Come guardiano del Convento garganico e rettore del santuario di Santa Maria delle Grazie, il 23 maggio 1987 aveva accolto papa Giovanni Paolo II in visita pastorale a San Giovanni Rotondo e, il 5 settembre dello stesso anno, Madre Teresa di Calcutta.
Come guardiano del Convento garganico e rettore del santuario di Santa Maria delle Grazie, il 23 maggio 1987 aveva accolto papa Giovanni Paolo II in visita pastorale a San Giovanni Rotondo e, il 5 settembre dello stesso anno, Madre Teresa di Calcutta. Ha ricoperto l'incarico di segretario generale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, dal 1995 al 2013.
Nato il 16 febbraio 1929 a Monteleone di Puglia da Giuseppe e Margherita Morra, sentì fin dalla più tenera età una particolare attrattiva per la missione sacerdotale. Il 15 settembre 1946 vestì l'abito religioso e il 16 settembre dell'anno seguente emise la professione temporanea dei voti, che confermò per tutta la vita l'8 dicembre 1950. È sempre tornato nella sua Monteleone, ultima comunità della provincia di Foggia, 1000 anime al confine con l'Alta Irpinia.
Così lo ricorda, a l'Attacco, il sindaco, Giovanni Campese: "Ogni anno ad agosto, padre Marciano veniva sempre nel nostro paese (ci sono ancora sei nipoti) per stare tra la sua gente. Il 16 agosto, festività patronale di san Rocco, celebrava le messe e presiedeva la novena. Grande oratore, le sue prediche erano tanto semplici quanto significative e comprese da tutti. Aveva un rapporto splendido con la popolazione anche perché era una persona di grande spiritualità e gli piaceva il contatto umano. Una persona speciale, affettuosa e sempre con il sorriso sulle labbra. È stato, inoltre, il più grande promoter di Monteleone di Puglia nel mondo".
Leitmotiv ripreso dal presidente del consiglio comunale, Lino Rigillo: "Mia moglie è una nipote acquisita (le nipoti dirette sono: Maria Rosaria e Cinzia Sanzano) e quando padre Marciano, %u2018zio Nandino' per i suoi familiari, stava bene veniva anche a Natale e Pasqua. Un giorno, mentre eravamo in piazza, ci siamo avvicinati per salutarlo e lui mi disse: %u2018Tu, in casa, con chi vivi ?' Gli risposi: %u2018Cosa vuoi dire, zio Nandino? Io vivo con mia moglie'. E lui precisò: %u2018Devi dire che vivi per tua moglie'. Sono le parole e le metafore che usava per diffondere la pace e l'amore. Un modo semplice ma profondo per rapportarsi con le persone".
L'amministrazione comunale sta pensando a ricordarlo nel tempo: "Riprenderemo i suoi testi e cercheremo di dedicargli qualcosa d'importante - hanno concluso Campese e Rigillo - Nel '04 a padre Marciano sono state consegnate le chiavi della città. Lui ha donato una reliquia di san Pio, custodita nella chiesa matrice".
Da oltre cinque anni fr. Marciano era in cura per una grave forma di leucemia, che però non aveva interrotto la continuità del suo apostolato. Anche dopo il riacutizzarsi della malattia, nel %u201819, appena le condizioni fisiche glie l'hanno permesso, è tornato a celebrare la Messa pubblicamente, a occupare il suo posto in confessionale, a garantire le sue catechesi ai telespettatori di Padre Pio Tv.
A l'Attacco, Stefano Campanella, direttore di Padre Pio TV: "Lo ricordo come un ragazzo di 90 anni. Aveva l'entusiasmo e la voglia di fare tipiche di un giovane, arricchiti dall'esperienza e dalla saggezza della sua reale età. Il suo unico obiettivo, ereditato da Padre Pio, era aiutare il prossimo, ascoltandone le pene terrene, rispondendo con parole di conforto e di speranza, e soprattutto indirizzandolo nella via della perfezione cristiana. Non solo non si sottraeva mai alle richieste di predicazioni o d'interviste che gli venivano chieste da varie emittenti televisive ed era sempre pronto a offrire le sue catechesi ai telespettatori di Padre Pio Tv. Anche nei giorni della malattia, mi chiamava per chiedermi quando avrebbe potuto riprendere a registrare le nuove puntate del suo programma. Era autorevole, ma non autoritario; determinato, ma capace di gestire le situazioni più critiche con equilibrio e moderazione, senza mai perdere la calma. Certamente per me è stato, è e sarà sempre un modello di umanità e di fede vissuta con carità".
Sul dono della parola, scritta e soprattutto orale, la testimonianza di Marianna Iafelice, responsabile della biblioteca provinciale dei frati cappuccini: "Conoscevo padre Marciano da oltre 16 anni per motivi di lavoro legati al mio ruolo. Persona dall'intelligenza unica, amava l'ironia ma ogni sua parola aveva un chiaro e profondo significato. Gli piaceva stare tra i giovani e lui lo era rimasto dentro, data l'energia che manifestava. Un apostolato di predicatore per diffondere il pensiero di padre Pio nel mondo. Generoso e instancabile, non gli ho mai sentito pronunciare la parola: stanchezza".
A bloccare l'instancabile fr. Marciano è stato il coronavirus. Nonostante la guarigione dal Covid-19, il suo corpo ha subito un progressivo decadimento, che le cure mediche prestate in un terzo ricovero non sono riuscite ad arginare.
(Beniamino Pascale - l'Attacco)©
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