Altro che maxi-rimpasto o addirittura azzeramento. Come vociferato a lungo nei corridoi di Palazzo di Città e non solo. Il primo giro di consultazioni del mini-Quirinale foggiano consegna una fotografia molto più complessa, tesa e articolata di quella evocata nelle ultime settimane. La Sindaca Marida Episcopo ha visto Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Partito Socialista, cioè i due azionisti di maggioranza e il socio più irrequieto, e da quegli incontri è emersa una linea che, in buona sostanza, conferma quanto anticipato su queste colonne. Se da un lato smentisce l’ipotesi di maxi-rimpasto, infatti, dall’altro certifica che l’assetto attuale non è più intoccabile, neppure nelle intenzioni della prima cittadina. Pd e M5S hanno posto sul tavolo il tema della nuova geografia politica del campo largo progressista dopo le regionali, lo stesso argomento che aveva fatto da sfondo alle assenze in aula raccontate nei giorni scorsi. Nessuna richiesta formale di nuove poltrone, oltre alle due già in dotazione, da parte di dem e contiani, ma un’insistenza chiara sullo spacchettamento delle deleghe dell’ingegnere Pino Galasso, uomo di fiducia di Antonio Decaro, titolare di Urbanistica e Lavori Pubblici. Un ridimensionamento politico prima ancora che tecnico, perché Galasso era entrato in giunta con la nomea di super-assessore e oggi viene considerato un facilitatore sovradimensionato rispetto agli equilibri interni. La riunione con piddini e pentastellati avrebbe mantenuto toni distesi, dunque. Ben diverso, invece, il clima con Mino Di Chiara. Con il consigliere socialista, infatti, sarebbero volati strali e stracci, con scambi durissimi. I craxiani chiedono da inizio consiliatura un assessorato, non hanno ottenuto spazi neppure nei cda delle partecipate e ritengono che, dopo l’elezione in Regione dell’avvocato Giulio Scapato, la loro posizione sia matura per un ruolo in giunta. Episcopo, però, non intende cedere. Da qui lo scontro.
In questi giorni i bilaterali della Sindaca proseguiranno con Alleanza Verdi Sinistra, Azione-Tempi Nuovi e con i decariani di Prossima. Quest’ultimo neonato movimento, riconducibile direttamente al nuovo governatore regionale, fa capo in Capitanata al Sindaco di Vieste e presidente provinciale Giuseppe Nobiletti, che ha contribuito all’elezione in Regione della sua ex assessora, oggi consigliera, Graziamaria Starace, poi destinataria dell’assessorato al Turismo. I rapporti tra Nobiletti ed Episcopo sono molto tesi almeno da settembre, e cioè da quando, in un’intervista a l’Attacco, il presidente della Provincia mise in discussione l’andamento dell’amministrazione foggiana e gli equilibri interni al laboratorio politico locale del campo largo. Frattura che si è poi allargata successivamente, in occasione della partita per la governance dell’Asi, conclusa con la riconferma a presidente dell’attuale Sindaco di Accadia, Agostino De Paolis. Durante uno degli incontri con i partiti, a proposito dell’ipotesi di inserire in giunta il consigliere Antonello Di Paola, espressione di Prossima, la Sindaca avrebbe detto che Decaro neppure lo conosce e che è solo Nobiletti a volerlo dentro.
Sul piano amministrativo, Episcopo sembra essere maggiormente disposta a concedere qualcosa. C’è apertura sull’avvicendamento dirigenziale, e in particolare sulla richiesta del M5S di ruotare la dirigente ai Servizi Sociali, Sara Croce, da tempo in rotta con l’assessora contiana al ramo, Simona Mendolicchio. La Sindaca, addirittura, sarebbe propensa persino alla sostituzione del suo capo di gabinetto, il fedelissimo Giuseppe Marchitelli. Sarebbe invece saltata definitivamente l’ipotesi di vedere Carlo Dicesare in veste di city-manager dell’ente. Primi segnali di disponibilità sulla partita relativa alla tecnostruttura, dunque. Mentre sul secondo fronte, quello più caldo, che riguarda la nuova composizione dell’esecutivo, la chiusura resta forte. Le caselle in discussione sono quelle di sempre, ovvero quelle dei calendiani di Azione-Tempi Nuovi: Daniela Patano, assessora a Polizia Locale e Personale, e Lorenzo Frattarolo, alle Attività Produttive. Entrambi espressione del partito guidato, in Capitanata, dall’ex consigliere regionale Sergio Clemente, che a novembre ha mancato la riconferma a Bari.
Una delle soluzioni più accreditate per sciogliere i nodi della crisi sarebbe infatti quella di sostituire uno dei due, o entrambi, per inserire in giunta Mino Di Chiara per il Psi e Antonello Di Paola per Prossima, accontentando così socialisti e decariani. Contestualmente, si procederebbe allo spacchettamento delle deleghe di Galasso, ridimensionandolo come chiedono Pd e M5S. I pentastellati, inoltre, verrebbero soddisfatti anche con il cambio di Croce ai Sociali. Un’operazione che riequilibrerebbe in parte il quadro politico. Contiani e dem otterrebbero il ridimensionamento del super assessore, i socialisti la rappresentanza richiesta, Nobiletti e Decaro un posto per la propria area. Azione, dal canto suo, avrebbe poco da eccepire, visto il mancato ritorno di Clemente in Regione. Eppure la Sindaca continua a difendere con i denti l’attuale impianto, e in particolare i suoi assessori, compresi Patano e Frattarolo. Diversa la posizione di Con. Dopo il ridimensionamento regionale seguito alla fine dell’era di Michele Emiliano, il partito dell’ex governatore, che a tutti i livelli vive una evidente diaspora, in città continua a muoversi in modo compatto. Questo potrebbe consentire a Episcopo di mantenere il pupillo Mimmo Di Molfetta e persino Giulio De Santis in giunta senza scossoni.
Il problema, però, sono i numeri. Senza i socialisti, che a livello nazionale sono strutturalmente parte del campo largo ma che a Foggia potrebbero decidere di passare all’opposizione nel caso in cui non dovessero ottenere un posto nell’esecutivo, la maggioranza si attesterebbe a diciassette consiglieri: quattro del Pd, Lino Dell’Aquila, Italo Pontone, Annarita Palmieri e Mario Cagiano; quattro del M5S, Mario Dal Maso, Giovanni Quarato, Francesco Strippoli e Francesco Salemme; tre di Con, Achille Capozzi, Pasquale Ciruolo e Antonello Rizzi; Paolo Frattulino di Azione-Tempi Nuovi; Antonello Di Paola, Prossima, e Giuseppe Mancini del Gruppo Misto; Nicola Formica e Benedetto Buenza di Insieme Per Foggia; e Antonio de Sabato di Avs. Il numero minimo per governare. Basterebbe un’assenza momentanea per far saltare il banco. È su questo crinale che si consuma la scelta politica di Episcopo. Salvaguardare gli assessori di Azione, partito il cui leader nazionale ammicca platealmente al centrodestra e prende le distanze dal campo largo, oppure consolidare l’alleanza con i socialisti, strutturali nello schema progressista anche in vista delle politiche del 2027.
La domanda che, a questo punto, attraversa la maggioranza resta sospesa: quale pressione esercita ancora Clemente sulla Sindaca, dopo la debacle elettorale, per giustificare una linea così rigida? Quale asso nella manica ha l’ex consigliere regionale? La postura della prima cittadina, da dirigente scolastica attenta al controllo dell’istituzione, sta progressivamente evolvendo in senso più politico e incline al compromesso sul piano tecnico, ma ancora resistente sul piano degli equilibri di giunta. Le prossime ore diranno se la difesa dell’impianto attuale sia una tattica per alzare il prezzo della trattativa o una scelta definitiva. In questo secondo caso, la crisi che finora si è manifestata con assenze e messaggi incrociati potrebbe tradursi in una verifica formale dai contorni imprevedibili.
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