Il Centro Congressi, gremito di candidati, amministratori locali, rappresentanti politici e istituzionali, esponenti della società civile e numerosi sindaci, ha accolto Lobuono con un lungo applauso. Sul palco, a suggellare l’unità della coalizione, i senatori Maurizio Gasparri per Forza Italia, Claudio Durigon per la Lega e Lucio Malan per Fratelli d’Italia, insieme all’onorevole Alessandro Colucci per Noi Moderati. Dalle parole di Gasparri l’annuncio di “una grande manifestazione nel segno di un centrodestra unito, il 10 novembre, sempre a Bari, con la premier Giorgia Meloni e tutti i leader della coalizione”. Un messaggio di compattezza e rilancio, in una fase in cui la coalizione punta su Lobuono come figura “super partes”, credibile per i moderati e radicata nel territorio. Non ha usato mezzi termini, il coordinatore regionale di Forza Italia, Mauro D’Attis, che ha attaccato frontalmente la coalizione di Antonio Decaro: “Quella di Decaro è una coalizione a trazione comunista. Tra Conte e Vendola hanno esiliato la parte moderata e bloccato la crescita della Puglia”. E ancora: “Noi siamo nel luogo simbolo della differenza tra noi e loro. Lobuono, da presidente, portò la Fiera del Levante al massimo splendore; loro l’hanno distrutta. Ecco la differenza tra chi costruisce e chi smantella”. Parole accolte con applausi e cori d’incoraggiamento, a conferma di una platea che ritrova nello scontro identitario la propria cifra politica. Sul fronte leghista, Claudio Durigon, vicesegretario del partito e sottosegretario al Lavoro, ha ribadito l’obiettivo di una “filiera Governo-Regione” capace di restituire efficienza alla Puglia. “La sinistra ha dimenticato i cittadini. Noi vogliamo riportare la Regione dentro la filiera nazionale dell’efficienza e della concretezza”, ha dichiarato. Sulla stessa linea l’on. Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, che ha confermato la visita della premier: “Giorgia Meloni sarà a Bari il 10 novembre per sostenere Lobuono. È la prova che la nostra è una coalizione unita e determinata”. Un messaggio politico chiaro, che segna la volontà di rilanciare il progetto pugliese del centrodestra come laboratorio di sintesi tra le anime della maggioranza nazionale. A chiudere i lavori è stato lo stesso candidato Presidente Luigi Lobuono, che ha posto al centro il ruolo dei cittadini-elettori: “Se sono soddisfatti della sanità, del lavoro, delle campagne. Se non lo sono, come credo, vorranno cambiare. E noi siamo pronti a ribaltare un risultato che non è affatto scontato”. Una storia, quella delle Regionali pugliesi, “tutt’altro che scritta”, ha puntualizzato il candidato, per nulla rassegnato a previsioni sfavorevoli.
Dietro la vetrina dell’entusiasmo restano però due questioni aperte.
La prima riguarda la mancata ammissione della lista di Forza Italia nella circoscrizione di Foggia, esclusa per un vizio di autenticazione. Un colpo pesante per gli azzurri, che nella Capitanata contavano su un radicamento storico e un pacchetto di voti determinante. Fonti interne lasciano trapelare fiducia in una possibile soluzione tecnica o politica già nelle prossime ore.
La seconda grana è barese e coinvolge la consigliera metropolitana Raffaella Casamassima, inizialmente candidata per Fratelli d’Italia e poi esclusa alla vigilia del deposito delle liste. “Mi hanno detto che ero in lista fino a poche ore prima”, ha scritto sui social, parlando di “stupore e amarezza”. Un caso che ha creato più di un malumore interno, tanto da costringere i vertici regionali del partito a ribadire la “piena regolarità delle scelte”.
Lobuono, da parte sua, ha scelto la linea della prudenza: “Non sono entrato nelle dinamiche interne dei partiti. La mia figura è super partes e voglio restare garante di tutti coloro che credono nel cambiamento”, Una presa di distanza che conferma la sua strategia di equilibrio, tesa a evitare che le tensioni interne intacchino l’immagine di compattezza della coalizione.
Le intese, però, si giocano anche dietro le quinte. In quello spazio riservato agli addetti ai lavori, dove si stringono accordi, alleanze e strategie lontano dalle luci della ribalta, resta tema di riflessione la vicenda di Stefano Lacatena, ex assessore regionale e figura storica di Forza Italia. Un caso ormai archiviato sul piano elettorale, ma che nel partito azzurro viene ricordato come monito alla “disciplina di squadra” e alla necessità di tenere unita la base.
Un pacchetto di voti importante, quello legato al consigliere uscente con delega all’urbanistica, che — se convogliato nella “giusta direzione” — potrebbe comunque rafforzare il campo del centrodestra e, come osservano in Forza Italia, “riparare ai vecchi torti” di un passaggio alla corte di Emiliano che non è mai stato del tutto digerito dal coordinatore regionale Mauro D’Attis.
La sfida con Decaro è aperta, ma la sensazione è che, al di là delle liste e dei ricorsi, il centrodestra abbia finalmente trovato la sua narrazione: quella della “svolta giusta”, un ritorno alla politica come responsabilità e visione. E come ha detto Lobuono, salutando la platea: “Le liste passano, ma la voglia di cambiare la Puglia resta. E quella, credetemi, non si cancella con un timbro sbagliato”.
(Mary Vergura - l’Attacco)
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