Centrodestra da rottamare, Di Lernia: "L'Attacco ha scritto ciò che pensiamo in tanti, la tragedia siamo noi"

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Ridda di reazioni dopo l’approfondimento de l’Attacco sugli insuccessi del centrodestra di Capitanata e i tanti che meriterebbero di essere rottamati.  “Leggo l’ennesimo articolo costruito per etichettare, non per capire”, lo sfogo social del consigliere regionale di Forza Italia Napoleone Cera. “Mi contestano una cosa precisa: il rapporto vero con la mia terra. Io posso aver cambiato sigla, ma non ho mai cambiato parte: sono sempre rimasto dalla parte della Capitanata e della sua gente. Le sigle passano, il territorio resta. C’è chi misura la politica dai congressi, dalle correnti e dai palazzi. Io la misuro dai problemi veri: sanità, lavoro, agricoltura, imprese, strade, servizi. I voti non sono sopravvivenza. I voti sono fiducia. Mi attaccano per il consenso sul territorio”. Lunga l’analisi di Claudio Di Lernia, commissario provinciale di Puglia Popolare: “Noi, in Capitanata, siamo la più grande tragedia della nostra epoca. In politica, il problema non sono i corrotti: quelli sono prevedibili, identificabili nella loro ignominia. Non sono i traditori al potere: quelli fanno il loro mestiere, al servizio di chi li comanda. La vera tragedia siamo noi, Il popolo che scrolla le spalle, che cambia canale, che si volta dall’altra parte. Poi ci stupiamo quando la realtà bussa alla nostra porta. Con l’articolo de l’Attacco, dove si vuole “rottamare” una classe politica del centrodestra, bisogna guardare alla parola democrazia che certi politici hanno brillantemente spiegato, poi piegato e rimesso al proprio posto come se nulla fosse accaduto. Il problema sono i silenzi di questi politici .Vedete, questi signori, travestiti da democratici, ci hanno venduto e decantato le virtù di un mercato fintamente potente, capace di restituire ad ognuno secondo i propri desideri. Quando invece hanno creato maggiori danni al nostro Paese.

Questa classe politica ci ha creato un nemico da odiare che tu sia di destra o di sinistra un mostro da temere, per evitare che noi alzassimo gli occhi e vedessimo chi ci inganna. Molti hanno taciuto per non essere giudicati. Questo è il livello a cui siamo stati ridotti, avere paura di ciò che si pensa nel nostro Paese, nel nostro territorio. Basta vedere come il costo della vita sia diventato uno schiaffo quotidiano. Mentre questi signori  non pensano ai nostri stipendi, alle nostre pensioni, che siamo stati ridotti a qualcosa di mortificante, insufficiente a vivere con dignità. siamo permetterci di accendere il riscaldamento. Molti hanno protestato, borbottato, urlato, manifestato, ma poi, alle elezioni, hanno votato sempre le stesse persone. Ecco il colmo dei colmi. Una certa classe politica non è soltanto incompetente, incompetente, sarebbe perdonabile. No. Questa classe politica è sorda per scelta, cieca per convenienza, inetta per vocazione. E soprattutto, se ne fotte altamente degli interessi dei cittadini. Non è distrazione, non è incapacità, è indifferenza, é il cinismo freddo di chi sa esattamente cosa sta facendo e lo fa lo stesso. E il brutto è che molti  continuano a dargli il voto, con lo stesso cuore con cui si fidano di chi li ha traditi già mille volte”.

“Questa classe politica si mette sui social per distrarci, non certamente per illuminarci”, continua Di Lernia.  “Poi, attenzione alla disperazione economica di imprenditori, di padri di famiglia e di ragazzi senza futuro. Queste persone chiedono giustizia e noi saremo al loro fianco, Io non posso e non voglio stare a guardare. Ci sono politici che hanno costruito  questa una iniqua fortuna grazie al Rosatellum. Noi non possiamo  restare passivi e  sopportare chi ci vuole manovrare non dobbiamo arrenderci, altrimenti si è complici. A voi che avete scelto la fatica della verità invece che il conforto della menzogna, vi esorto a reagire, fattivamente, democraticamente, con la forza della vostra presenza civile e della condivisione. Non con la violenza, che è l’ultima arma dei disperati. Bisogna reagire senza se e senza ma, senza chiedere permesso.

Perché non si tratta di politica nel senso piccolo e stanco che questa parola ha assunto,si tratta del futuro dei nostri figli, delle generazioni che verranno. Non in un territorio svuotato di identità, dove il lavoro non paga, la salute è un privilegio e dire la verità è diventato quasi un reato. Il futuro dipende da noi,da voi. Sono tutti da rottamare,lo scrive l’Attacco e dice quello che pensano in tanti. Io non mi scandalizzo la gente ha ragione ad essere arrabbiata. Ma noi non rispondiamo con altra rabbia. Rispondiamo con il civismo. Non siamo un partito. Siamo cittadini. Puglia Popolare è un movimento civico, popolare, riformista non abbiamo tessere da distribuire. Non siamo contro nessuno, siamo per il cittadino. Puglia Popolare non chiede il voto contro qualcuno. Siamo un movimento civico e i movimenti civici non hanno avversari. Hanno solo cittadini da servire”, conclude.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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