San Severo, la risposta alle accuse di dell’Oglio: “Colangelo caduta perché non c’era più maggioranza coesa”

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“Leggiamo, senza  stupore, l’ennesimo tentativo di trasformare una crisi politica, evidente e conclamata, in una sorta di complotto orchestrato da chi, fino all’ultimo, ha cercato di salvaguardare la dignità delle istituzioni. Quando la politica non riesce a spiegare il proprio fallimento, spesso cerca rifugio nelle false insinuazioni e false rappresentazioni dei fatti”, scrivono gli ormai ex consiglieri comunali di San Severo Alfredo Tardio, Ciro Matarante, Marianna Orlando e Ilaria D’Antuono in risposta alle dichiarazioni di Armando dell’Oglio.

“La Colangelo, anziché fare un pò di autocritica e assumersi le proprie responsabilità, tende artatamente a spostarle le proprie colpe sugli altri: segno evidente di  inadeguatezza politica. La verità è molto più semplice. Questa amministrazione non è assolutamente caduta per un accapo di urbanistica, come maldestramente sostenuto dalla Colangelo nella lettera di ieri e da Dell’ Oglio, oggi. La prova è evidente ed è documentata dalle riprese del Consiglio Comunale del 28 maggio 2026 dove, per la seconda volta, la massima assise ha visto l’assenza della Giunta, segno evidente di una crisi aperta e conclamata ormai da troppo tempo”.

“All’apertura della discussione ed ancor  prima della votazione, proprio per evitare strumentalizzazioni di qualsiasi tipo, abbiamo dichiarato di non essere più parte della maggioranza - indipendentemente dall’approvazione o meno dell’accapo relativo all’urbanistica - nonostante nel frattempo venivano offerte e garantite cariche assessorili”.

“La verità è che questa amministrazione è caduta perché da mesi non esisteva più una maggioranza politica coesa, a causa di tensioni interne ormai insanabili; l’acredine personale di alcuni soggetti aveva preso il sopravvento sull’interesse generale. Era palese agli occhi di tutti che i consiglieri di maggioranza nemmeno si salutassero per strada. Chi oggi cerca di individuare nel singolo provvedimento la causa della crisi confonde il detonatore con l’esplosivo”.

“L’incapacità e l’inadeguatezza politica del Primo Cittadino e dei suoi "consiglieri",  con decenni di esperienza politica, nel guidare la macchina amministrativa sono sotto gli occhi di tutti: innumerevoli defenestrazioni dettate da veti incrociati, azzeramenti di giunta e immobilismo politico oltre che amministrativo. Il clima era quello di una faida medievale. Ma soprattutto abbiamo detto basta alle contraddizioni del Sindaco; l’ultima? Ieri ha scritto una lettera piena di illazioni e suggestioni sull’accapo dell’urbanistica, mentre il giorno successivo all’ultimo Consiglio comunale, attraverso un comunicato stampa, si dichiarava disponibile ad approvare il progetto del noto fast food perché ritenuto utile alla collettività. Questo comportamento ondivago e opportunista non ha fatto altro che intorbidire ulteriormente gli animi e aggravare le tensioni. A maggior ragione se si pensa che tutte le cartelline di urbanistica erano state portate in una riunione di maggioranza chiedendo di portarle nei consigli comunali successivi”. 

“La politica non può trasformarsi in un tribunale mediatico fondato sul sospetto, soltanto per costruirsi il ruolo della vittima. Le uniche vittime sono i cittadini, costretti ad assistere a teatrini indegni. Il vero tradimento sarebbe stato restare aggrappati alle poltrone fingendo che tutto andasse bene. Noi abbiamo scelto di ridare la parola ai cittadini, non di pascolare a Palazzo Celestini”.

“I numeri parlano chiaro: una maggioranza che perde i propri consiglieri, che non riesce più a garantire stabilità e che vive in uno stato di conflitto permanente ha già perso la propria legittimazione politica, ben prima del voto finale”.

“La città dovrebbe invece conoscere il documento che i consiglieri di Fratelli d’Italia, Prima San Severo e Alternativa Civica hanno firmato tramite i rispettivi capigruppo, meno di un mese fa, minacciando politicamente il Sindaco di «interrompere l’esperienza politica». Nel decalogo del "buon sindaco" erano compresi anche gli atti rientranti nella sua ESCLUSIVA competenza e sui quali la stessa maggioranza si era già espressa in precedenza. Dovrebbero spiegare perché quel “ricatto”, messo per iscritto e protocollato, sia più corretto della sfiducia dei 13. Sono queste le ipocrisie che abbiamo deciso di recidere”.

San Severo merita molto di più di accuse reciproche, sospetti e regolamenti di conti. Merita una classe dirigente capace di assumersi le proprie responsabilità e un Sindaco che sappia esercitare il proprio ruolo con fermezza, anziché comportarsi come una banderuola nel tentativo di sopravvivere politicamente, tradendo chiunque lungo il percorso. Noi lo abbiamo fatto. Altri, invece, continuano ancora oggi a cercare colpevoli pur di non ammettere i propri errori”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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