Il clima politico in seno al consiglio comunale di Apricena non accenna a raffreddarsi.
Anzi, si arroventa ulteriormente intorno al caso della presunta incompatibilità del consigliere – oggi di minoranza – Vincenzo Ferullo, che solo ora, dopo tanti anni da presidente del consiglio, la maggioranza del tre volte sindaco Antonio Potenza “scopre” essere un dipendente del big dell’edilizia Matteo Bianchi, ex mentore del primo cittadino e oggi in guerra con lui. Ieri pomeriggio era prevista, in consiglio comunale, la decisione definitiva sulla presunta incompatibilità.
Parla di “attacco politico e intimidazione”, con “la maggioranza che prova a cacciare Ferullo dal consiglio”, il gruppo di opposizione Apricena Futura, formato da Ferullo e dalla ex vicesindaca Ada Soccio, socialista legata a Socialismo Dauno di Pino Lonigro e del neo consigliere regionale Giulio Scapato, nonché nipote di Bianchi che ambisce da tempo a vederla candidata alla poltrona di prima cittadina.
“Siamo di fronte a un fatto gravissimo che nulla ha a che vedere con il diritto e tutto con la volontà politica di mettere a tacere una voce scomoda”, dicono da Apricena Futura.
“Il tentativo di dichiarare incompatibile il consigliere comunale Ferullo, accompagnato dalla richiesta assurda e sproporzionata di un risarcimento di 500mila euro da parte del Comune di Apricena, rappresenta un atto di forza inaccettabile, che ha il sapore evidente della persecuzione politica. Le accuse mosse sono prive di qualsiasi fondamento giuridico e appaiono costruite ad arte per colpire chi, in consiglio comunale, ha svolto con autonomia e determinazione il proprio ruolo di controllo e opposizione. Ferullo non ha mai esercitato poteri di rappresentanza, non ha assunto decisioni gestionali e non ha tratto alcun vantaggio personale. I documenti parlano chiaro. Il resto è solo una narrazione distorta, utile a giustificare un’operazione politica tanto evidente quanto pericolosa.
Chiedere mezzo milione di euro a un consigliere comunale non è amministrazione: è intimidazione. È un messaggio chiaro rivolto a chiunque osi dissentire. Respingiamo con forza questo tentativo e denunciamo pubblicamente un clima politico che rischia di compromettere i principi democratici e il libero esercizio del mandato elettivo. Non permetteremo che il consiglio comunale venga trasformato in un luogo di epurazioni politiche. La città merita verità, rispetto delle regole e istituzioni libere da logiche di vendetta”, conclude il gruppo consiliare guidato da Soccio.
Non è noto al momento quale motivazione sia stata addotta per la richiesta risarcitoria monstre di mezzo milione di euro avanzata nei confronti dell’eletto.
Di sicuro si sa che al posto di Ferullo entrerebbe nell’assise il consigliere regionale Paolo Dell’Erba, coordinatore provinciale di Forza Italia, alleato di Potenza, rafforzando una maggioranza oggi separata da un solo voto dall’opposizione.
“Ad Apricena, da mesi, la politica è ferma. Al netto di qualche manifestazione di facciata per far sembrare che tutto procede secondo copione, la città è immobile”, commenta la minoranza Pd.
“Anzi, peggio. La città è sotto scacco di un re in caduta libera, che guarda più a salvaguardare il proprio futuro che allo sviluppo e la crescita del proprio paese. Una città in cui, in un solo mese, il consiglio comunale si riunisce tre volte. Non per discutere di programmazione, non per parlare di futuro, ma per discutere di incompatibilità. O, se vogliamo dirla diversamente, per epurare chi ha deciso di intraprendere un percorso autonomo. Perché si sa, nei regni o si seguono le leggi del reame o c’è la ghigliottina.
Apricena ha bisogno di correre, non di incartarsi in conte e giochi di potere. Se il sindaco pro tempore si sente forte e vuole governare la città, si dimetta e permetta l’indizione di nuove elezioni alle quali potrebbe ricandidarsi. Se ha l’obiettivo di candidarsi alle imminenti politiche, faccia lo stesso e prepari la sua campagna elettorale personale, piuttosto che tenere in ostaggio l’avvocatura comunale ed i cittadini, che attendono delle risposte e non epurazioni”, concludono i dem apricenesi.
"Questa sera andremo in consiglio comunale per decidere, in via definitiva, sull’eventuale decadenza del consigliere Vincenzo Ferullo”, ha commentato ieri la civica Il buon paese, che sfidò Potenza alle ultime comunali.
“Ciò, però, che apprendiamo dal comunicato del gruppo consiliare Apricena Futura è disarmante. Non solo si sta continuando su un percorso, quello dell’incompatibilità, pur non essendoci gli estremi. Ma, addirittura, si chiede un risarcimento danni di ben 500.000 euro. Questo tipo di atteggiamenti non solo mina i sani principi della democrazia e della rappresentanza, ma è a tutti gli effetti un tentativo di intimorire gli avversari politici. Questo tipo di politica non ci appartiene, a Ferullo la nostra solidarietà rispetto a quanto sta accadendo, che va ben oltre ogni visione politica”.
Restano da chiarire inoltre, per i dem, le questioni delle presunte incompatibilità da loro sollevate settimane fa, relative all’assessore alla sanità Nino Specchiulli e al consigliere di maggioranza Michele Zuffrano.
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