“Spero che la situazione venga chiarita”. A parlare a l’Attacco è la consigliera regionale M5S Rosa Barone, ex assessora al welfare della giunta Emiliano, la quale - nonostante l’ovvio disagio dei contiani nel criticare l’alleato Pd, specie col campo largo decariano atteso dalle urne – con la consueta schiettezza non si nasconde rispetto alla richiesta di un commento sul caso delle assunzioni nella rsa di Monte Sant’Angelo Villa Santa Maria di Pulsano e alla storia, rivelata da l’Attacco, della sollecitazione alla Innotec di Damiano Minervini, da parte di ben tre esponenti Pd (dal sindaco Pierpaolo d’Arienzo all’assessora Lea Basta, al vicepresidente del consiglio comunale Antonio Masulli) affinchè venisse assunta una donna come infermiera, vicina al consigliere. “Non è un metodo che va incoraggiato, per quanto non si tratti né della prima né dell’ultima volta che ciò accade”, continua Barone. “Alla gente va data la medesima possibilità, uguale opportunità, specie quando si tratta di accesso al lavoro”. Nel centrosinistra nessun’altra voce si è levata a chiedere risposte all’amministrazione d’Arienzo, le sole critiche continuano ad arrivare dal centrodestra di opposizione. Ma ci sono tanti cittadini della città Unesco che in questi giorni stanno stigmatizzando la vicenda, soprattutto alla luce del gravissimo declino demografico che da tempo affligge Monte Sant’Angelo, dove in tanti – a partire dai giovani – sono costretti ad emigrare in cerca di occupazione. Ad esprimere piena disapprovazione è però anche il comitato delle famiglie degli ospiti della rsa, che parla di “silenzio delle istituzioni e patti con chi specula sulla fragilità”. “Sentiamo il dovere di manifestare pubblicamente la nostra profonda preoccupazione e indignazione per quanto abbiamo letto sulle testate giornalistiche a proposito delle assunzioni alla rsa. Se quanto riportato sarà confermato, allora sarà drammaticamente evidente che, invece di tutelare i più deboli, la politica locale ha scelto di scendere a patti con chi da tempo specula sui bisogni dei nostri parenti fragili. Stupisce e non poco il tentativo del primo cittadino che, anziché smentire o tentare di giustificare quanto emerge dagli organi di stampa, si preoccupa artatamente di attribuirci un colore politico e, addirittura, di essere uno strumento nelle mani di qualcuno”, affermano.
“Senza alcun timore di smentita, possiamo pubblicamente dichiarare che come comitato non abbiamo nulla a che vedere con la politica, né abbiamo avuto l’iniziativa di far pubblicare quanto di raccapricciante è emerso di recente sulla stampa. Questa sì che è macchina del fango da parte sua, signor sindaco! Il nostro comitato ha da tempo denunciato, mai in maniera anonima, con prove documentali e fotografiche inequivocabili una situazione di assoluto degrado della rsa e dei servizi assistenziali estremamente carenti. Ciononostante, non siamo mai stati ricevuti né dal sindaco né da nessun altro amministratore locale. È estremamente preoccupante registrare che, oltre al tentativo mal riuscito di sviare dall’oggetto delle notizie di stampa, da parte del sindaco non vi è stata nemmeno una parola di smentita o spiegazione a proposito di quanto emerge dalle conversazioni con il suo amico imprenditore Damiano, “colpevole”, secondo il suo amico Pierpaolo, “solo di aver partecipato e vinto la gara”. Come comitato confidiamo totalmente nella magistratura perché faccia luce, se ci sono reati e chi sono i colpevoli”, continua il comitato.
“Ma se tutto quanto emerso dai messaggi fosse confermato, a prescindere dagli aspetti di responsabilità penale, sarebbe comunque chiaro che si tratta di un modo scellerato di amministrare, che tradisce la fiducia dei cittadini e mette in secondo piano la dignità delle persone fragili. Non possiamo e non vogliamo tacere di fronte a una condotta che, qualora accertata, rivela una totale mancanza di postura istituzionale nei confronti di chi dovrebbe essere, invece, oggetto di controllo da parte dell’amministrazione. Un atteggiamento che svilisce il ruolo pubblico e tradisce la fiducia dei cittadini. Noi abbiamo legittimamente e pubblicamente chiesto controlli seri, trasparenti e indipendenti, non accordi sotto banco o scambio di favori. Chiediamo rispetto, trasparenza e buona amministrazione, non compromessi che finiscono per rafforzare chi trae profitto dalle difficoltà dei più deboli. Purtroppo non abbiamo mai avuto la possibilità di interlocuzione diretta con il Sindaco, che per noi non è mai stato, purtroppo, il “Pierpaolo” con i toni confidenziali apparentemente riservati ad altri. Denunciamo con rabbia e profondo sdegno la totale indifferenza dimostrata nei confronti delle persone fragili ospiti della rsa. I messaggi WhatsApp apparsi sulla stampa, non smentiti dal sindaco, delineano un quadro raccapricciante: la vulnerabilità ed i bisogni dei più fragili appaiono trattati come merce di scambio e sacrificata agli interessi personali. Qualora confermati sarebbero indice di un comportamento indegno, che svilisce la dignità umana e offende l’intera comunità. La fragilità non è un’occasione di guadagno, né una opportunità per ottenere consenso politico personale, ma una responsabilità collettiva che non ammette compromessi”.
“Perfino i nostri più accaniti avversari ammettono che “non vi è alcun reato”. È evidente, dunque, che l’intera vicenda sia stata costruita come una strumentalizzazione politica: messaggi generici, estrapolati ad arte dal loro contesto, al posto di essere affrontati nelle sedi opportune come il consiglio comunale per gli approfondimenti opportuni, sono stati offerti in pasto all’opinione pubblica per alimentare una narrazione volutamente fuorviante. Insomma, si è messa in moto la macchina del fango”, ha tuonato il primo cittadino.
“Quella della rssa Villa Santa Maria di Pulsano, oggi rsa, è una storia di intrecci tra politica (quella cattiva) e criminalità organizzata, che ha avuto come epilogo lo scioglimento del Comune di Monte Sant’Angelo per condizionamenti mafiosi e l’interdittiva antimafia alla società che gestiva la struttura. Sulla rssa aveva allungato i tentacoli anche la criminalità organizzata locale, piazzando dipendenti al suo interno e, forse, anche risorse economiche. Sul punto, le dichiarazioni dei pentiti hanno e faranno emergere particolari interessanti, che aiuteranno a far luce su tante vicende che hanno visto le attività del Comune intersecarsi con gli interessi della criminalità locale. Nello stesso periodo, infatti, emergerà che strutture sportive comunali venivano utilizzate dal sodalizio come deposito per nascondere stupefacenti proveniente dai traffici di droga, uno dei maggiori business della cellula operante su Monte Sant’Angelo. Quelle strutture sportive all’epoca erano in uso ad una società, i cui vertici erano gli stessi della rssa (i soggetti non furono attinti da alcuna misura cautelare né furono oggetto di indagine però)”, ha aggiunto d’Arienzo. “I vecchi politici gestori sono definitivamente esclusi. La loro condotta quindi cambia, facendosi più aggressiva, con il chiaro intento, tramontata ogni speranza, di far chiudere la struttura ad ogni costo. Organizzando, tra l’altro, anche un comitato fatto per la maggior parte di gente per bene ma pilotato e coordinato da un ex politico, principale protagonista anch’esso dello scioglimento per condizionamenti mafiosi del Comune nel 2015”, il riferimento all’ex gestore Damiano Totaro, ex consigliere di maggioranza oggi in Forza Italia.
“Da qui ha preso avvio una campagna diffamatoria, veicolata da un giornale compiacente e alimentata da false informazioni fornite da comitati creati ad hoc, fonti anonime e persino da esposti infondati inviati a Procura e Prefettura. La cosa più triste è che qualcuno parla di legalità solo in campagna elettorale, noi la pratichiamo tutti i giorni con buona pace dei mafiosi, di pseudo politici e riviste compiacenti”.
Tuona l’associazione politico-culturale Armonia dell’ex sindaco Donato Troiano, che definisce la vicenda “torbida”. “Da parecchi mesi il comitato delle famiglie degli ospiti della rsa sta chiedendo al sindaco d'Arienzo e all'assessora Lea Basta “controlli seri, trasparenti e indipendenti” sulla gestione della struttura a difesa del diritto alla cura e all'assistenza degli anziani. I due amministratori pubblici non hanno dato alcuna risposta né hanno convocato i rappresentanti del comitato, così come invece avrebbero fatto un sindaco e un assessore rispettosi dei diritti dei cittadini e, in particolare, dei soggetti fragili, quali sono gli anziani. In questi giorni è emersa la “vera natura” del comportamento dell’amministrazione d'Arienzo: inerzia in cambio di assunzioni!”, afferma Armonia. “Il sindaco d'Arienzo, offendendo la dignità delle famiglie degli ospiti, ha cercato di cucire addosso al comitato “il vestito della politica”, disconoscendo il loro dovere, ancor prima del diritto, di tutelare i propri anziani. In nome del valore della solidarietà, ci auguriamo che il nutrito tessuto delle associazioni locali si schieri al fianco del comitato delle famiglie, chiedendo verità su questa torbida vicenda e rispetto per i soggetti fragili, che fanno parte dell'intera comunità”.
Dura anche Forza Italia, che parla di “notizia allarmante”. “Se i messaggi scritti e vocali a cui si fa riferimento negli articoli fossero veri, ci troveremmo di fronte a un gravissimo comportamento di gran parte della giunta comunale. In quel caso sarebbe doveroso per d'Arienzo rassegnare le proprie dimissioni da sindaco, da coordinatore regionale di Avviso pubblico e da segretario provinciale del Pd. Un atto doveroso, sul piano politico, etico ed istituzionale. Un atto in linea con quel principio di legalità che l'amministrazione di Monte ha sempre detto di voler sostenere ed applicare”, conclude FI.
“Leggiamo di presunte raccomandazioni per assunzioni clientelari, ci auguriamo che sia tutto falso, ma saremmo "sorpresi" di sapere, qualora vero, che il massimo esponente pugliese di Avviso pubblico, paladino della giustizia e dell’etica, sia coinvolto in azioni così repellenti”, il commento del gruppo dei simpatizzanti M5S, ex gruppo territoriale. “Qualcuno dice: "Non vi è nulla di illegale, la coop può assumere chi vuole, è privata". Vero, ma non chi vuole il sindaco o la sua assessora o il suo consigliere! C'è un nome per questa pratica! Se tutto dovesse risultare vero, ci aspettiamo le immediate dimissioni del sindaco e della sua maggioranza. I giovani in cerca di lavoro hanno diritto all’imparzialità, soprattutto di coloro che si professano paladini della giustizia. Sindaco, abbiamo letto attentamente il suo comunicato, ma risposte non ne troviamo. Lei, invece, approfitta di ogni occasione per delegittimare ogni suo avversario senza mai dimostrare la sua estraneità ad eventi che la potrebbero vedere coinvolta. La sua politica è quella di sopprimere le voci contro e, quando non ci riesce, cerca di screditarle. A noi non interessa la storia pregressa della struttura in questione, interessa sapere se lei e i suoi adepti siate estranei alle accuse mosse dal giornale da lei offeso, altro che fango. Lei parla di frasi estrapolate dal loro contesto: pubblichi l'intero discorso in maniera che tutti possano verificare la sua tanto sbandierata legalità”.
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