Patrizia Lusi si toglie sassolini dalla scarpa: “Incompiutezza personale, rapporti valgono più degli incarichi”

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A poco più di due mesi dalle elezioni regionali pugliesi, il quadro politico resta segnato da un forte squilibrio tra il campo largo progressista e il centrodestra. La ricostruzione pubblicata da l’Attacco nei giorni scorsi ha raccontato come Antonio Decaro parta con un vantaggio netto, certificato anche dai sondaggi commissionati da Scenari Politici e realizzati da Winpoll, e come la fine della lunga stagione emilianista stia lasciando in eredità una rete di relazioni e di candidature in cerca di collocazione. Decaro, ex Sindaco di Bari, oggi è indicato dal 70% degli intervistati come futuro presidente della Regione, contro un 30% del centrodestra, che deve ancora scegliere il proprio candidato tra Mauro D’Attis o altri nomi da definire. A Bari il consenso per il leader progressista sale al 76% contro il 24, mentre nella provincia il rapporto è 68 a 32. Numeri che richiamano l’ultima tornata amministrativa del capoluogo, quando Vito Leccese vinse con il 70% al ballottaggio. Il contesto politico descritto da l’Attacco riguarda da vicino la Capitanata, dove Michele Emiliano negli anni ha costruito una rete di fedelissimi e di riferimenti civici che oggi si stanno riposizionando. Nelle indiscrezioni circolate da Vieste spicca la figura dell’ex vicesindaca Rossella Falcone, che dopo mesi di incertezze avrebbe deciso di accettare la candidatura proposta dal Partito Democratico, aprendo un confronto diretto con l’assessora Graziamaria Starace, vicina al presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti. Una sfida che incrocia i destini del vicepresidente della Regione e assessore alla sanità Raffaele Piemontese e che si somma ai tanti movimenti in corso nel centrosinistra pugliese. Dentro questa cornice si inserisce lo sfogo social di Patrizia Lusi, figura che negli anni ha accompagnato la parabola emilianista con incarichi di rilievo e che oggi esprime pubblicamente un sentimento di amarezza. 

Su Facebook l’avvocata foggiana ha scritto: “È inutile. A distanza di anni, nonostante l’ansia da prestazione mi abbia portato a dare più del dovuto in condizioni di partenza fuori dall’ordinario, nonostante di fatto io sia stata lasciata dove sono nata senza un minimo di progressione, nonostante abbia prodotto risultati oggettivi e tangibili, si continua a trasmettere un messaggio sbagliato che sa di misoginia e patriarcato. Pace. Continuerò a lavorare a testa bassa, per obiettivi e per la mia terra senza farmi distrarre. Mi chiedo quale sia l’obiettivo. Far capire al nuovo che io sono legata al mondo da rottamare e altri, nonostante vicinanze strombazzate a tutto spiano negli anni, non lo sono? Signori, può sembrare strano, ma c’è chi di faccia ne ha solo una. Non smetterò mai di ringraziare chi mi ha dato la possibilità di nascere, così come sono perfettamente consapevole che lì sono nata e lì sono stata lasciata per dieci anni. E anche questa circostanza è sotto gli occhi di tutti. Sarò pesata solo per quello che ho fatto, dove ho potuto farlo. E se c’è chi scrive di come si combattono fenomeni che hanno governato per decenni determinati luoghi, c’è chi, come me, quei fenomeni li ha visti, riconosciuti e combattuti a mani nude quotidianamente, ogni giorno, con piccoli e grandi gesti (comprese denunce e senso di profonda solitudine e paura) in totale solitudine. Scriverò un libro prima o poi. Si scriva di questo, posso insegnare a tutti come si fa”. 

Parole che hanno immediatamente suscitato reazioni e che rendono evidente il disagio di chi si ritrova in una fase di transizione politica complessa. Interpellata da l’Attacco il giorno successivo, Lusi ha precisato la sua posizione. 

“In questa fase di campagna elettorale qualsiasi cosa venga detta può essere strumentalizzata e io non intendo assolutamente prestarmi a questo tipo di operazione. La realtà è quella descritta nel post, ma non mi va di aggiungere commenti a riguardo. Lo sfogo si riferisce a una personale incompiutezza, ma in questo periodo non è il caso di aggiungere altro, perché non sono abituata a fare polemica sui giornali. I rapporti personali tra me e chiunque abbia avuto a che fare con me in questi dieci anni vanno salvaguardati, perché valgono molto di più rispetto agli incarichi. Sono rapporti consolidati nel tempo, di stima, di affetto e di amicizia, che non devono assolutamente essere mischiati con altre cose”. 

Lo sfogo e le successive dichiarazioni si inseriscono dunque in una campagna elettorale che vede un centrosinistra avanti nei sondaggi ma anche attraversato da tensioni interne e da dinamiche locali che potrebbero incidere sugli equilibri futuri. 

La fine della stagione emilianista continua a produrre effetti e a sollevare domande sulla qualità della classe dirigente che il governatore uscente ha lasciato in eredità. Riuscirà Antonio Decaro a stemperare le tensioni generate da questo intreccio? E in che modo intende rapportarsi il leader del campo largo pugliese con le principali figure politiche che hanno caratterizzato il decennio di trasformismi targati Emiliano? Il nodo va sciolto rapidamente, per evitare che le incomprensioni possano compromettere il passo sereno di una campagna elettorale che si preannuncia decisamente in discesa. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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