Decreto flussi, le imprese foggiane non hanno ricevuto risposta. Cia: Sistema lacunoso

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Le imprese agricole foggiane, prima delle grandi campagne estive di raccolta, hanno chiesto che dal decreto flussi per i lavoratori extracomunitari arrivassero 1000 persone: ad oggi, non hanno ricevuto alcuna risposta. E' uno dei dati emersi durante l'incontro di ieri sera, nel Palazzo del Governo, tra il Prefetto di Foggia e le organizzazioni agricole. Per Cia Agricoltori Italiani della Capitanata erano presenti il presidente provinciale Michele Ferrandino, il direttore provinciale Nicola Cantatore e i componenti della giunta provinciale Leonardo Santucci, Angelo Miano e Francesco D'Angelo. "Abbiamo trovato grande disponibilità  da parte del Prefetto al quale abbiamo chiesto di svolgere la mediazione negoziata tra tutte le parti coinvolte", ha dichiarato Michele Ferrandino. "Alla luce degli ultimi provvedimenti per il contrasto al caporalato, abbiamo ribadito che le imprese agricole, in molti casi, si trovano ad affrontare problemi e lacune di sistema che vanno al di là  della loro volontà  di seguire le regole", ha aggiunto Ferrandino. "Lo sfruttamento dei lavoratori è inaccettabile", ha detto Nicola Cantatore, "per questo le imprese agricole che vogliono rispettare la legge, e stiamo parlando della stragrande maggioranza, vanno messe nelle condizioni migliori per poter lavorare, creare reddito e occupazione". Col Prefetto, oltre che della richiesta delle aziende agricole di poter assumere un numero maggiore di lavoratori extracomunitari, si è discusso anche delle regole e delle misure che riguardano il trasporto e l'accoglienza dei braccianti stranieri. "Sui moduli abitativi", ha continuato Cantatore, "abbiamo chiesto al Prefetto un'azione chiarificatrice: ad oggi, e a fronte di impegni presi nelle scorse settimane dai livelli istituzionali, non sappiamo chi debba farsi carico di questo aspetto tra Ente Provincia e Regione Puglia". "Per ciò che attiene al trasporto", ha aggiunto Ferrandino, "abbiamo indicato e concordato percorsi e modalità  da oltre un mese, per cui ci aspettiamo che le difficoltà  contingenti possano essere presto superate". A preoccupare imprese agricole e organizzazioni di riferimento, come la Cia Agricoltori Italiani, è l'imminente apertura della campagna per il pomodoro. "Si fa un gran parlare di caporalato, un fenomeno odioso che va combattuto, e per farlo occorre che le aziende del comparto primario non vengano criminalizzate e vessate, maltrattate da una burocrazia che rende tutto più astruso e complicato, da lacune sistemiche nella gestione concreta dei flussi di lavoratori stranieri che in nessun modo sono dovute alle imprese", ha concluso il presidente di Cia Capitanata Michele Ferrandino.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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