Entro il 2025 dovrà essere chiuso l’impianto di biostabilizzazione di Passo Breccioso a Foggia. E’ quanto stabilisce il Piano regionale di gestione rifiuti, approvato dalla giunta e prossimo al passaggio
in consiglio regionale per il via libera definitivo.
Al suo posto verrà riavviato all’esercizio l’impianto complesso di Cerignola per il quale i provvedimenti autorizzativi sono stati revocati ma per la cui realizzazione furono utilizzati fondi pubblici. Come è noto per il Sia Consorzio Bacino FG/4 (ex Igiene ambientale consorzio bacino fg/4 srl) nel 2018 è stato assegnato ad Ager il mandato di attuare ogni iniziativa utile al riavvio dell’impianto ed alla realizzazione e gestione della sezione di compostaggio e del nuovo lotto di discarica, oltre che ad avviare il procedimento amministrativo per il rilascio dei titoli autorizzativi.
Innanzitutto va sottolineato che i due impianti Tmb (trattamento meccanico biologico) non sono equivalenti quanto a capacità, considerato che quello di Foggia è uno dei più grandi di tutta la Puglia in grado di trattare circa il doppio dei rifiuti, come peraltro dimostrato quando Cerignola chiuse, assorbendo anche i carichi di quest’ultimo. In quell’occasione si raddoppiò anche il numero di addetti ai lavori. Quello stesso personale su cui oggi si dibatte, considerato che i costi sarebbero inclusi nella Tari dei foggiani, anche se il trattamento non dovrebbe rientrare nel servizio di raccolta.
Chiudere l’impianto di Passo Breccioso, ancora efficiente, comporterà un danno per la città. Lo mette bene in evidenza Giorgio Cislaghi, delegato ambiente Acli provinciale e cittadino attivo nel settore:
“Tanto per cominciare i foggiani dovranno accollarsi le spese per trasportare i rifiuti a decine di chilometri dalla città, per via del conseguente aggravio di costi; in secondo luogo il Comune perderà i ricavi che l’impianto genera, parliamo di circa 3/4 milioni di euro l’anno, che potrebbero essere anche di più (6 o 7 milioni) se i commissari dovessero metterne a gara la gestione e affidarla a privati (oggi è in concessione ad Amiu Puglia, società in house dei Comuni di Bari e Foggia, ndr). Mi viene in mente un vecchio detto un po’ crudo: quando la merda avrà valore, i proletari nasceranno senza culo, cioè quando dai rifiuti si può fare utile, Foggia perde gli impianti per trattarli. Con un colpo di penna tolgono questi soldi alla città, e non solo, visto che i rifiuti a Passo Breccioso arrivano anche dai Comuni dell’Alto Tavoliere che saranno costretti a spendere di più per conferire a Cerignola. Chi se ne avvantaggerà invece saranno le città della Bat, che risparmieranno sui trasporti. Senza contare l’aumento delle emissioni di Co2”.
Il punto, quindi, non è rimettere in funzione Cerignola ma non chiudere Foggia. Soprattutto perché con un minimo investimento, pari a circa due milioni di euro, si potrebbe predisporre l’upgrade di una parte delle celle per avviare il trattamento della frazione umida e farne compost.
“Certo, non un compost di qualità per coltivare il Chianti ma sicuramene utile per la bonifica dei siti inquinati che da queste parti abbondano – ha sottolineato, ancora una volta, Cislaghi -. E considerato che il Comune di Foggia dovrebbe prendere proprio la direzione di un'accelerata verso la differenziata potremmo trattare in proprio la nostra frazione umida e offrirlo come servizio anche agli altri Comuni, vale a dire altri utili, altre riduzioni di costo. Con questi provvedimenti la Regione Puglia sembra invece che non voglia mettere mano seriamente alla questione del trattamento dei rifiuti con un doppio danno per Foggia. Parla di valorizzazione dei rifiuti: significa cioè bruciarli o estrarne biogas, ovvero un combustibile che produce anidride carbonica. Mi chiedo cosa ne pensino gli ambientalisti”.
Ma è il momento di dire basta, sbotta Cislaghi. “Non possiamo essere sempre la spazzatura della Puglia che si usa per risolvere i problemi della regione (ricordo che, da ultimo, i rifiuti di Frosinone arrivano anche a Foggia) ma quando si tratta di distribuire gli utili questi prendono sempre la direzione di Bari, Bat o Salento addirittura. Il Tmb di Foggia non va chiuso, questa decisione deve essere rivista, perché è nociva sotto tutti i punti di vista per noi. Abbiamo trattato i rifiuti di tutti, evitando la crisi molte volte e quando non ce più bisogno di noi, siamo trattati a pesci in faccia. Bene se si riapre Cerignola, si potrebbero ridistribuire i carichi, si riducono i costi e le distanze per i Comuni della Bat ma non si può penalizzare e impoverire Foggia. A questo punto dico: cari consiglieri e assessori regionali della provincia di Foggia, pensate una volta tanto al territorio che vi ha eletto. Ma è mai possibile che nessuno di loro si sia chiesto cosa cambia per la nostra provincia senza l’impianto di Passo Breccioso?”.
Resta in piedi (ma per ora solo sulla carta) il progetto di una centrale di trasformazione della frazione organica in biogas, che dovrebbe sorgere sempre nella stessa zona del Tmb.
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