Ai già tanti interrogativi legati alle elezioni regionali pugliesi – data, numero dei consiglieri, nomi dei candidati presidenti, possibilità del terzo mandato del presidente – si sono aggiunte da ultimo le domande sulle ripercussioni dell’inchiesta giudiziaria che ha travolto un pezzo da novanta dell’amministrazione Emiliano quale il suo delfino Alessandro Delli Noci. Non uno qualunque dei componenti dell’assise, ma assessore allo sviluppo economico e coordinatore regionale della civica CON Emiliano, talmente vicino al governatore uscente e in ascesa da essere indicato nei mesi scorsi come uno dei potenziali nomi in caso di rinuncia dell’europarlamentare Pd Antonio Decaro. Ieri l’altro, al termine dell'interrogatorio preventivo davanti al gip di Lecce, il politico salentino ha ufficializzato le proprie dimissioni sia da assessore che da consigliere, poiché indagato nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Lecce su presunti episodi di corruzione, turbativa e frode di finanziamenti pubblici legati ai programmi integrati di agevolazione. La Procura, negli scorsi giorni, aveva chiesto per Delli Noci e altri nove indagati la misura degli arresti domiciliari. Le cronache degli scorsi anni avevano abituato agli scandali e ai procedimenti giudiziari relativi a pezzi di politica regionale ed enti collegati, ma stavolta il colpo è stato inferto ad un centro di potere che non solo riguarda una delle persone più vicine ad Emiliano, a capo della “creatura” del presidente ovvero CON, ma che a quanto pare aveva ramificazioni in varie direzioni, per via della presenza di nomi dell’Università del Salento, del figlio del vertice AQP spa Laforgia e di diverse imprese. Impossibile, dunque, che quanto avvenuto non incida sulle liste e sulle strategie in allestimento per l’appuntamento elettorale.
Secondo alcuni Decaro, che non digerisce affatto la candidatura come consiglieri degli ex presidenti Emiliano e Nichi Vendola, troppo ingombranti e imprevedibili, ora potrebbe voler tentare di arginare ulteriormente il primo. “CON ha perso il suo uomo di punta, Delli Noci, dopo aver perso Emiliano, che si candiderà col Pd sottraendo gran parte del bacino elettorale della civica”, sottolineano a l’Attacco alcuni profondi conoscitori della politica barese. “Una CON così svuotata rischia di non superare la soglia di sbarramento del 4% secondo alcuni, ragion per cui si starebbe valutando come preferibile che i suoi candidati siano nelle liste di Decaro, anziché nella lista di CON. Pesa, poi, come un macigno per Decaro, sul piano politico, la candidatura di Emiliano e Vendola”.
In casa CON, in Capitanata, oltre al coordinatore provinciale e consigliere di Emiliano Rosario Cusmai, i beninformati si attendono come candidati la figlia del cerignolano Pippo Liscio (ex dirigente ASL oggi amministratore unico di Arca Capitanata, su nomina di Emiliano), la vicesindaca di Vico del Gargano Porzia Pinto, il consigliere comunale foggiano Antonio de Sabato (a meno di ripensamenti), il consigliere provinciale di Lucera Tonio De Maio e un nome di Manfredonia. Nella città sipontina molti di CON sono tuttora considerati legati all’ex sindaco Angelo Riccardi e distanti da Cusmai, che invece ha come proprio braccio destro l’ex assessore Giuseppe La Torre, che lo sosterrà come sempre e a cui spetterebbe indicare una candidata per le regionali.
In casa Pd, oltre agli uscenti – il vicepresidente foggiano della Regione Raffaele Piemontese e il sipontino Paolo Campo – saranno della partita l’assessora cerignolana Teresa Cicolella (che ha fatto tramontare l’ipotesi di una candidatura anche della giovane assessora foggiana Alice Amatore) e l’assessore di Torremaggiore Enzo Quaranta.
Ancora in forse, invece, la viestana Rossella Falcone: l’albergatrice, assessora al turismo e vicesindaca fino alla rottura col primo cittadino di Vieste Giuseppe Nobiletti, è oggetto di un forte pressing affinchè accetti di stare in lista. Del resto a Piemontese deve la nomina nel cda di AQP spa. Ma l’avvocata Falcone ambirebbe, più che alla candidatura, a rafforzare la propria carriera professionale e punterebbe a diventare nei prossimi anni direttrice generale di un’ASL.
Le liste civiche decariane cui dal 2024 si sta lavorando sono due: Per Decaro è quella coordinata dall’assessore al lavoro Sebastiano Leo ed è basata sui consiglieri regionali uscenti; mentre la seconda, di cui si sta occupando a Foggia il presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti, mette assieme professionisti e pezzi di società civile, come pure eletti di vario tipo. Per quest’ultima lista, oltre alla certa assessora viestana Graziamaria Starace, i rumors portano al consigliere comunale cerignolano Tommaso Sgarro, all’ex sindaco di San Severo Francesco Miglio, al consigliere comunale di Manfredonia Libero Palumbo (che paradossalmente nel Golfo è all’opposizione del centrosinistra di la Marca). Potrebbe essere candidata anche una dipendente Amgas, figlia di un avvocato foggiano e della giudice Anna Rosa Capuozzo (decenni fa al Tribunale di Foggia), nonché nipote del potente ex sindaco di Carapelle Remo Capuozzo.
Nobiletti, che ha scommesso tutto su Starace, incasserà un sostegno sia nella Orta Nova del “suo” neo sindaco Domenico Di Vito che nella Lesina di Primiano Di Mauro, come pure a San Giovanni Rotondo, visto che nella nuova giunta del sindaco Filippo Barbano c’è l’assessore Samuele Zichella (pure espressione del presidente della Provincia).
Contro Nobiletti e Starace affondano, da Vieste, Vincenzo Disanti segretario cittadino CON, Luigi Demaria segretario cittadino FdI, Giuseppe Caruso segretario cittadino AP, Mariateresa Bevilacqua segretaria cittadina Noi Moderati, Gianni Medina segretario cittadino Lega.
“L’assessora all’istruzione e al turismo, invece di occuparsi delle vere necessità del nostro comune, pare che abbia deciso di lanciarsi nel mondo dei fuochi d’artificio, proponendo un Istituto Tecnico Superiore (ITS) dedicato alla pirotecnica in un comune limitrofo”, dicono. “Vieste, da anni riconosciuta come una delle mete turistiche più amate ha bisogno di una formazione seria per chi lavora nella filiera del turismo. Accoglienza, enogastronomia, gestione dei servizi e intrattenimento turistico: queste sono le vere priorità. Un ITS dedicato al turismo, moderno e sostenibile sarebbe la risposta che imprese, operatori e giovani del territorio aspettano. La sensazione è che questo improvviso amore per la pirotecnica non abbia nulla a che vedere con il bene del territorio, ma molto con il desiderio di accendere i riflettori sulla probabile candidatura dell’assessora come consigliera regionale. Se l’assessora preferisce lavorare per altri territori o per la sua carriera politica, le suggeriamo di prendere una decisione altrettanto esplosiva: dimettersi”.
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