Fine del decennio Emiliano, cosa resta della classe dirigente di civici messa in piedi dal presidente uscente

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A poco più di due mesi dalle elezioni regionali pugliesi resta altissimo il distacco tra il campo largo progressista del mister 500mila voti Antonio Decaro - ex sindaco di Bari che potrebbe anche sfidare Elly Schlein per la segreteria nazionale del Pd nei prossimi anni - e quel centrodestra che fa ancora fatica a trovare un’alternativa forte, pur essendo al governo del Paese. Che il centrosinistra sia in vantaggio lo dicono anche i sondaggi che stanno circolando, come quello commissionato da Scenari Politici e realizzato da Winpoll, che ha fotografato il quadro politico pre-elettorale con uno specifico focus sul collegio di Bari, in vista delle regionali di novembre. Decaro è pronto a bissare il voto delle scorse elezioni amministrative a Bari, dove Vito Leccese si impose con il 70% dei voti al ballottaggio. Le interviste, realizzate tra il 9 e il 12 settembre su un campione di mille cittadini, lasciano pochi dubbi rispetto agli orientamenti elettorali nel confronto tra centrodestra e centrosinistra. Alla domanda diretta su chi voterebbero per la presidenza della Regione Puglia, il 70% degli intervistati ha indicato Antonio Decaro, mentre il candidato del centrodestra – indicato in Mauro D’Attis o altro nome ancora da definire – si fermerebbe al 30%. Certo si impone cautela, vista la mancanza ad oggi di un nome ufficiale da opporre all’europarlamentare. Resta però significativo che, tanto a Bari (76 a 24) quanto nella sua provincia (68 a 32), il consenso raccolto da Decaro mostri una tenuta trasversale. Quanto ai candidati consiglieri, in Capitanata arriva da Vieste l’ultima indiscrezione ghiottissima: stando ai rumors, dopo mesi di dubbi, l’ex vicesindaca e assessora al turismo Rossella Falcone avrebbe sciolto la riserva e deciso di accettare il pressing del Pd a scendere in campo direttamente. 

L’albergatrice, che siede da anni nel cda di AQP spa via Raffaele Piemontese, ruppe lo scorso anno col sindaco Giuseppe Nobiletti e l’assessora Graziamaria Starace. Da allora iniziò la guerra che sta paralizzando il consiglio provinciale, mossa dal vicepresidente della Regione a Nobiletti. Se Falcone sarà della partita sarà una sfida all’ultimo voto e ad altissima tensione nella città del Pizzomunno tra lei e Starace, ovvero tra Piemontese e Nobiletti.

Intanto la fine della lunga stagione emilianista impone una riflessione sulla classe dirigente che il governatore uscente lascia in eredità alla Capitanata. Come l’Attacco ha sempre raccontato sin dagli esordi di questa stagione, Emiliano ha avuto una incredibile capacità di intuire la crisi dei partiti, la loro perdita di rappresentatività e credibilità, e di costruirsi una impressionante rete di propri riferimenti in tutta la Puglia. Lo ha fatto aprendo al civismo, a mondi nuovi, a tutti coloro che si sentivano esclusi dai partiti e a chi voleva cambiare casacca abbandonando le insegne di provenienza (qualunque essere fossero). Ha così intercettato pezzi di società che hanno avuto in lui il riferimento.

Cosa resta oggi di questa operazione? Che qualità hanno coloro su cui Emiliano ha investito e cui ha dato ruoli e spazio? Non si tratta di numerose personalità, perché al centrosinistra – tra eletti e postazioni di sottogoverno – presente in provincia di Foggia bisogna togliere il feudo Pd del vicepresidente della Regione e assessore alla sanità Raffaele Piemontese.

Ci sono, poi, quelli che sono stati vicini ad Emiliano anni fa e che sono andata via, come l’ex assessore foggiano Leo di Gioia, che per una fase storica rappresentò il leader del civismo in Capitanata, l’alternativa ai dem. Distante dal presidente uscente appare oggi anche uno come Francesco Miglio, l’ex sindaco di San Severo ed ex presidente della Provincia che da mesi (come rivelato in anteprima su queste colonne) è indicato dai beninformati come uno dei possibili candidati in una delle due civiche decariane. Paiono lontanissimi i tempi in cui, per consentirgli di restare in aspettativa dalla magistratura, Miglio nominò l’amico Emiliano assessore alla legalità per alcuni mesi. Oggi si è riposizionato sul nuovo candidato presidente, al pari di molti altri e così come faranno inevitabilmente tutti i civici emilianisti di CON.

Nel decennio che si è concluso c’erano anche i tanti portatori di interessi che guardavano con attenzione al “gladiatore”, come l’imprenditore foggiano delle rinnovabili ed avvocato Giacomo Mescia, persona che, stando ai beninformati, è stata così legata ad Emiliano che quest’ultimo – apprezzandone l’intelligenza – non ha mancato di chiedergli consigli e di accettarne anche le critiche.

Chi è rimasto, oggi, riconducibile ad Emiliano risponde ai nomi di persone come l’avvocata Patrizia Lusi, la fedelissima foggiana che per lui lasciò il Pd entrando in CON venendo ripagata da bizzeffe di incarichi (presidente e commissaria di ASP Zaccagnino a San Nicandro Garganico e ASP dell’Addolorata a Foggia, componente del cda di Innovapuglia spa), e di Rosario Cusmai, coordinatore provinciale di CON ora alle prese con gli interrogativi sul futuro della civica e dei suoi candidati, tra cui figura anch’egli per la provincia daunia. C’è il cerignolano Pippo Liscio, che al seguito di Cusmai è arrivato alla corte di Emiliano ricevendo la nomina ad amministratore unico di Arca Capitanata, l’ex IACP di via Caggese. A San Severo sono stati finora emilianisti gli avvocati Gigi Damone e Raffaele Irmici, nominato dal vertice della Regione commissario della Casa di riposo Concetta Masselli, ex IPAB.

Nel Golfo sono entrati nella squadra del governatore uscente ex dem di primissimo calibro come l’ex consigliere regionale Franco Ognissanti e l’ex vicesindaco Salvatore Zingariello (non a caso approdato in Arca Capitanata). Senza dimenticare il due volte sindaco sipontino Angelo Riccardi, che per anni è stato – al pari di Cusmai – consigliere politico di Emiliano, dopo la fine dell’esperienza politica di amministratore ed eletto. Quel Riccardi anch’egli in cerca di riposizionamento adesso, tanto da aver incontrato di recente non solo Cusmai ma anche il presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti, che lavora dallo scorso anno ad una delle due liste civiche di Decaro, Prossima, dove candida l’assessora Starace.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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