“Non un’anticaglia. Non dei semplici riti. Le feste sono le occasioni che rendono un partito reale”. Con queste parole la premier Giorgia Meloni ha salutato i centristi dell’Udc nella due giorni romana al Palazzo dei Congressi, un appuntamento che ha segnato un momento di rilancio per la formazione guidata dal neosegretario nazionale Antonio De Poli e dal presidente Lorenzo Cesa. La fiera delle idee, come veniva chiamata negli anni d’oro delle Feste della Vela di Telese Terme sotto l’egida di Clemente Mastella e Pier Ferdinando Casini, ha confermato la natura popolare del partito, capace di richiamare amministratori locali, ex sindaci e dirigenti regionali in un clima di amicizia e di attesa per le mosse future. Non è mancato qualche ritorno di peso, come quello dell’ex Sindaco di Foggia Franco Landella, riapparso sulla scena politica dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose e le vicende giudiziarie ancora in corso. Accanto a lui, la cognata Michaela Di Donna, dirigente regionale Udc, presente con una nutrita delegazione di Capitanata composta da dieci delegati, tra cui Oronzo Orlando e Giulio Capobianco da Lucera. Una fotografia che ha dato il segno di come, nonostante le difficoltà, l’Udc resti un contenitore in grado di aggregare quadri locali e di mantenere un ruolo nelle dinamiche del centrodestra italiano. Sul piano politico nazionale, il nuovo corso tracciato da De Poli punta a ricostituire il partito, ridando voce a una tradizione centrista che potrebbe tornare utile nelle prossime competizioni regionali. In queste ore, il presidente Lorenzo Cesa è al lavoro per definire possibili intese: con la Lega o con Forza Italia, due strade aperte per garantire candidature Udc all’interno delle liste del centrodestra. Scelte che non sembrano più vincolate ai veti interni di figure come Gino Vitali e che, almeno sulla carta, restituiscono ai centristi la possibilità di incidere nel mosaico delle alleanze. Ma il nodo resta quello delle regionali pugliesi di fine novembre, dove l’Udc non presenterà una lista autonoma e dove le incognite sul candidato presidente del centrodestra bloccano ogni ragionamento sulle candidature. A chiarirlo, ai microfoni de l’Attacco, è stata proprio Michaela Di Donna, voce di punta dell’Udc in Puglia e figura sempre più accreditata negli equilibri locali del partito.
“In questo momento storico, sicuramente l’Udc non farà una propria lista per le elezioni regionali di fine novembre. A livello nazionale, però, i vari segretari delle diverse sezioni del partito stanno ragionando in un’ottica di alleanza con altre formazioni politiche del centrodestra. Io sto seguendo la vicenda da vicino, e posso dire che sicuramente si arriverà a un’alleanza strutturale con un partito di centrodestra per esprimere una candidatura alle prossime regionali in Puglia”, ha spiegato Di Donna.
La dirigente foggiana ha poi sgombrato il campo dalle voci che vedrebbero l’Udc già schierato accanto alla Lega: “Le questioni che ci vedono già nella Lega piuttosto che in un altro partito sono prive di fondamento, perché in questo momento non c’è ancora nulla di concreto in merito alle alleanze strutturali in vista delle regionali. In altre regioni, per esempio, i candidati dell’Udc correranno in quota Forza Italia e non Lega”.
Il vero ostacolo, sottolinea Di Donna, resta l’assenza di un nome condiviso per la presidenza della Regione Puglia: “Il problema della Regione Puglia sostanzialmente dipende dal fatto che ad oggi il centrodestra non ha ancora un candidato presidente. Ragionare di liste e candidature in assenza di un candidato presidente è come partire su una nave senza avere un capitano. Blocca qualsiasi ipotesi di qualsiasi natura. Non posso dichiarare in quale lista correrà l’Udc perché sono ancora in corso degli accordi nazionali, ma se non viene definita preventivamente la questione relativa al candidato presidente del centrodestra in Puglia è ovvio che tutto il resto non potrà avere una definizione”.
Una posizione netta, che Di Donna motiva con un richiamo alla concretezza: “Io sono abituata ad essere molto concreta. In politica non valgono solo le persone in quanto tali, ma valgono i progetti, che molto spesso devono essere ad ampio raggio. Anche avere un programma elettorale è fondamentale tanto quanto un candidato presidente per capire in che direzione andare”.
Una passione che, confessa, l’ha accompagnata da sempre: “Io sono da sempre un’appassionata di politica. La seguo da sempre, in prima fila o dietro le quinte: non è il ruolo che ci si gioca quello che fa la differenza, ma come si gioca. In questo momento non conosco la squadra, non conosco l’allenatore e non c’è ancora neanche un capitano. Quindi è tutto troppo aleatorio. Restiamo in attesa, ma il vero dato di fatto è che, mentre noi aspettiamo, il tempo scorre e diventa sempre più difficile trovare una quadra”.
Parole che restituiscono il quadro di un centrodestra pugliese ancora alla ricerca di un equilibrio e di una leadership, mentre il tempo stringe e la campagna elettorale incombe. Per l’Udc, il rebus resta aperto: correre con la Lega, con Forza Italia o trovare un’intesa diversa? Per ora, la sola certezza è che senza un candidato presidente non ci sarà partita, come ha ribadito Di Donna.
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