Il silenzio di Avviso Pubblico sulle vicende di Monte Sant'Angelo e San Marco in Lamis (aderenti all'associazione)

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Il fatto che un’amministrazione comunale abbia – legittimamente e lodevolmente – deciso di aderire all’associazione Avviso Pubblico (nata nel 1996 per riunire gli amministratori pubblici che si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica) e ne abbia sottoscritto la Carta, ovvero il codice etico cui bisogna adeguare la propria condotta, non vuol dire che l’associazione poi debba evitare di intervenire rispetto ai casi controversi collegati a quegli amministrazioni e a quei Comuni. Eppure è quanto si è verificato in almeno due circostanze, entrambe inerenti a fatti raccontati da l’Attacco. Sono trascorse quasi due settimane da quando questo giornale ha chiesto un commento a Roberto Montà, presidente dell’associazione Avviso Pubblico, in merito al caso, svelato su queste colonne, delle pressioni della maggioranza Pd del Comune di Monte Sant’Angelo, a cominciare dal sindaco Pd Pierpaolo d’Arienzo (coordinatore regionale di Avviso Pubblico), sul gestore della rsa Villa Santa Maria di Pulsano affinché venisse assunta come infermiera una donna, che era legata ad un consigliere comunale dem. Una vicenda confermata da numerosi screenshot e audio Whatsapp, tra cui una conversazione tra d’Arienzo e il titolare dell’impresa Minervini, mai smentiti dai diretti interessati, che nel merito non hanno replicato in alcun modo. Ebbene, dal 12 settembre scorso nessuna risposta è arrivata da parte di Montà a l’Attacco. Non si tratta di un silenzio isolato, perché anche su San Marco in Lamis – il cui sindaco dem Michele Merla aderì ad Avviso Pubblico – nessuna risposta è pervenuta né da parte di d’Arienzo né tantomeno da parte di Montà alle lettere inviate dall’ex sindaco sammarchese Giuseppe Soccio. Una figura seria e autorevole, che ha rappresentato una pagina della storia politica (di sinistra) e amministrativa del paese garganico, una persona rispettabilissima. A chiunque, in realtà, si dovrebbe il rispetto di una risposta. Ma ecco cosa avvenne nel 2024. Il 3 novembre Soccio scrisse al presidente di Avviso Pubblico Roberto Montà: “Chi le scrive ha rivestito la carica di sindaco del Comune di San Marco in Lamis nel periodo 1979-1984. Tanto mi consente di conoscere la storia di pratiche amministrative i cui effetti, nonostante il lungo lasso di tempo trascorso, sono ancora attuali, come, ad esempio, procedure di esproprio non ultimate nei termini che hanno dato origine a contenziosi spesso conclusisi con la condanna del comune al risarcimento, per somme che superano qualche milione di euro, sia per gli interessi maturati che per l’attribuzione di uno spropositato valore venale dei terreni a seguito di transazioni illegittime. Addirittura, ci sono state duplicazioni del risarcimento con raggiri, che organi di governo hanno segnalato come fattispecie che integra l’articolo 640 del codice penale (truffa), fondi vincolati per servizi sociali utilizzati come anticipazione di cassa, per oltre 4 milioni di euro, mai reintegrati e che hanno contribuito al dissesto finanziario del Comune, canoni per demanio di uso civico e somme non riscosse per centinaia di migliaia di euro (nonostante, in alcuni casi, sentenze definitive favorevoli al Comune), spese legali abnormi e ingiustificate, maggiori costi di espropri addebitati, ingiustamente e illegittimamente, a cooperative edilizie, etc. Su tali argomenti, date le mie conoscenze e responsabilità dovute alla carica che ho ricoperto, ho segnalato ad amministratori e funzionari comunali circostanze che non corrispondono a quanto rappresentato in deliberazioni recenti e, persino, in atti giudiziari (in allegato troverà alcune di queste mie segnalazioni). Tanto, anziché riscuotere apprezzamento, mi sta provocando non pochi problemi, soprattutto da parte del sindaco, che si ostina a tenere, nei miei confronti (ma anche di numerosi altri cittadini), un atteggiamento offensivo e intimidatorio, che certamente non corrisponde alle finalità dell’associazione Avviso Pubblico, cui anche il Comune di San Marco in Lamis ha aderito. Per tale motivo, avevo indirizzato, il 17.08.2024, al dottor Pierpaolo d’Arienzo, nella qualità di coordinatore regionale della vostra associazione, una lettera (che allego) con le mie rimostranze circa i miei diritti di libertà di espressione e le mie preoccupazioni circa la tranquillità mia e della mia famiglia in quanto oggetto di interventi del sindaco e di altri amministratori tendenti a diffamarmi, attribuendomi fatti non veri (e per questo, chiaramente, ho attivato anche dovute tutele legali a difesa della mia onorabilità), ed a qualificarmi come un delatore, procurandomi inimicizie ed imbarazzo con persone con le quali intrattengo civili rapporti. Con tale lettera pensavo di ottenere una qualche considerazione da parte del vostro rappresentante. Tutto ciò mi provoca un certo sconforto, in quanto una associazione che, meritoriamente, promuove campagne come “Amministratori sotto tiro”, nel mio caso, non ha minimamente considerato che spesso anche semplici cittadini possano essere sotto tiro”. A d’Arienzo Soccio aveva scritto segnalando i “comportamenti del sindaco di San Marco in Lamis relativi alla libertà di espressione, alla partecipazione democratica e alla difesa della legalità”, dopo che a luglio 2024 l’Attacco aveva pubblicato articoli riguardanti incarichi, appalti e assunzioni del Comune di San Marco in Lamis.

“In un commento ad un comunicato della sezione del Pd locale, riguardante una discussione che niente Aveva a che fare con tali articoli (l’opportunità di prevedere in pieno centro una “Stazione di Posta” per senza dimora), il sindaco Michele Merla gratuitamente allude a tali articoli dicendo che io li farei “pubblicare sui giornali gettando fango e discredito sulla nostra città per vana gloria o senso di colpa”. Ritengo tali affermazioni del sindaco, oltre che offensive e diffamatorie perché mi attribuiscono un fatto non vero (e non è la prima volta che questo accade, anzi potrei fornirle decine di casi), pregiudizievoli per la mia persona e la mia famiglia in quanto il messaggio che vogliono veicolare è quello di dire “ecco chi è il delatore che agisce all’ombra dei giornali”. Tanto ha già comportato la compromissione di rapporti personali, ma quello che io temo maggiormente sono meccanismi incontrollati che potrebbero innescarsi e portare a ben altri mezzi di intimidazione (sono certo che non siamo in un caso simile, ma quando sono in ballo interessi economici tutto è possibile)”. “A conferma di quanto appena detto”, continuava Soccio, “segnalo un altro episodio, di incivile e gratuita violenza verbale, veramente increscioso: durante la seduta del consiglio comunale del 28.06.2024, rivolgendosi alla telecamera che lo riprendeva, ha affermato che un ex funzionario del Comune “non dovrebbe abitare a San Marco”, facendo nome e cognome e allusioni che non oso qualificare, ma che possono essere riscontrate dalla registrazione reperibile anche sui social (la invito a guardarla: è davvero sconvolgente). Tanto livore offensivo, manifestato nei miei confronti in numerosissime occasioni che posso documentare, ritengo (ma è lo stesso sindaco ad ammetterlo implicitamente) sia dovuto al fatto che, nella qualità di sindaco pro tempore in anni trascorsi, per senso di dovere civico, ho segnalato vicende ed atti a mia conoscenza e che mi hanno visto protagonista, che ritengo irregolari e forieri di danni per il Comune di diverso genere: duplicazione di indennità per espropri, maggiori costi per ritardo di procedure di esproprio che si vogliono riversare, illegittimamente, su cooperative edilizie; fondi (oltre 4 milioni di euro) per i Servizi sociali utilizzati per anticipazioni di cassa (che hanno contribuito alla dichiarazione di dissesto) mai reintegrati, nonostante l’accantonamento del 50% da parte dell’OSL già da diversi anni; salvaguardia del patrimonio di uso civico; spese legali “abnormi” (l’espressione è dell’OSL); numerosi contenziosi per inadempienze, anche di sentenze, etc. Sarei uno sciocco se pretendessi di detenere la verità su fatti e circostanze da me, comunque, puntualmente e con documentazione segnalati, ma la civiltà dovrebbe imporre di rispondere con argomentazioni e non con insulti (e posso fornirne un florilegio ben documentato, e non solo nei miei confronti). Le invio in allegato, come campione, una mia lettera, che ora sono costretto a rendere pubblica, con la quale, per evitare polemiche inutili e stucchevoli sui social, invitavo il sindaco, fornendo ampia documentazione del mio operato e della mia estraneità a molte vicende addebitatemi e falsamente prospettate dal sindaco, a smetterla nella provocazione nei miei riguardi in merito ad espropri per edilizia economica e popolare che hanno permesso la realizzazione di oltre 300 alloggi tra edilizia sovvenzionata e convenzionata (orgoglio dell’amministrazione di sinistra che ho avuto l’onore di guidare), provocazione che sta assumendo le caratteristiche della molestia, se non di una sorta di stalking per costringermi al silenzio (il capogruppo del Pd me lo ha scritto pubblicamente chiaro e tondo che “devo stare zitto”, accompagnando l’ordine con altrettante offese ed illazioni diffamatorie). Tutto ciò va al di là di sia pur accese polemiche politiche, che comunque non mi riguardano, avendo abbandonato ogni attività politica da diverso tempo (anche su questo sono costretto ripetutamente a smentire il contrario solo perché intrattengo rapporti di civile convivenza e di amicizia con rappresentanti della politica locale: non sono libero nemmeno di essere amico con chi mi pare). Ma, a parte quello che mi riguarda personalmente (che, comunque, ha rilevanza pubblica per le questioni che ho contribuito, e che cerco di contribuire, a definire, segnalando ai funzionari documenti e circostanze che spesso, non so se volutamente o meno, vengono ignorate), mi preme evidenziare che tutto ciò non è certo rispondente a scopi e fi ei rappresenta a livello regionale. Non so quali siano le sue prerogative e competenze in merito, ma sta di fatto che nel nostro Comune, per la difficoltà di accesso e di informazione corretta, per comportamenti di vera e propria intimidazione, si sta instaurando un clima del tutto opposto a quello della difesa della legalità, che stride con i principi ed i valori dell’associazione Avviso Pubblico, l’adesione alla quale è avvenuta in nome e per conto dei cittadini di San Marco attraverso il consiglio comunale”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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