Europa Verde: “Fermare DDL sulla caccia. È un attacco a biodiversità, Costituzione e diritto europeo”

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Europa Verde esprime netta contrarietà al Disegno di legge 1552 sulla caccia, definito un vero e proprio provvedimento “sparatutto”, che rischia di smantellare tutele fondamentali per la fauna selvatica e per l’ambiente. Tra i punti più gravi vi è la cancellazione del limite massimo del 10 febbraio per la chiusura della stagione venatoria, con la possibilità di estendere l’abbattimento degli uccelli in una fase biologica delicatissima: la migrazione preriproduttiva verso i luoghi di nidificazione.

“Eliminare il limite del 10 febbraio significa esporre gli uccelli migratori a una pressione venatoria inaccettabile proprio nel momento in cui devono riprodursi e garantire la sopravvivenza delle specie”, dichiara l’avv. Innocenza Starace, portavoce provinciale di Europa Verde.

Europa Verde ricorda che la tutela della migrazione preriproduttiva è prevista dalla Direttiva Uccelli e che l’Italia è già stata condannata dalla Corte di Giustizia europea su questa materia. La cancellazione del limite del 10 febbraio e del parere vincolante di ISPRA rischia di riportare il Paese in una condizione di grave violazione del diritto europeo.

"Siamo di fronte a una scelta irresponsabile anche sul piano giuridico e costituzionale. L’ambiente e la biodiversità sono tutelati dagli articoli 9 e 117 della Costituzione: non possono essere sacrificati per compiacere le pressioni del mondo venatorio e armiero", prosegue Starace.

Europa Verde stigmatizza inoltre l’emendamento della senatrice Fallucchi, che autorizzerebbe la caccia sugli arenili: una proposta giudicata pericolosa, insensata e incompatibile con la tutela degli ecosistemi costieri, della fauna e della sicurezza dei cittadini.

"Consentire la caccia sulle spiagge è una forzatura gravissima. Gli arenili non possono diventare territori di sparo: sono ambienti fragili, luoghi pubblici e spazi da proteggere, non da trasformare in zone venatorie", afferma Vincenzo Rizzi naturalista.

Europa Verde chiede quindi il ritiro del DDL 1552 e degli emendamenti peggiorativi, ribadendo la necessità di rafforzare, non indebolire, le norme a tutela della fauna selvatica.

“Difendere gli uccelli migratori significa difendere la biodiversità, la legalità europea e la Costituzione italiana”, conclude Europa Verde Capitanata.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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