Dal turismo alla sanità, alle elezioni regionali: la lunga estate calda di Nobiletti e Vieste. L’intervista

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Ci sono numerose ragioni dietro l’attuale e riconquistata centralità di Vieste nel panorama garganico, dietro il protagonismo acquisito a livello provinciale e non solo. Nella città del Pizzomunno si incrociano dinamiche di diverso tipo, tutte con riflessi ampiamente sovracomunali. Vieste sta vivendo la stagione estiva che, com’è scontato ormai da lungo tempo, la incoronerà nel bilancio finale quale regina delle presenze in Puglia, col suo incontrastato primato. Numeri che, però, continuano a scontrarsi con una destagionalizzazione che va ancora realizzata e che si concretizzerà solo quando si riuscirà a far lavorare il comparto turistico tutto l’anno. Al contempo, Vieste vive l’enorme paradosso di essere la prima destinazione pugliese per presenze e di non poter offrire – né ai milioni di turisti (ufficiali e del sommerso) né tantomeno ai residenti – un’assistenza sanitaria dignitosa e congrua. Una lacuna gravissima, una situazione non più tollerabile che, mai come ora, vede sul piede di guerra la comunità e le sue istituzioni. Ma Vieste è anche al centro di strategie politiche rilevanti, vista la proiezione regionale della rete messa in piedi dal sindaco e presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti. Impegno ed ambizioni elettoralistiche, finalizzati al voto del prossimo autunno, di cui i cittadini attendono di vedere le ripercussioni benefiche in favore del territorio e che sono il vero motivo della paralisi di Palazzo Dogana, sede della Provincia, dopo la rottura di Pd e CON col presidente. Ecco perché per Vieste, e in particolare per Nobiletti, è una lunga estate calda quella che si sta dipanando.

Anche il mese di luglio è da archiviare, ma nulla è cambiato rispetto all’impasse, di oltre un anno ormai, rispetto alla candidatura del mister mezzo milioni di voti Antonio Decaro alla presidenza della Regione Puglia. Il voto d’autunno è alle porte e l’europarlamentare non ha sciolto finora la riserva, lasciando con mille interrogativi coloro che stanno lavorando alle sue liste, come il presidente della Provincia di Foggia Giuseppe Nobiletti, sindaco di Vieste. La rete costruita negli ultimi anni rischia di collassare, in caso di passo indietro di Decaro. E’ vero sia per il barese che per il viestano, che col suo civismo si è posto come alternativa al Pd del vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese.

La guerra col dominus dem è talmente conclamata che la sanità, enorme tallone d’Achille della capitale pugliese delle vacanze, è il terreno di scontro numero uno da mesi tra i due. Una guerra politica che aleggiava anche sabato scorso, quando il tenente dell’Arma ha fatto rimuovere il pacifico striscione “La sanità un diritto” portato nella pizza di Marina piccola dal comitato cittadino presieduto dal medico Giovanni Denittis, approfittando della presenza di Piemontese per l’evento de Il libro possibile dedicato alla sanità e ai Riuniti. Oggi c’è chi, a Vieste, ipotizza una “manina” piddina dietro la (garbata) richiesta di rimozione, visto che pareva una polemica contro l’assessore regionale. Nessuno dimentica come il monolitico gruppo civico di Vieste sei tu, che dal 2016 governa la città garganica, abbia visto lo scorso anno la rottura di Nobiletti con due suoi ex assessori, Rossella Falcone e l’attuale segretario dem Dario Carlino, piemontesiani.

Al posto della ex vicesindaca, oggi come braccio destro del sindaco c’è la fedelissima assessora Graziamaria Starace, sua candidata alle regionali in una delle due civiche decariane. Questo spiega perché in paese non sia sfuggita l’ordinanza del 24 luglio scorso di decadenza della concessione demaniale marittima del 2008 per Alessandro Corso, marito di Starace fino alla fine del 2024, titolare di Verde Mare srl che finora ha gestito un lido in zona Scialara, a causa di abusi riscontrati in primavera, con obbligo di sgombero entro 60 giorni e ripristino dello stato dei luoghi. Un altro iter sanzionatorio (che potrebbe condurre pure, per abusi riscontrati, alla decadenza della concessione demaniale, sarebbe stato avviato in un’altra area del lunghissimo litorale viestano. Insomma, a Vieste è un’estate calda sotto più punti di vista. L’Attacco ha intervistato Nobiletti.

Se Decaro dovesse rinunciare alla candidatura a presidente della Regione come cambierebbero il suo impegno e la sua strategia rispetto al voto elettorale?

Qualora Decaro dovesse non essere in campo rifletteremmo nel nostro gruppo, ragionando insieme sul da farsi. Ci sono tante variabili in ballo. Speriamo che dia una risposta veloce.

Non le ha fatto capire nulla quando siete stati insieme a Vieste, la scorsa settimana, per Il libro possibile?

Assolutamente no, è stato molto ermetico.

La presenza o meno dell’europarlamentare, alla guida del campo largo, cambia moltissimo lo scenario, come sanno bene i civici emilianisti di CON che oggi non trovano spazio nelle civiche decariane.

Per chi lavora alle civiche significherebbe rinunciare ai propri nomi in favore di quelli di CON. Ma in questo momento è tutto bloccato, gli unici che vanno dritti per la propria strada sono i piddini dove i nomi in lista sono noti e prescindono da chi sarà il candidato presidente.

Per lei e per la rete da lei creata sarebbe un duro colpo, considerando l’interlocuzione diretta avuta con l’ex sindaco di Bari.

Decaro non rappresenta solo un nome, bensì un diverso modo di fare politica. Io lo intendo così. E’ vero, io e lui abbiamo un buon rapporto da qualche anno, ormai. 

Ha provocato molte polemiche la rimozione, sabato sera, dello striscione sul diritto alla salute. A chi dava fastidio?

E’ stato rimosso dai Carabinieri per un motivo tecnicamente ineccepibile, ovvero la mancanza di una comunicazione preventiva. C’erano quattro persone del comitato cittadino. Come ho già spiegato, l’amministrazione comunale non ha avuto alcun ruolo nella rimozione, tant’è vero che abbiamo chiesto di esporlo sul balcone del palazzo municipale. Siamo impegnati come Comune a difendere il diritto di questo territorio ad avere un’assistenza sanitaria degna, andando anche in polemica con la Regione.

In paese non è passata inosservata, specie tra gli addetti ai lavori, la decadenza della concessione demaniale per l’ex marito dell’assessora Starace.

Ad aprile scorso furono effettuati più controlli in zona Scialara, rispetto a 4-5 lidi balneari. In quel caso specifico furono riscontrati abusi importanti e le osservazioni inviate dal concessionario non hanno dissipato i dubbi. Da aprile, poi, non sono stati fatti i lavori di ripristino.

A quando risalgono gli abusi?

Non lo sappiamo.

Perché ora?

Chi conosce l’operato di questa amministrazione sa bene che non è certo il primo caso di repressione di abusi, siamo intervenuti anche in altre spiagge negli scorsi anni. Anche alla presenza della Capitaneria di porto ci sono stati controlli pure altrove, da ultimo.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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