Uno dei pochi temi che ancora riesce a compattare tutte le anime politiche di Palazzo San Domenico è quello dell’Energas. Tornato nel dibattito pubblico a seguito della convocazione – presso la Presidenza del Consiglio – della riunione di coordinamento, è stato affrontato mercoledì 17 settembre scorso dai rappresentanti della maggioranza di governo e anche da quelli dell’opposizione consiliare. Lunedì, a Roma, ci andranno il Sindaco Domenico la Marca con gli assessori Giovanni Mansueto e Rita Valentino; ci sarà un rappresentante della Regione Puglia, presumibilmente il consigliere sipontino Paolo Campo; sicuramente sarà già lì il concittadino onorevole forzista Giandiego Gatta. Durante l’incontro che si è tenuto nella sede del Comune di Manfredonia non ci sono state particolari tensioni e tutto è filato piuttosto liscio, tuttavia le inquietudini maggiori sono in seno alla maggioranza. La pace (armata) deve durare fino all’esito delle prossime elezioni regionali: questo è il diktat arrivato dall’alto. Ma nei giorni scorsi c’è stato un aspro confronto pubblico tra i Verdi e Molo 21. Colpa di un algoritmo, da quello che si è capito. Il consigliere comunale Alfredo De Luca, infatti, ha replicato ad una dichiarazione su Facebook della collega (di maggioranza) di Molo 21 Michela Quitadamo che, in realtà, era stata rilasciata più di due anni fa. “Colpisce che, forse non a caso, queste polemiche vengano sollevate alla vigilia delle elezioni regionali – la tesi di Molo 21 -, in un clima che sembra più orientato a generare visibilità personale che a tutelare realmente l’interesse della città. Ricordiamo che nessun tesserato di Molo21 è candidato a tali elezioni: la nostra azione è e resta slegata da qualsiasi logica elettorale o di opportunismo politico”. Certamente vero che nessun tesserato del predetto movimento civico è candidato, però è altrettanto vero che tutti si stanno impegnando per diventare portatori di voti a favore di qualcun altro. Che, per i civici che condividono il governo della città con il PD – compresi quelli di Molo 21 -, non è il consigliere democratico uscente Paolo Campo.
Piuttosto che lui, ci sono gruppetti che si affidano all’attuale vicepresidente regionale e collega democratico Raffaele Piemontese. Come è nel caso della consigliera comunale Antonietta D’Anzeris, eletta con Progetto Popolare. Nella sua lista ottenne più preferenze (430) dell’attuale assessora Sara Delle Rose (381) ed è motore pulsante del comitato provinciale UISP insieme a Orazio Falcone. Come lei, anche il consigliere comunale Daniele Spano si muove per perorare la causa di Raffaele Piemontese.
Il grosso di Progetto Popolare – seconda lista più votata alle scorse amministrative – va invece su Rosario Cusmai. È su di lui che confluiscono i voti copiosi dell’assessore Francesco Schiavone insieme a quelli quasi altrettanto copiosi di Gianpio Ognissanti. Sì, il giovane consigliere comunale naviga in direzione diversa rispetto a quella che pare abbia preso suo zio Franco Ognissanti. L’ex consigliere regionale e ex presidente di Gestione Tributi è dato già all’opera per sostenere la rielezione di Campo.
Non è una spaccatura - quella dentro Progetto Popolare -, quanto piuttosto una questione di convenienze: un colpo al cerchio e uno alla botte. Lo stesso discorso vale per Molo 21 che, a vedere e sentire Michele Iacoviello, sosterrà convintamente Piemontese. Si è sparsa rapidamente la voce, supportata anche da video, che il vicecampione di preferenze e presidente del Consiglio comunale non abbia più argomenti da settimane a questa via.
Meno chiaro, invece, l’orientamento del gruppo di Molo 21 che fa riferimento a Franco La Torre. L’ex vicesindaco di Paolo Campo è stato designato dal Comune di Manfredonia quale membro del Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale e, stando alla sensazione più diffusa, non ha motivo di creare tensioni interne alla maggioranza, perciò soddisferà la richiesta ricevuta e darà il suo apporto per l’amico democratico.
I cui antagonisti nel campo del centrosinistra sono rappresentati in ogni caso da Cusmai che, adesso, ha dalla sua anche l’intero gruppo di CON Manfredonia. I civici emilianisti sono da tempo divisi al loro interno ma, stavolta, sia chi fa riferimento all’assessora Maria Teresa Valente e sia chi preferisce seguire Maria D’Ambrosio (e suo padre Vittorio) ha scelto di convergere su Cusmai.
Ora come ora, all’uscente Campo restano fedeli gli assessori democratici che gli fanno riferimento – Cecilia Simone al Bilancio e Matteo Gentile allo Sviluppo Economico, con Rita Valentino all’Ambiente leggermente più defilata – e almeno 4 dei 5 eletti in Consiglio comunale: il capogruppo Raffaele Caputo, Paola Leone, Matteo Pacilli e Gino Castriotta.
Se il quadro nella sua città natale restasse quello attuale – che è lo stesso delle ultime settimane -, sarebbe davvero troppo poco perché Campo possa nutrire velleità fondate per tornare a Bari.
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