovremmo stringerci per individuare soluzioni ai problemi, maggioranza o opposizione che sia. Quando si risolve il problema del bilancio del Comune di Manfredonia, o dei disagi sociali e della disabilità, per fare qualche esempio, diventa un beneficio di tutti; non solo della maggioranza ma anche dell’opposizione. La critica ci può anche stare, ma non per presa di posizione precostituita. Auspico, quindi, che ci possa essere un rapporto costruttivo con tutti nell’interesse esclusivo della città.
Ecco perché dico: va bene la maggioranza, va bene l’opposizione, ma al centro di tutto ci deve essere l’interesse della città.
Si aspetta collaborazione, quindi?
Sono convinto che di fronte a questa situazione tutti daranno il loro e faranno il loro.
Chiusi i seggi, come seguirà il prossimo spoglio?
Starò nel mio comitato, come l’altra volta. Sono sempre stato in giro e tra la gente. E c’è un motivo. Penso che un Sindaco deve stare in mezzo alla sua comunità e non perderla mai di vista. Così sarà anche domenica notte.
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