"Regione come una grande provincia di Bari": nuovi direttori di Dipartimento ma i foggiani “chi li ha visti?”

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Il Consiglio regionale monotematico sulla sanità chiude una giornata di confronto che, pur mettendo al centro i grandi nodi del sistema sanitario pugliese ,  dal disavanzo alle liste d’attesa, dalla carenza di personale alla riorganizzazione dell’assistenza , lascia ancora aperti numerosi interrogativi sulle strategie che la Regione intende adottare nei prossimi anni. Se da un lato il dibattito ha evidenziato criticità ormai note, dall’altro ha fatto emergere la richiesta, condivisa da più parti, di passare finalmente dalle analisi alle soluzioni, individuando un modello organizzativo capace di garantire sostenibilità economica e qualità delle cure. È la riflessione avanzata da Potito Salatto, presidente di Confindustria Foggia, che giudica il confronto istituzionale ricco di spunti ma povero di una vera “road map” per il futuro della sanità pugliese. Secondo Salatto, il punto di partenza non può essere il semplice contenimento della spesa: “Sulla salute non si spende, si investe”, osserva, sottolineando come continuare a ragionare esclusivamente in termini di costi significhi alimentare nuovi disavanzi e ridurre progressivamente i servizi ai cittadini. Una posizione che trova un punto di contatto con quella del presidente di Aiop Puglia, Fabio Margilio, secondo il quale la vera sfida consiste nel ripensare il modello organizzativo del Servizio sanitario regionale sulla base dei bisogni reali della popolazione. L’invecchiamento demografico, la crescita delle patologie croniche e della non autosufficienza, spiega Margilio, impongono una programmazione diversa, fondata sulla presa in carico del paziente, sull’integrazione tra ospedale e territorio e sulla piena valorizzazione delle strutture accreditate per ridurre liste d’attesa e mobilità sanitaria. A poche ore dalla conclusione della seduta consiliare sono arrivate anche le prime scelte della Giunta Decaro con la nomina dei tredici nuovi direttori di Dipartimento, il primo tassello della riorganizzazione amministrativa della Regione prevista dal modello “MAIA 2.0”  Ma è proprio questo provvedimento ad aver riacceso immediatamente il confronto politico. Ancora una volta nessun rappresentante della provincia di Foggia compare tra i nuovi vertici dell’amministrazione regionale, così come era già accaduto con le recenti nomine dei direttori generali delle aziende sanitarie. Una scelta che ha provocato la dura reazione dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Giannicola De Leonardis e Nicola Gatta, convinti che la Capitanata continui ad essere sistematicamente esclusa dai ruoli decisionali.

La nuova organizzazione della macchina amministrativa regionale, varata dalla Giunta guidata da Antonio Decaro con la nomina dei tredici nuovi Direttori di Dipartimento, riaccende immediatamente lo scontro politico sul rapporto tra Bari e la Capitanata. La riorganizzazione, frutto del nuovo modello organizzativo “MAIA 2.0”, ridisegna i vertici dell’amministrazione regionale individuando tredici capi Dipartimento, oltre al Segretario generale della Presidenza, al Segretario generale della Giunta e al responsabile della Struttura autonoma per l’Attuazione del Programma. Tra i nomi scelti dalla Giunta regionale, tuttavia, non compare neppure un rappresentante della provincia di Foggia
Un dato che, per il centrodestra di Capitanata, non rappresenta un episodio isolato ma l’ennesimo tassello di una strategia politica che, da tempo, starebbe relegando il territorio ai margini delle scelte più importanti. Della serie mai una gioia anche quando si era arrivati ad una composizione di giunta che prevedeva due assessori di Capitanata, l’entusiasmo si è presto smorzato con l’uscita di scena della Starace.

Ma al di là delle nomine politiche a pesare a detta dei consiglieri di opposizione è l’assenza di foggiani anche nei ruoli apicali della Regione dopo le nomine dei direttori generali delle aziende sanitarie pugliesi, dove anche in quel caso nessun professionista della provincia di Foggia era stato individuato per guidare una Asl o aziende ospedaliere. Una circostanza che oggi viene letta come la conferma di un orientamento preciso. Un  malcontento che, non stupirebbe come trapela da indiscrezioni, attraverserebbe anche parte degli amministratori e dei rappresentanti della stessa maggioranza, chiaramente impossibilita a prendere posizione  pubbliche contro il presidente Decaro.  A dare voce apertamente al disagio della Capitanata sono invece i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Giannicola De Leonardis e Nicola Gatta.
In una nota congiunta parlano senza mezzi termini di una Regione “sempre più baricentrica”, accusando il presidente della Giunta di aver ignorato ancora una volta il territorio foggiano. “Nessun foggiano tra i tredici nuovi Direttori di Dipartimento la cui nomina è stata approvata dalla Giunta Decaro. Ciò che avevamo ampiamente previsto - e che auspicavamo fosse scongiurato - si è purtroppo materializzato. Decaro, Pd e M5S proseguono nella loro visione di gestione della Regione Puglia prettamente baricentrica che marginalizza sistematicamente la Capitanata”. De Leonardis e Gatta precisano di non voler mettere in discussione le professionalità nominate, ma contestano il principio politico che avrebbe guidato le scelte. “Augurando buon lavoro ai nuovi Direttori, prendiamo atto che Decaro ha ritenuto che in provincia di Foggia non esistano persone all’altezza di essere selezionate tra i partecipanti agli avvisi pubblicati. Ovviamente siamo certi che ci siano ma, evidentemente, per il centrosinistra la provincia di Foggia è soltanto un bacino elettorale da cui attingere consenso per consolidare il meccanismo di gestione del potere che da vent’anni rappresenta il tratto caratteristico della loro visione di Puglia”.

Una posizione che Giannicola De Leonardis ha ulteriormente rafforzato ai microfoni dell’Attacco, dove ha parlato di una Regione che starebbe progressivamente trasformandosi in una “grande Provincia di Bari”. Secondo il consigliere meloniano, Decaro avrebbe disatteso gli impegni assunti nei confronti della Capitanata, preferendo circondarsi di uomini riconducibili agli ambienti politici del capoluogo e al cosiddetto “cerchio magico” dell’amministrazione barese. Una gestione che, a suo dire, non penalizzerebbe soltanto Foggia ma finirebbe per mortificare tutte le altre province pugliesi. Per De Leonardis, infatti, il problema non riguarda esclusivamente le ultime nomine dei direttori di Dipartimento. Il quadro complessivo evidenzierebbe un progressivo svuotamento della presenza foggiana nei luoghi decisionali della Regione. Il riferimento è, oltre che ai direttori generali della sanità, anche agli uffici regionali decentrati presenti in provincia di Foggia, che il consigliere descrive come sottodimensionati. Emblematico sarebbe il caso dell’Urbanistica, con aperture limitate e una cronica carenza di personale, situazione che secondo l’esponente di Fratelli d’Italia rappresenterebbe il segnale di un preciso indirizzo politico. La questione torna inevitabilmente ad intrecciarsi con il tema della sanità, protagonista proprio nelle ultime ore del confronto in Consiglio regionale. 

Per il centrodestra il mancato riconoscimento della Capitanata nei ruoli di vertice si accompagna infatti ad un sistema sanitario regionale che continua a mostrare pesanti criticità. De Leonardis individua l’origine delle difficoltà nell’ingresso della Puglia nel piano di rientro sanitario, conseguenza - sostiene - delle scelte compiute durante il governo Vendola, quando lo sforamento del Patto di stabilità impedì la stabilizzazione di medici, infermieri e operatori sanitari. Una decisione che, secondo il consigliere, continua ancora oggi a produrre effetti sulle liste d’attesa e sulla carenza di personale. A questo si aggiunge l’incertezza sulle future assunzioni. De Leonardis ricorda infatti che  l’assessore regionale alla Sanità Pentassuglia starebbe attendendo la definizione del nuovo piano di rientro da presentare al Ministero dell’Economia entro la fine del mese, passaggio decisivo per comprendere se la Puglia potrà finalmente uscire dal regime di controllo finanziario oppure continuerà a subire i vincoli imposti dal commissariamento dei conti.

(di Antonio Cardano).

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet