Verso regionali, Ragni (Italia Viva): “Decaro sarà molto diverso dal trasformismo politico di Emiliano”

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Da sempre il renziano viestano Aldo Ragni, subcommissario regionale di Italia Viva e reggente per la provincia di Foggia, ha stigmatizzato il trasformismo di Emiliano. L’Attacco lo ha intervistato.

Che eredità lascia il presidente uscente in termini di classe dirigente?

Quando finisce una stagione politica e ne inizia un'altra è chiaro che inizialmente ci sono strascichi e polemiche, ma chiunque si trovi nel centrosinistra finirà per avere come riferimento Antonio Decaro. Non ha senso una polemica interna col presidente della Regione. Così accadde anche con Nichi Vendola: c'erano personalità a lui legate che poi si sono riposizionate sul nuovo presidente o hanno fatto altro.

Che giudizio dà della classe dirigente emilianista?

La prima riflessione che mi viene da fare riguarda, a dir la verità, com'è ridotto il centrodestra: dopo dieci anni di Emiliano nemmeno riesce a proporre un'alternativa di peso né una classe dirigente locale forte. Anche le battaglie sul territorio mi sembrano tutte riconducibili al centrosinistra, sinceramente. Non mi pare che il centrodestra riesca a rappresentare un'alternativa temibile, io lo lego al fatto che Emiliano è stato un punto di riferimento sia per il centrosinistra che per il centrodestra. Non è un dato positivo per me, ma mi pare che sia quello che è avvenuto in Puglia nell'ultimo decennio e che continua ad accadere, visti i passaggi di alcuni consiglieri regionali dal centrosinistra al centrodestra. Migrazioni come quella di Stellato (ex Italia Viva, ndr) a Taranto, ma non solo lui. Registro, poi, che il centrosinistra governa a Foggia, l'ente Provincia, Cerignola, Manfredonia, Vieste e in quasi tutti i comuni del Gargano. Complessivamente mi pare che l'elettorato dia un giudizio positivo a questa classe dirigente. Poi si può discutere di alcune pratiche trasformistiche, ma la Capitanata è largamente dominata dal centrosinistra, sia pur tra luci ed ombre.

E degli emilianisti che opinione ha?

Molti di loro non li conosco e quindi non sono in grado di dare un giudizio sull'operato delle singole persone. Emiliano ha operato il trasformismo politico, che ci portò come Italia Viva a proporre alle scorse regionali una candidatura a lui alternativa.

Pensa che Decaro sarà diverso?

Sono convinto che con Decaro si tornerà alle buone pratiche. Con Emiliano abbiamo avuto assessore alla sanità Rocco Palese, al vertice AQP Di Cagno Abbrescia, etc. Mi auguro - e penso che sia così – che Decaro condivida il giudizio su questo equivoco di fondo legato al civismo. Il civismo non è uscire dai partiti e mettersi la maglietta di civico, ma è dato da quelle persone presenti nella società civile che decidono a un certo punto di impegnarsi in politica per un periodo della propria vita e che non sono legate ai partiti. Invece abbiamo reso normale un'operazione che non ha nulla a che fare con il civismo, perché abbiamo avuto persone fuoriuscite dei partiti che si sono fatte le proprie liste civiche. Quello è cambiare casacca, è trasformismo, ed è ciò che ha rappresentato la linfa per il consenso di Michele Emiliano, il quale del resto amava chiamarla “coalizione dei pugliesi” e non “coalizione del centrosinistra”. Emiliano non ha tessere di partito in tasca, mentre Decaro è un dirigente nazionale del Pd ed ha una storia profondamente radicata in quel partito. Credo che rimetterà le cose a posto.

Il quadro si è finalmente delineato nel campo largo, per quanto resti incerta la collocazione dei civici emilianisti, mentre nel fronte opposto è nebbia totale.

Secondo me uno degli effetti dell’emilianismo è la confusione, la nebbia in cui oggi si naviga nel centrodestra. In questi anni non c'è stata una vera opposizione, non hanno mai affondato perché comunque in qualche maniera Emiliano coinvolgeva il centrodestra. E’ un fatto negativo per la democrazia, perché avere una coalizione che sappia contrapporsi con forza rappresenta il sale della democrazia.

A che punto siete in Italia Viva rispetto alle candidature?

Noi abbiamo annunciato da tempo il nostro sostegno a Decaro, col quale ci stiamo confrontando per capire quale sia la maniera migliore per sostenerlo. Abbiamo candidati in tutte le province ma è da decidere come ci presenteremo alle urne.

Che ha pensato del veto decariano sulla candidatura di Emiliano, che l’ha fatta venir meno provocando molto risentimento?

Penso che alla fine lo stesso Emiliano si sarebbe reso conto dell’inopportunità della propria candidatura. Sarebbe stato un unicum che un presidente uscente si ricandidasse al ruolo di consigliere regionale. Abbiamo condiviso questa impostazione data da Decaro e che il Pd ha fatto propria, credo che quando si calmeranno le acque tutti condivideranno questa scelta come la più saggia.

E rispetto al no di Decaro alla candidatura dell’indagato ex assessore CON Alessandro Delli Noci?

Non ho elementi per dire se sia stato giusto dirgli di non candidarsi. Però se il candidato presidente ha ritenuto che fosse la scelta più opportuna dobbiamo fidarci di lui e della sua scelta. Avrà avuto elementi di valutazione e di opportunità politica che noi non abbiamo.

Nella sua Vieste si va verso una sfida all’ultimo voto tra l’assessora civica Graziamaria Starace e, a quanto pare, la piddina Rossella Falcone. Come la vede?

E’ giusto che ogni partito faccia l'interesse della propria lista, cercando di mettere in campo i candidati più forti anche quando questo può essere un danno per il territorio. Ma è nelle cose: quando fui candidato al consiglio regionale col Pd, il nostro principale alleato – ovvero SEL - mise in campo un candidato locale forte, Antonio Giuffreda. Ci dividemmo le preferenze facendo il botto di voti come centrosinistra a Vieste. La politica è così, non possiamo prendercela sul piano personale. Se dovesse essere così e dovessero essere confermate le due candidate di Vieste, sicuramente la coalizione farebbe il pieno di voti in questa città. Sono due ottime candidate, entrambe di altissimo profilo.

Il presidente della Provincia e sindaco viestano Nobiletti spera che Decaro metta fine alla guerra dei consiglieri provinciali dem ed emilianisti contro di lui. E’ possibile? Ed è pensabile che il risultato delle regionali influisca sulla vicenda di Palazzo Dogana?

Ogni competizione ha una propria storia, non si può traslare il risultato delle regionali sulla vicenda dell'ente Provincia. Il mio professore di matematica, mio primo mentore politico, mi diceva che si affronta una battaglia alla volta. Rispetto all’intervento di Decaro tutto può essere, non si può oggi escludere una soluzione anziché un'altra. Può essere che Nobiletti abbia ragione, ma oggi prevedere che Decaro interverrà per appianare lo scontro in Provincia è come giocarsi numeri al lotto. Decaro ha ora interesse a ricevere il maggior risultato possibile sia dal fronte Nobiletti che da parte dei suoi oppositori in Provincia. Solo dopo le regionali si vedrà. Mi sembra ovvio che si tenterà una mediazione, quale risultato possa portare non lo sappiamo. Di sicuro nessuno può essere può obbligare qualcuno a fare qualcosa.

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