Ieri mattina, Sergio Clemente ha raggiunto il lido Il Brigantino di Barletta per un incontro pubblico con l’onorevole Elena Bonetti (presidente nazionale di Azione), il segretario regionale del partito Ruggiero Mennea, e il vicesegretario nazionale, l’onorevole Ettore Rosato. Qui ha ribadito la propria intenzione e quella del suo gruppo di confermare il pieno appoggio a Decaro, senza escludere totalmente, però, di sondare altri approdi nel caso in cui il campo largo alla fine dovesse optare per un profilo diverso dal suo.
“Sicuramente oggi siamo qui a Barletta per cominciare a riorganizzare e ridare linfa al nostro partito, presente in Puglia un po’ a macchia di leopardo”, ha detto il presidente regionale di Azione Sergio Clemente. “Ci sono alcuni territori in cui la nostra presenza è massiccia, è forte, e altri in cui deve essere necessariamente rafforzata. Per cui, l’incontro di questa mattina serve innanzitutto a questo: a rilanciare la nostra azione politica in zona”.
Clemente ha smentito le voci circolate nei giorni scorsi a proposito di un suo possibile avvicinamento a Forza Italia. Indiscrezioni circolate anche a riguardo di altri esponenti regionali come il capogruppo di Con Alessandro Leoci e i consiglieri civici Stefano Lacatena e Saverio Tammacco.
“Per quanto riguarda il dialogo con altre forze politiche posso dire solo questo: io sono orgogliosamente democristiano, quindi ho una serie di rapporti e di relazioni che vengono da lontano con molte persone che hanno la mia stessa storia politica. A volte, però, si confondono l’amicizia e il dialogo – anche costante – con le posizioni politiche. Le nostre sono ben chiare, oltre che datate: hanno una presenza ormai trentennale sul territorio pugliese e soprattutto della Capitanata, dove io sono da anni organico al centrosinistra”.
Qualche dubbio, tuttavia, sulla saldezza di queste posizioni Clemente lo ha fatto insorgere quando gli è stato chiesto da l’Attacco se la sua organicità col campo largo persisterebbe anche in caso di mancata candidatura alla presidenza di Antonio Decaro, avvertito dai riformisti come un profilo d’area vicino alle loro sensibilità.
“È ovvio che le discussioni, soprattutto sulla scelta di chi dovrà governare la Regione Puglia, devono essere fatte dalle varie forze politiche. Noi sulla figura di Decaro non abbiamo nulla da aggiungere: siamo tutti assolutamente felici di questa scelta. Qualora non dovesse essere lui il candidato, però, è chiaro che andrebbe rimesso tutto in discussione”, ha chiosato il consigliere regionale in maniera piuttosto sibillina.
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