Risale al 24 ottobre 2025 la segnalazione, rispetto al TFA sostegno dell’Università di Foggia, in merito ad una presunta “grave irregolarità nella procedura di attribuzione di incarichi di insegnamento”, inviata al rettore Lorenzo Lo Muzio dalla professoressa Giusi Antonia Toto, che negli scorsi anni insieme all’allora direttore Luigi Traetta coordinava i TFA sostegno, ovvero i percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità. “In qualità di componente del comitato dei garanti del TFA sostegno per il corrente anno, e nel pieno rispetto del ruolo di garanzia che Ella riveste, desidero sottoporre alla Sua attenzione una circostanza di estrema gravità che, se confermata, potrebbe compromettere la regolarità amministrativa e la trasparenza dei procedimenti interni dell’Ateneo, nonché ledere l’immagine stessa dell’Università di Foggia”, si leggeva nella nota di Toto. “In particolare, risulta che l’atto di approvazione degli esiti relativi all’attribuzione di alcuni insegnamenti sia stato formalmente sottoscritto e pubblicato solo dopo l’inizio delle lezioni. Circostanza ancor più grave è che uno dei docenti risultati assegnatari avrebbe iniziato a svolgere attività didattica in aula prima della
pubblicazione dell’atto di approvazione e prima ancora del completamento delle verifiche amministrative previste. Tale comportamento costituisce una palese violazione dei principi di imparzialità, buon andamento e trasparenza sanciti dalla legge, oltre che una possibile violazione delle norme interne sull’affidamento degli incarichi didattici”, si proseguiva.
“Si tratta di fatti che, se non tempestivamente e adeguatamente verificati, potrebbero determinare un pregiudizio grave all’immagine dell’Ateneo, oltre che dei docenti e degli organi di governo coinvolti”. Infine c’era l’invito al Magnifico ad attivarsi facendo luce sulla vicenda e assumendo le determinazioni opportune. “Le chiedo di avviare con urgenza le opportune verifiche interne e di adottare i provvedimenti disciplinari o amministrativi del caso. In difetto, non potrei esimermi dal trasmettere la presente segnalazione alle autorità competenti, affinché vengano accertate eventuali responsabilità sotto il profilo amministrativo e contabile”, fu la conclusione della docente.
Il caso fu rivelato da l’Attacco, che spiegò come alcun riscontro fosse allora giunto a Toto, come risposta, né dal rettore né tantomeno dal direttore del TFA professor Emili, cui la professoressa aveva pure segnalato la vicenda. Le lezioni erano iniziate venerdì scorso alle ore 14.00, prima che venissero approvati dal rettore gli atti di relativi alla selezione pubblica per l’attribuzione titolo retribuito degli insegnamenti nell’ambito del TFA sostegno, X ciclo idonei cicli precedenti, anno accademico 2024/2025. Il decreto era stato firmato dal rettore solo alle ore 16.10 dello stesso 24 ottobre, per poi essere protocollato sull’albo istituzionale di Unifg alle ore 18.00.
Da qui gli interrogativi in Ateneo: come faceva la docente che è andata in aula alle ore 14.00, la professoressa Manuela Ladogana, a sapere già l’esito del concorso e senza aver firmato il contratto di assunzione, dunque senza lettera di incarico? Come mai è stato dapprima pubblicato il calendario delle lezioni, il 22 ottobre, e solo due giorni dopo c’è stata l’approvazione degli atti? Ma non è tutto.
A metà dicembre 2025 la professoressa Toto inoltrò una richiesta al dottor Valentino Romano, coordinatore delle attività di tirocinio
per il CFD, vale a dire il Centro di formazione della docenza, istituito dall’ex rettore Pierpaolo Limone presso il proprio dipartimento Distum (Studi umanistici). Due mesi dopo, il 17 febbraio, a Toto furono trasmessi i report relativi alle connessioni effettuate dai discenti nell’ambito delle attività di tirocinio concernenti le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) in ambito didattico. A quel punto, il 19 febbraio, Toto scrisse al dg Sandro Spataro e, per conoscenza, al rettore e ad altri uffici competenti, segnalando presunte anomalie nei report relativi alla partecipazione dei corsisti alle attività di tirocinio TIC. Una nota cui Romano rispose attestando che tutti i discenti, ad eccezione di una corsista, risultavano in coerenza con l’obbligo di frequenza ai fini dell’ammissione all’esame finale.
Se n’è discusso in senato accademico, nella seduta dell’11 marzo scorso, riportando anche la nota del Centro di formazione della docenza avente ad oggetto “Obbligo di frequenza alle attività formative del TFA Sostegno X ciclo – a.a. 2024/2025”, contenente l’analisi dei report delle connessioni e dei tempi di partecipazione dei corsisti alle lezioni TIC. “Per le attività di tirocinio e per i laboratori è previsto l’obbligo integrale di frequenza delle attività formative. Le attività di tirocinio TIC si sono svolte in modalità telematica e l’analisi dei report evidenzia, per alcuni corsisti, scostamenti temporali limitati rispetto al monte ore complessivo delle lezioni, riconducibili a brevi disconnessioni o a problematiche tecniche proprie della didattica erogata a distanza”, si legge nella delibera di senato, che ha ritenuto che “l’obbligo di frequenza debba essere interpretato alla luce dei principi di ragionevolezza, proporzionalità e buon andamento dell’azione amministrativa” e ha deciso, dopo le verifiche effettuate sui report delle connessioni e delle comunicazioni trasmesse dagli uffici competenti, di dare atto della regolarità della partecipazione dei discenti alle attività di tirocinio relative alle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione in ambito didattico (TIC) nell’ambito del TFA Sostegno – X ciclo, a.a. 2024/2025, “ritenendo soddisfatto l’obbligo di frequenza previsto dalla normativa di riferimento, anche atteso il positivo superamento dell’esame finale, quale ulteriore elemento di riscontro dell’effettiva acquisizione delle competenze previste dal percorso formativo”.
“Per esigenze di ragionevolezza connesse alle modalità di erogazione delle attività formative a distanza”, il senato ha ritenuto inoltre di precisare, “per l’avvenire, che, con riferimento alle singole lezioni svolte in modalità online, eventuali “assenze” non superiori a 30 minuti per ciascuna sessione di cinque ore non integrino violazione dell’obbligo di frequenza integrale, potendo tale scostamento essere ricondotto a tempi tecnici di connessione o a brevi interruzioni fisiologiche che possono peraltro anche essere correlate a pause nell’attività formativa disposte dai docenti, compatibili con il corretto svolgimento dell’attività formativa e con l’effettiva acquisizione delle competenze, anche verificata in sede di esame”, aggiungendo che “resta fermo che tale criterio si applica esclusivamente alla durata temporale della singola sessione e non esonera il discente dall’obbligo di partecipare a tutte le attività programmate nell’ambito del percorso formativo”.
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