Piemontese pigliatutto nel PD e Campo cerca (ancora) alleati: “Unico con partito, deve fare gol a porta vuota”

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Dalla parte del centrodestra regionale pugliese, è noto che tutto è rimasto lungamente bloccato nell’attesa del candidato presidente unitario. Ma in quella del centrosinistra, invece, gli animi sono già caldi da settimane. In Capitanata, l’asso pigliatutto è Raffaele Piemontese. Ne sa qualcosa anche Paolo Campo che, come già raccontato su queste colonne, deve cercare almeno di limitare l’erosione di voti – a suo danno – dalla maggioranza di Palazzo San Domenico. Governare una città mette in una posizione di vantaggio rispetto alle forze dell’opposizione, però le anime civiche dell’Amministrazione sono schierate – nella quasi totalità – a favore di Piemontese. E Campo ha con sé gli uomini fidati del PD e qualche gruppetto. Tra i civici di centrosinistra, si è guadagnato l’apporto di Franco La Torre ma - nonostante il suo ex vicesindaco e assessore all’Urbanistica sia stato indicato dal Comune nel Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale -, non del gruppo Molo 21. Questi, infatti, sono molto più vicini a Piemontese e le lodi sperticate che il presidente del Consiglio comunale Michele Iacoviello ha rivolto in più occasioni all’attuale vicepresidente regionale sono orientamento diffuso nel gruppo. Nemmeno a Foggia, il consigliere regionale e capogruppo democratico Campo è fin qui riuscito ad allargare la sua platea. I consensi che sapranno portargli Gianluca Ruotolo e Tommaso Pasqua non sono nulla di nuovo, né lo sono quelli dell’ex presidente del Teatro Pubblico Pugliese Peppino D’Urso. 

Alle scorse elezioni regionali, il più suffragato era stato Piemontese dall’alto dei suoi 21.518 voti. Paolo Campo era arrivato a 4.299 preferenze – una metà nella sua Manfredonia -, mentre Teresa Cicolella ne aveva conseguiti poco meno: 4.020. 

“Nel 2020, non c’era il PD ad amministrare il Comune di Manfredonia. Perciò, adesso che sono lì già da un po', quei voti dovrebbero essere ancora di più. O no?”, la domanda provocatoria che rivolge uno spirito libero del centrosinistra.  

“Comunque, loro del PD sono bravi a infangare gli avversari, piuttosto che guadagnarsi la stima dei cittadini realizzando qualcosa di tangibile durante il proprio governo – aggiunge la fonte a l’Attacco -. Faccio l’esempio di quello che è stato per Elena Gentile, costretta a candidarsi fuori dal PD. Faccio l’esempio di Angelo Riccardi, che si stava accreditando con l’allora ministro Raffaele Fitto ma gli hanno incredibilmente messo i bastoni tra le ruote pure lì. E faccio l’ultimo esempio di questi ultimi giorni, che è quello del consigliere comunale civico Libero Palumbo. Lui dovrebbe essere in una lista di Antonio Decaro ma pare che qualcuno lo abbia di fatto calunniato adombrando procedimenti giudiziari che starebbero per piovergli addosso. Morale: la candidatura è bloccata”. 

A Torremaggiore, c’è Enzo Quaranta che è dato col vento in poppa. Stando alle voci di corridoio, lui conta di poter conseguire almeno 3.000 preferenze nella sua città natale. Tuttavia i dubbi di alcuni osservatori si concentrano sul bottino che potrà conseguire nel resto della provincia. Sarà quello a valere o meno l’elezione, che sarebbe comunque a sorpresa.

Il ticket di ferro tra Piemontese e Rossella Falcone non può essere la garanzia, per quest’ultima, di risultare seconda tra gli eletti. Questa è la sensazione che la fonte del centrosinistra affida a l’Attacco. 

“Potrebbe essere che Piemontese non schiacci troppo sull’acceleratore per Falcone, lasciando di fatto qualche margine in più a Campo. Falcone risulterebbe comunque terza e, con l’introduzione del consigliere supplente, anche questo potrebbe essere un risultato positivo”.

Oltre al PD, soltanto i Verdi di Capitanata scenderanno in campo con un candidato sipontino. È una candidata, per l’esattezza: l’avvocata ed ex assessora comunale all’Ambiente Innocenza Starace. “Una valida professionista e una persona su cui non potrei avere nulla da dire – la chiosa -, ma non ha peso elettorale e, forse, la sua candidatura è soprattutto di servizio. Visto la struttura di partito che comunque lo accompagna, si può dire che a Manfredonia c’è un solo candidato: Paolo Campo. Deve solo mettere la palla in porta: una porta vuota”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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