Potrebbe essere una settimana decisiva quella iniziata ieri per le sorti dell’amministrazione comunale di Foggia. Sono in programma per questi giorni, infatti, le consultazioni bilaterali che la Sindaca Marida Episcopo dovrà tenere singolarmente con ognuna delle forze politiche che compongono attualmente la sua maggioranza di governo, con un’agenda fitta di incontri uno a uno sul modello delle consultazioni che il Capo dello Stato avvia in caso di crisi di governo o di difficoltà nella formazione di una maggioranza. Quasi un piccolo Quirinale in salsa foggiana, insomma, fatto di ascolto separato delle richieste dei partiti, verifica dei numeri e tentativo di capire se esiste ancora, e in che termini, una maggioranza politica in grado di reggere, chi sta davvero dentro e a quali condizioni. Perché la fotografia dell’aula consiliare, da un mese a questa parte, è sempre la stessa: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Partito Socialista assenti, maggioranza spaccata, tensione evidente. Non più un incidente di percorso, ma un messaggio politico che rimanda a una verifica mai formalizzata eppure ormai sotto gli occhi di tutti. A ribadirlo senza giri di parole, in uno dei suoi tipici video, è stato sabato scorso il dem Italo Pontone.
“Per la seconda volta non si è presentato il 70% dei consiglieri di maggioranza”, ha ricordato, prima di affondare la stoccata ai due assessori piddini in carica, Davide Emanuele e Alice Amatore. “Cosa ci facciano in aula a rispondere in nome e per conto del partito e del gruppo consiliare ce lo siamo chiesti più volte anche noi”. Il nodo, per Pontone, è nei rapporti di forza mutati dopo le regionali, con il collasso di Con e Azione. “La geografia politica del Consiglio comunale è totalmente cambiata. Si cerca di ritardare questa verifica perché è evidente che dopo può succedere qualcosa di particolare”. E ancora. “Le poltrone cercano di difenderle quelle forze politiche che, dopo le regionali, non hanno più i numeri per mantenere i propri assessori, ma in politica valgono i numeri”.
La replica di Pasquale Ciruolo non si è fatta attendere. Il consigliere emilianista parla di un “maldestro tentativo di coprire le reali intenzioni” e di un “ritorno ai metodi della peggiore politica del passato”, richiama il rispetto istituzionale verso gli assessori della propria area e punta il dito contro chi cambia collocazione per poi distribuire giudizi, e cioè contro Antonio de Sabato, passato in maggioranza poco prima del voto regionale. Intanto, mentre le dichiarazioni dei protagonisti si rincorrono, la questione si sposta sul terreno concreto della nuova composizione della giunta. Episcopo continua a difendere strenuamente l’impianto complessivo, ma anche in lei cresce la consapevolezza che l’assetto attuale difficilmente potrà restare invariato. L’azzeramento evocato da qualcuno resta un’ipotesi suggestiva, più probabile invece un rimpasto mirato.
Oggi Con esprime Mimmo Di Molfetta allo Sport e Giulio De Santis alla Legalità, mentre Azione-Tempi Nuovi ha Daniela Patano a Polizia Locale e Personale e Lorenzo Frattarolo alle Attività Produttive. I socialisti, che fin dall’inizio della consiliatura chiedono un assessorato senza avere ottenuto spazi neppure nei cda delle partecipate, hanno rafforzato la loro posizione dopo l’elezione di Giulio Scapato in Regione e ora rivendicano apertamente un ingresso in giunta. C’è poi Alleanza Verdi Sinistra. A Foggia i rosso-verdi sono in Consiglio dalla scorsa estate, quando Antonio de Sabato, candidato Sindaco nel 2023 ed eletto all’opposizione con Progetto Concittadino, ha aderito ad Avs entrando nel campo largo. Alle regionali l’alleanza non ha raggiunto il 4% necessario per un seggio, ma in Puglia il neogovernatore Antonio Decaro ha comunque riconosciuto un assessorato regionale alla luce del suo peso crescente sul piano nazionale - oltre il 7% e sorpasso alla Lega di Matteo Salvini, segnata dall’uscita del generale Roberto Vannacci e dalla nascita di Futuro Nazionale -. Un precedente che legittima, almeno politicamente, un’aspirazione anche a Foggia, pur senza rivendicazioni esplicite.
La Sindaca, che finora non ha arretrato, sembra orientata a salvaguardare almeno Mimmo Di Molfetta, considerato tra gli assessori più efficaci in questi due anni. Le caselle in discussione sono altre - De Santis oppure Patano o Frattarolo - e l’operazione aprirebbe la strada a un socialista, con Mino Di Chiara in prima linea, e al terzo assessorato per il Pd. Nel Partito Democratico i quattro consiglieri restano al lineati al riferimento politico Raffaele Piemontese, che lascia spazio all’iniziativa personale ma mantiene il controllo della linea. Nel Movimento 5 Stelle il coordinatore provinciale Mario Furore si muove in un contesto più complesso, con posizioni interne non sempre coincidenti e qualche battuta pungente ricevuta dalla Sindaca durante riunioni tutt’altro che distese. La settimana delle consultazioni dirà se il mini-Quirinale foggiano produrrà una sintesi o certificherà la rottura. Se Episcopo accetterà di ridisegnare gli equilibri, la consiliatura potrà proseguire con un assetto diverso. Se la difesa dell’attuale giunta resterà totale, l’azzeramento evocato da Pontone o il ritorno alle urne, invocato dal centrodestra, potrebbero non essere più semplici suggestioni. E, a quel punto, la spaccatura diventerebbe insanabile.
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