Caso Aprile, parlamentari e vertici locali M5S attendono che sia Conte a chiedere dimissioni per ripulire immagine

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“Si deve dimettere”. A parlare in maniera così perentoria, riferendosi alla vicesindaca M5S del Comune di Foggia Lucia Aprile per la vicenda dei plurimi affidamenti diretti dell’ente in favore delle imprese di familiari e affini, non è un oppositore bensì Gianfranco Di Sabato, pentastellato come lei. L’ex consigliere comunale sanseverese, già candidato sindaco nella città dei campanili anni fa, è lì oggi uno dei principali referenti del Gruppo territoriale M5S. Un’affermazione fatta pubblicamente, su Facebook, che testimonia come il caso Aprile abbia creato un enorme caos nel M5S, nonostante le minimizzazioni della sindaca Marida Episcopo per la quale, dopo la rinuncia all’appalto da parte della Servitalia della sorella gemella Maria Aprile, la tempesta è passata, anzi nulla di minimamente inopportuno è mai avvenuto. Eppure tra i contiani l’atmosfera è rovente e non dipende da voglia di prender il posto dell’assessora all’ambiente, come velenosamente qualcuno (vicino alla sindaca) insinua. Fonti interne al M5S raccontano che, per quanto restino silenti al pari dell’europarlamentare e coordinatore provinciale Mario Furore, i parlamentari “sono molto incazzati”. “Questa vicenda, fortemente inopportuna, crea molte difficoltà a tutti: danneggia la campagna elettorale, ormai alle porte, delle regionali e in primis la nostra consigliera regionale uscente Rosa Barone; danneggia l’immagine del MoVimento, che ha sempre professato certi valori e condotto battaglie contro queste cose. La preoccupazione è enorme, non è una buona pubblicità per nessuno”, continuano. “I parlamentari e i vertici provinciali non sono certo contenti, attendono che sia Roma, dunque Giuseppe Conte, a intervenire e dire a Lucia Aprile di dimettersi. Sperano che Conte chieda le dimissioni, restituendo fermezza all’impegno sui valori del M5S, spegnendo il fuoco e togliendoci dalla graticola. A prescindere dalle eventuali responsabilità di Aprile e dal fatto che potesse non saperne niente, l’inopportunità è tale i vertici locali si aspettano che sia il nostro presidente a mettere la parola fine.

Sappiamo perfettamente, peraltro, che venerdì scorso la stessa Aprile fosse decisa a dimettersi ammettendo l’inopportunità politica, ma che l’intervento della sindaca l’abbia bloccata rispetto a quella intenzione, che aveva già comunicato ai nostri vertici locali. Potrebbe uscirne bene, spiegando di non avere colpe ma di capire che la situazione ha messo in difficoltà amministrazione comunale e M5S”. Intanto sta circolando parecchio, sulle messaggistiche Whatsapp, quanto scritto da Episcopo su Fb in un commento: “Chi la ritiene una vicenda dolosa vada in Procura, altrimenti sono basse illazioni! Questa amministrazione è la prima che non favorisce alcuno nei concorsi e negli appalti (sopra soglia affidiamo tutto alla stazione pubblica appaltante esterna). Per gli incarichi sotto soglia si invitano almeno 3 imprese, che compaiono sulla piattaforma Traspare (hanno cioè piena dignità negoziale con la P.A.) e fra questi si effettua una valutazione comparativa serrata perché soggetta anche ad accesso civico. Secondo lei chi vince la gara, oltre a Traspare e all'evidenza antimafia, deve subire anche il fio di un controllo di famiglia su ogni singolo socio? No! Altrimenti il dirigente che firma ed è responsabile sarebbe passibile di alterazione delle procedure sulla base di dati soggettivi. In fase di aggiudicazione  parti/controparti possono vagliare sotto la luce del sole tutti il fascicolo di gara. Qui si parla di illegittimità o di inopportunità poi? Una bella differenza! La vicesindaca ha appreso sui giornali della gara, del nome dell’impresa prescelta e che dentro la stessa fosse una dei soci la sorella. Sicuramente siamo intercettati tutti, in quanto amministratori di un Comune sciolto per mafia, e i passaggi telefonici e informatici che compiamo sono tutti tracciati.  Si trovi un solo elemento che si discosti della verità dei fatti! Poi rispetto alla impresa aggiudicataria evidenzio che le stesse e varie ATI concorrono su tutto, in ogni contesto e fino all'eventuale aggiudicazione i singoli soci spesso non hanno contezza delle procedure in corso occupandosene perlopiù automaticamente un collaboratore generico. La famiglia Aprile, volendo fare malversazioni e avere profitti ingiustificati, si palesava con proprio nome e cognome all'evidenza pubblica? Così sciocchi? Minimo indicava il nome di un alter ego o di una controfigura o un socio occulto!  A Foggia poi gli Aprile sono innumerevoli. Ebbene oggi chi dà spallate a questa amministrazione, onestissima e in forte crescita a livello nazionale, deve ricordare la propria storia, i propri eventuali incarichi nelle PA, come fu reclutato nel mondo del lavoro, le proprie amicizie passate e presenti. È tutto tracciato per tutti, fortunatamente, e molti devono ricordare anche di aver sostenuto amministrazioni che ci hanno mandato allo sbando macchiando per sempre la storia della città. Controllate  le nostre spese di missione, i  compensi dei componenti dei cda delle partecipate al 100% (il più ricco prende 200 euro al mese), i risparmi oggettivi su strade e altro, gli esiti dei concorsi per 300 assunti (con 13.000 aspiranti e zero ricorsi al TAR),  i risultati dei 110 (dirigenti provenienti persino da regioni diverse),  le rotazioni di dirigenti e funzionari, gli accordi di programma, la trasparenza degli atti, la nuova generazione del tutto intonsa di tutti gli assessori...e tanto ancora! Da noi anche una matita da acquistare deve essere la migliore e a minor prezzo! Non riuscirà nessuno a darci spallate meschine e a fare sciacallaggio sulla gente perbene”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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