Movimento 5 Stelle, Masucci e Santangelo insidiano Barone: corsa a tre per un solo seggio in Capitanata

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A poco più di due settimane dal voto per il rinnovo del Consiglio regionale della Puglia, il Movimento 5 Stelle in Capitanata vive una fase di intensa competizione interna. Dietro la facciata di unità e partecipazione che ha accompagnato negli ultimi giorni l’inaugurazione delle sedi elettorali di Rosa Barone e Stefano Santangelo a Foggia, si muove una dinamica politica complessa, fatta di equilibri, strategie territoriali e posizionamenti che riflettono le diverse anime del Movimento nel capoluogo e nei centri limitrofi. La lista pentastellata nella circoscrizione di Foggia, secondo le rilevazioni più recenti, si attesta intorno al 9% dei consensi. Una percentuale che, tradotta in termini di seggi, potrebbe valere un solo posto in Consiglio regionale. Una circostanza che rende la competizione interna particolarmente serrata. Il Movimento, in Capitanata, è ormai un microcosmo politico in cui convive la componente istituzionale guidata da Rosa Barone - consigliera regionale uscente ed ex assessora al Welfare nella Giunta Emiliano - e una nuova generazione di attivisti e amministratori locali che punta a raccogliere il voto d’opinione e quello giovanile. Santangelo si inserisce esattamente in questa seconda linea. Giovane, con un profilo civico e comunicativo, è sostenuto da un gruppo di amministratori che negli ultimi mesi ha cercato di ricompattare il fronte del M5S foggiano. Al suo fianco ci sono infatti il capogruppo in Consiglio comunale e consigliere provinciale Mario Dal Maso, il consigliere comunale Francesco Strippoli e, più defilati ma presenti, i consiglieri Giovanni Quarato e Francesco Salemme. Una rete locale che, pur non potendo contare su grandi numeri elettorali individuali, è radicata nei quartieri e nei comitati civici, e che può fare la differenza in una competizione proporzionale a soglia bassa come quella regionale. L’inaugurazione della sede di corso Cairoli, affollata e partecipata, è servita a Santangelo per accreditarsi come il candidato del rinnovamento interno, capace di parlare ai giovani e di proporre un’agenda centrata su trasparenza amministrativa e sviluppo locale. Ma dietro la narrazione generazionale si muove una strategia precisa, ovvero quella di intercettare quella fascia di elettorato pentastellato che negli ultimi anni ha mostrato stanchezza verso i volti più noti e istituzionalizzati del Movimento. 

Rosa Barone, che resta la candidata più accreditata per la riconferma, gode di un consenso consolidato nei settori moderati e professionali della città, e di una struttura politica solida costruita in anni di presenza costante sul territorio e in Giunta regionale. Tuttavia, la sua candidatura si muove oggi in uno scenario più competitivo rispetto al passato. La rete territoriale che la sosteneva si è in parte indebolita, e l’elettorato tradizionale del M5S appare più frammentato. 

A complicare ulteriormente il quadro, in provincia di Foggia scende in campo anche Angelo Masucci, leader dell’opposizione a San Severo, candidato civico ma inserito nella lista pentastellata. Masucci, figura conosciuta nel Nord della Capitanata, rappresenta l’ala più civica e indipendente del Movimento e punta a convogliare il consenso di chi non si riconosce pienamente nella linea di Barone ma neppure nel gruppo foggiano. La sua presenza potrebbe drenare voti preziosi proprio in quell’area di mezzo in cui si gioca il seggio unico del M5S. Dalla sua anche la sinergia con le candidate Giusy Albano e Laura Valentino. 

Il quadro che ne emerge è quello di una competizione a tre, dove il voto personale rischia di contare più dell’appartenenza di lista. Se Barone parte favorita grazie al peso dell’esperienza e alla visibilità regionale, Santangelo può contare su un fronte compatto nel capoluogo e sull’appoggio di amministratori che hanno mantenuto un rapporto diretto con l’elettorato locale. La sua campagna, costruita sull’ascolto e sulla partecipazione dal basso, mira a recuperare consensi tra i più giovani e tra quei cittadini delusi dalla politica tradizionale, nella convinzione che la mobilitazione civica possa tradursi in preferenze effettive. 

Un ruolo particolare lo gioca anche Simona Mendolicchio, assessora comunale ai Servizi sociali del Comune di Foggia, espressione del Movimento e da sempre vicina a Barone. La sua presenza all’inaugurazione della sede di Santangelo è stata interpretata da molti come un segnale di distensione, ma anche come la prova che il campo pentastellato foggiano si stia ricomponendo su basi più fluide, dove le alleanze personali contano quanto le linee politiche. 

Il rischio per il M5S è che questa pluralità si traduca in una dispersione del voto, soprattutto in un contesto in cui l’elettorato è sempre più mobile e il voto d’opinione può spostare equilibri decisivi. Tuttavia, la stessa competizione interna potrebbe avere un effetto collaterale positivo. Riaccendere l’attenzione verso un Movimento che, a livello regionale, ha conosciuto una fase di flessione dopo l’esperienza di governo con Emiliano. 

In Capitanata, dove il voto è spesso condizionato da reti personali e da dinamiche municipali, la partita del M5S si giocherà dunque sul filo delle preferenze. Barone resta la figura di riferimento, ma la crescita di Santangelo e il radicamento oltre San Severo di Masucci introducono un elemento di incertezza che rende la sfida più aperta che mai. 

Un segnale, forse, di una nuova stagione per il Movimento 5 Stelle. Meno verticale, più articolata e radicata nei territori, dove l’idea di partecipazione sembra tornare al centro della scena politica.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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