Guerra dei nastri, a destra e sinistra zero programmi: solo inaugurazioni di comitati, social e storytelling

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Altro che programmi, idee, visioni. In Puglia, a tre settimane dalle regionali del 23 e 24 novembre, la vera battaglia politica non si gioca nei documenti programmatici – che nessuno ha ancora visto – ma tra un comitato elettorale e un post sui social. È la guerra dei nastri, dove i candidati sfidano il tempo, la geografia e perfino il buon senso per inaugurare più sedi possibili. Una volta si diceva: la politica è fatta nei mercati e nelle piazze. Oggi, invece, si fa nei locali affittati per tre settimane, arredati con palloncini, poster formato A0 e, naturalmente, un tavolino con taralli e prosecco. È la nuova forma di partecipazione. Chi apre più comitati, vince. O almeno dà l’impressione di essere in vantaggio. A destra, la corsa è frenetica. Fratelli d’Italia, che rischia di eleggere un solo consigliere nella provincia di Foggia, sembra vivere la tensione come una maratona a tappe. De Leonardis da una parte, Gatta dall’altra, a contendersi più chiavi possibili di più serrande possibili. A Manfredonia, Celenza, Lucera, Orta Nova. Un comitato per ogni caffè bevuto. Si racconta che i due, per evitare sovrapposizioni, abbiano ormai un calendario condiviso su Google. De Leonardis, consigliere uscente, non vuole mollare la poltrona. Gatta, ex presidente della Provincia, scalpita. Entrambi parlano di territorio, identità e valori. Ma nessuno spiega esattamente quali. D’altronde, nessuno - a destra come a sinistra - ha ancora presentato un programma elettorale. Forza Italia è invece fedele al suo stile sobrio. Un solo comitato, ma di peso. Quello di Paolo Dell’Erba, che da Foggia ad Apricena passa le serate a ricordare di essere uno dei pochi rimasti coerenti. C’è chi dice che sia vero. C’è chi dice che sia soltanto l’unico rimasto. Poi c’è la Lega, che in Capitanata ha più candidati che gazebo. Joseph Splendido e Napoleone Cera si contendono il seggio unico come due cowboy nel deserto. Entrambi uscenti, entrambi radicati sul territorio, entrambi immortalati davanti a una saracinesca appena aperta con il classico sorriso da abbiamo appena inaugurato, ma tra una settimana chiudiamo. 

Sul fronte opposto, il centrosinistra di Antonio Decaro, già dato per favoritissimo, vive la campagna elettorale come un lungo tour estivo di Vasco Rossi. Tappe, abbracci, selfie e coriandoli. Programmi? Non pervenuti. Ma a giudicare dal numero di comitati, Decaro potrebbe fondare una nuova provincia. 

Il re incontrastato delle inaugurazioni resta Raffaele Piemontese, vicepresidente uscente e assessore alla sanità, che tra Foggia, Manfredonia e Monte Sant’Angelo si muove come una rockstar. Nel 2020 prese oltre 21mila voti. Stavolta punta a 30mila. E per farli, inaugura ovunque. C’è chi giura che abbia aperto un comitato anche nel garage di un amico per sicurezza. 

Rosa Barone del Movimento 5 Stelle, ex assessora al welfare, ha scelto di prendersela con calma. Dopodomani a Foggia, come se fosse un appuntamento dal parrucchiere. D’altronde il Movimento non corre, fluttua. E un seggio, dicono, dovrebbe scattare comunque. Antonio de Sabato, dei Verdi e Sinistra, ha puntato tutto su Foggia e Lucera. Campagna pulita, ecologica e a basso impatto, anche nei toni. 

Gli altri, invece, consumano più nastri che carta per stampare programmi. Nella lista Decaro Presidente, l’entusiasmo è alle stelle. Graziamaria Starace - da Vieste a Troia - sembra avere un dono innato per la campagna elettorale. Francesco Miglio invece gioca in casa solo a San Severo. Lo storico socialista Giulio Scapato ha fatto una sola convention a Foggia, ma con 500 persone. 

Rosario Cusmai, il veterano degli emilianisti, in quota Per la Puglia, ha riempito il suo comitato di Foggia con oltre 200 facce, alcune note altre sconosciute. Ma in questa campagna elettorale tutto fa brodo, anche la gerarchia degli invitati. Nel frattempo, Nunzio Angiola e Sergio Clemente dei Popolari per Decaro si tengono in allenamento politico. Niente comitati, pochi selfie, molte ambizioni. Così, mentre gli elettori cercano ancora di capire chi prometta cosa, i candidati tagliano nastri come se non ci fosse un domani. 

A Foggia, ormai, è impossibile camminare senza inciampare in un cartellone con la faccia di qualcuno. Le inaugurazioni si moltiplicano. Una mattina a Manfredonia, un pomeriggio a Lucera, una sera a Orta Nova. Il tutto senza che nessuno abbia ancora pubblicato un programma su sanità, agricoltura o lavoro. Ma forse il vero programma è proprio questo: inaugurare, sorridere, postare. La politica, in fondo, è storytelling. E in Puglia, a quanto pare, l’unico racconto che funziona è quello dell’ennesimo nastro tagliato. Tra un prosecco e un applauso, la Regione si prepara così al voto. Nessuno sa cosa farà il prossimo presidente. Ma una cosa è certa: avrà un album fotografico di comitati da record.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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